Tra pochi giorni scade la possibilità di inviare il 730/2026: il termine ultimo è fissato al 30 settembre. Il modello precompilato, così come quello ordinario, può essere trasmesso direttamente all'Agenzia delle entrate oppure tramite sostituto d'imposta, Caf o professionista abilitato.
Il 730 precompilato è una modalità semplificata per presentare la dichiarazione dei redditi. Tra i principali vantaggi c'è la possibilità di evitare i controlli fiscali. Se dalla dichiarazione risulta un credito, la somma viene normalmente restituita direttamente in busta paga o nel cedolino della pensione. Per i lavoratori dipendenti il rimborso parte generalmente da luglio, mentre per i pensionati le prime erogazioni arrivano di norma da agosto o settembre. Se invece emerge un debito, l'importo viene generalmente trattenuto dallo stipendio o dalla pensione dal sostituto d'imposta.
Per approfondire: Dichiarazione dei Redditi 2026, gli esonerati: ecco chi non deve presentare il Modello 730
La dichiarazione dei redditi può diventare obbligatoria quando nel corso dell'anno si percepiscono più redditi. È il caso, per esempio, di chi ha avuto diversi rapporti di lavoro dipendente con più datori e l'ultimo non ha effettuato il conguaglio, oppure di chi ha percepito redditi di natura diversa, come uno stipendio e i guadagni derivanti dall'affitto di un immobile.
L'obbligo può scattare anche quando le ritenute fiscali non sono state applicate correttamente dall'unico datore di lavoro o quando il datore non svolge il ruolo di sostituto d'imposta. Un esempio è quello di colf e badanti, che vengono pagate dalla famiglia presso cui lavorano senza che questa effettui le ritenute fiscali sulla retribuzione.
Ci sono però anche contribuenti che, in presenza di determinate condizioni, sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione. Tra questi rientrano, a seconda della situazione, coloro che percepiscono soltanto specifiche categorie di reddito, rispettano determinati limiti previsti dalla legge o hanno un'imposta dovuta non superiore a 10,33 euro.
L'esonero dall'obbligo, tuttavia, non impedisce di presentare comunque il 730. Può essere conveniente farlo per recuperare detrazioni e deduzioni oppure per chiedere il rimborso di crediti e di somme versate in eccesso.
Per approfondire: Modello 730/2026, quando scatta il penale per chi non presenta la dichiarazione?
pubblicità
Ci sono però alcune situazioni nelle quali il pagamento non avviene attraverso il sostituto d'imposta. È il caso, per esempio, dei contribuenti che dichiarano anche redditi da attività lavorative nel settore turistico oppure somme riportate nei quadri M, T e/o W. Quando dalla liquidazione delle relative imposte sostitutive emerge un importo da versare, il pagamento deve essere effettuato tramite modello F24. Se invece il risultato è a credito, la quota che non viene utilizzata per la compensazione con l'F24 viene rimborsata direttamente dall'Amministrazione finanziaria.
Il modello precompilato viene messo a disposizione dall'Agenzia delle entrate nell'area riservata del proprio sito. Per accedere sono necessarie le credenziali Spid, Cie o Cns. Il contribuente può utilizzare anche una procedura semplificata e guidata, attraverso la quale le informazioni già disponibili vengono presentate in maniera più intuitiva. I dati possono essere confermati, corretti o integrati e vengono poi trasferiti automaticamente nelle corrispondenti sezioni della dichiarazione.
pubblicità
La trasmissione entro la scadenza del 30 settembre può essere effettuata direttamente attraverso i servizi telematici dell'Agenzia delle entrate. In alternativa, ci si può rivolgere al proprio sostituto d'imposta, se ha comunicato entro il 15 gennaio di prestare assistenza fiscale, oppure a un Caf o a un professionista abilitato. Prima dell'invio è importante verificare che le informazioni contenute nel modello siano corrette e complete. Chi presenta autonomamente la dichiarazione deve inoltre indicare i dati del sostituto d'imposta che dovrà effettuare il conguaglio, quando previsto. Va poi compilata la scheda per la destinazione dell'8, del 5 e del 2 per mille dell'Irpef, anche se non si intende effettuare alcuna scelta. È comunque possibile presentare il 730 senza indicare il sostituto d'imposta, anche quando nel corso del 2026 se ne ha uno.
Il contribuente può accettare il 730 senza apportare variazioni quando tutti i dati risultano corretti. Se invece mancano informazioni o sono presenti errori, è possibile intervenire sul modello. Si possono, per esempio, aggiungere redditi non indicati nella versione iniziale oppure inserire oneri detraibili e deducibili che non erano stati riportati. Dopo le modifiche vengono predisposti un nuovo modello 730 e un nuovo 730-3, con il risultato aggiornato della liquidazione delle imposte.
pubblicità
Insieme alla delega deve essere consegnato anche il modello 730-1, inserito in una busta chiusa. La scheda riguarda la destinazione dell'8, del 5 e del 2 per mille dell'Irpef e va consegnata anche quando non viene effettuata alcuna scelta. Devono essere riportati il codice fiscale e i dati anagrafici del contribuente. Per una dichiarazione congiunta, invece, le schede devono essere inserite in due buste distinte, ciascuna riferita al coniuge che effettua la scelta.
La dichiarazione può essere presentata anche attraverso il 730 ordinario. Il modello, già compilato, può essere consegnato al sostituto d'imposta che offre assistenza fiscale, a un Caf oppure a un professionista abilitato. Chi non dispone di un sostituto d'imposta in grado di effettuare il conguaglio deve necessariamente rivolgersi a un Caf o a un professionista. Anche in questo caso, per il 730/2026 la scadenza è il 30 settembre.
pubblicità
I tempi per ottenere il rimborso dipendono anche dalla data di presentazione della dichiarazione. Per i lavoratori dipendenti, l'importo spettante viene generalmente riconosciuto nella prima busta paga utile. In alternativa, può essere accreditato nel cedolino del mese successivo a quello in cui è stata trasmessa la dichiarazione. Chi presenta il 730 a ridosso della scadenza deve però considerare che i tempi per il conguaglio si accorciano. Questo può incidere soprattutto sui contribuenti che risultano a debito: le somme da recuperare possono essere concentrate in un numero inferiore di rate e quindi determinare trattenute più elevate. A novembre, inoltre, può aggiungersi il secondo o unico acconto delle imposte, che viene trattenuto in un'unica soluzione.
Il 30 settembre 2026 è il termine ordinario per presentare il 730, ma il mancato rispetto della scadenza non fa scattare automaticamente un reato.
Nei 90 giorni successivi è ancora possibile regolarizzare la posizione: la dichiarazione presentata entro questo periodo non viene considerata omessa ai fini penali, anche se possono essere applicate sanzioni amministrative e, quando dovute, interessi e sanzioni sugli importi da versare.
Superati i 90 giorni, la dichiarazione viene invece considerata omessa ai fini tributari e le sanzioni diventano più pesanti.
Il rischio penale riguarda soltanto i casi più gravi: per il reato di omessa dichiarazione devono ricorrere specifiche condizioni, tra cui un'imposta evasa superiore a 50mila euro per una singola imposta e la finalità di evadere il Fisco. Il semplice mancato invio del 730, quindi, non comporta automaticamente conseguenze penali.
Per approfondire: Dichiarazione redditi, quali abbonamenti per il trasporto pubblico si possono detrarre?
pubblicità