okayduckyachtclub.xyz

«A 101 anni lavoro ancora. Guido un'azienda da 245 milioni senza usare il computer», il racconto del Ceo centenario Alberto Bertani


Un'azienda nata nel 1941 sotto i bombardamenti della Seconda guerra mondiale, nella zona industriale di Monza. È la storia di Elesa, impresa con un fatturato di 245 milioni e  presente in 60 Paesi. Alla guida Alberto Bertani, 101 anni compiuti in agosto, figlio del fondatore che racconta: «Non amo usare il computer, mi piace disegnare ancora a mano. Però uso il tablet e faccio le call senza bisogno di aiuto».

La storia di Elesa

«Ho studiato ingegneria al Politecnico sotto le bombe. Cominciammo con i piatti in bakelite: i milanesi volevano qualcosa che non si rompesse», racconta Alberto Bertani ai microfoni de Il Corriere della Sera. «La mattina mi piace guardare i dati di vendita — spiega — le statistiche. Il pomeriggio vado in ufficio. Lavoro con un gruppo di cinque ingegneri nella ricerca e sviluppo con attenzione al design».

Alberto Bertani si racconta orgoglioso di quello che lui e la sua famiglia hanno costruito nel tempo, ma la strada per arrivarci è stata lunga. «Sono nato a Milano nel 1925, diploma al Berchet. Mentre sostenevo l’esame di maturità gli alleati sbarcavano in Sicilia. Poi studi al Politecnico sotto le bombe, laurea nel 1949. Mio padre aveva acquistato a Monza una piccola azienda di stampaggio materie plastiche. Ricordo i primi uffici nel salone da ballo di villa Torneamento alla Taccona - racconta Bertani. Abbiamo scelto insieme il nome: doveva essere Elettra perché volevamo produrre oggetti per la casa, ma esisteva già un’azienda con lo stesso nome così cambiammo».

Fare imprenditoria durante la guerra

«Mancava la corrente. E poi ricordo la paura di tornare a casa e di essere preso dai tedeschi». Così Alberto ricorda cosa significasse lavorare in tempo di guerra. I primi clienti sono arrivati dopo. «Con la fine della guerra ricevemmo un ordine da La Rinascente per servizi di piatti, scodelle, ciotole e insalatiere in bakelite. I milanesi non avevano più servizi “buoni” e volevano qualcosa che non si rompesse. Io e mio padre eravamo ingegneri con poco interesse per le cose di casa - racconta Alberto - e poi avevamo capito che era il momento di lavorare sui componenti con i primi materiali plastici». Il primo disegno fu un "volantino a razza". «Ho ancora l’album degli schizzi. Incontravo Gillo Dorfles dal barbiere, ma non si parlava ancora di design. Cercavo di realizzare oggetti belli e attenti a favorire il rapporto dell’uomo con la macchina».

Elesa oggi

L'azienda, oggi, ha un fatturato di 245 milioni, è presente in 60 Paesi e con un catalogo di 80 mila prodotti per macchinari dalla nautica all’industria alimentare, dalla farmaceutica al settore medicale e tessile. Da poco ha inaugurato una nuova gigafactory di Elesa sempre nella zona industriale di Monza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA