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All Music Italia ha un nuovo sito: il restyling dopo 12 anni


Il 22 febbraio 2014, durante un confronto con amici, nasceva All Music Italia. Oggi, 12 anni dopo, con un restyling totale, rinasce All Music Italia, anche conosciuto come AMI.

Quel giorno ho proposto loro un’idea che mi girava in testa da un po’. Erano tutti, come me, amanti della musica italiana. Io mi ero stancato di lavorare con la musica e con gli artisti, ma l’amore per la musica italiana era troppo.

AMI è nato in fretta, come un blog, quasi un gioco, con un motto: rimettiamo al centro la musica italiana. E con una cosa chiara in testa: tutti gli artisti potevano condividere la home. Un super big, un ragazzo uscito da un talent, un emergente noto ma non nel mainstream, uno che ci stava provando.

Per questo c’era anche una rubrica, L’Officina del Talento, che dava spazio sul sito, un’intervista e passaggi su una radio regionale. Quel format l’ho poi riproposto ad Alvise Salerno, ed è anche da lì che ha preso forma parte del suo Music Teller.

Nel 2014 le canzoni italiane in classifica radio erano 34 su 100

Nel 2014, nelle 100 canzoni più trasmesse dalle radio, solo 34 erano italiane e nessuna era di un emergente. Da lì una petizione, che ha raccolto oltre 5.000 firme.

Sanremo non stava vivendo il suo momento musicale migliore e non c’erano segnali che qualcosa stesse per cambiare. Le cose sono cominciate a girare più o meno dall’estate del 2015. Oggi, nelle ultime quattro settimane, nei primi cinquanta della classifica radio EarOne gli italiani sono in media sette su dieci. Nella top ten dei singoli FIMI, otto brani su dieci.

La discografia stessa è cambiata (non sempre in meglio). Lo streaming, che nel 2014 in Italia era ancora un fenomeno di nicchia, oggi comanda nella musica.

I social sono diventati fonte di notizie e informazioni, a volte fatte anche bene, altre volte senza rendere giustizia agli artisti, ai loro brani e agli album su cui hanno lavorato per mesi, se non per anni.

Anche All Music Italia ha rafforzato la sua presenza sui social. Ma l’obiettivo è rimasto lo stesso: portare le persone, nel bene e nel male, anche a leggere. Nell’era dell’intelligenza artificiale è una missione sempre più difficile, ma per dichiararla impossibile c’è sempre tempo dopo.

Noi e i colleghi che ancora scrivono sui siti musicali abbiamo intenzione di portarla avanti, con passione e sperando nei risultati. La musica muove soldi e popolarità per chi la fa, anche troppi in alcuni casi. Meno per chi ne parla.

Ma la musica nasce da qualcosa di interiore: passione, necessità, bisogno. Può piacere o no, rientrare nei gusti o no, essere catalogabile o no. Merita di essere ascoltata, vissuta, raccontata.

Il più grande rebrand mai fatto su All Music Italia

Quello che vedete oggi è il più grande rebrand che abbiamo mai fatto, e ce ne sono stati diversi. Dietro c’è l’intento di raccontare e monitorare la musica a trecentosessanta gradi, ed è per questo che abbiamo aggiunto una novità nostra: il Termometro della musica italiana e il suo Medagliere.

Arriveranno anche nuove firme, e probabilmente non piaceranno a tutti. Non sappiamo se vi piacerà quello che vedete. Ci saranno dei problemi da risolvere, quando si lavora su un impianto da oltre 36.000 articoli: è come una fase beta. Per segnalazioni e pareri scriveteci in direct su Instagram.

Per orientarvi tra le novità abbiamo fatto una guida al sito. La più evidente è il nuovo logo, finalmente l’evoluzione di quello che avevo pensato nel 2016 e che avevo voluto.

Il grazie va a chi ci legge, a chi ci condivide, a chi ci sostiene e a chi ci critica. E va alle persone che in tutti questi anni hanno collaborato sul sito: la nostra caporedattrice Oriana Meo, Anna Ida Cortese, Fabio Gattone, Alessandro Genovese, Alvise Salerno, Alberto Muraro, Lorenza Ferraro, Monica Landro, Fabio Falcone, Davide Misiano.

Raccontare la musica, in modo profondo o leggero, con le notizie che servono e quelle che ti piace dare, per me è un gesto da ultimi dei romantici.

Ma finché vedremo quante persone ci leggono, quanti messaggi ci scrivono gli emergenti che seguono le nostre inchieste e quanti biglietti di concerti riusciamo a far vendere (250.000 euro in tre mesi) con i nostri articoli, una cosa la penseremo sempre. Non siamo necessari. Nessuno lo è. Ma nel nostro piccolo qualcosa cerchiamo di fare.