Nel 1956, durante una gita scolastica all'abbazia di Glastonbury, un bambino di undici anni si chinò sotto una corda e infilò la mano in una tomba aperta. Ne tirò fuori un frammento di mattonella medievale e un osso umano, una rotula che probabilmente apparteneva a uno dei tre abati sepolti nel transetto nord. Il ragazzo si chiamava George Box e non disse nulla a nessuno.
Portò il bottino a casa, lo tenne nascosto, e quando negli anni Settanta emigrò in Australia lo infilò in una valigia insieme al resto delle sue cose. Nella sua nuova casa, dall'altra parte del mondo, l'osso e il frammento di ceramica furono poi esposti in una vetrina tra fossili e curiosità varie (ecco i reperti in un'immagine). Box coltivava da sempre un interesse per l'archeologia, e quegli oggetti facevano parte di una sua collezione personale. Solo nel 2000, dopo aver sposato la sua seconda moglie, la questione cambiò. Quando lei seppe come erano stati acquisiti, insistette per la restituzione. Lui acconsentì, ma a una condizione: il ritorno sarebbe avvenuto solo dopo la sua morte. Lucy Newman, responsabile delle collezioni dell'abbazia, ha spiegato alla BBC che il ritardo nasceva probabilmente da un senso di imbarazzo troppo radicato per sopportare la restituzione in vita.
Prima di morire, Box costruì con le sue mani una piccola scatola di legno a forma di reliquiario medievale per proteggere l'osso durante il viaggio di ritorno. Ora la rotula è di nuovo a Glastonbury, insieme al frammento di mattonella, ma il mistero della sua identità resta intero. I registri dell'abbazia indicano tre candidati plausibili. Michael di Amesbury fu abate dal 1235 al 1252, Robert di Petherton dal 1261 al 1274, e John di Taunton che morì nel 1291. Le tombe dei tre si trovavano proprio nel transetto nord, dove nel 1956 gli archeologi avevano aperto le sepolture. Ma le foto e i documenti dello scavo non permettono di stabilire con precisione quale tomba Box avesse raggiunto, e riaprire i resti per un test del DNA è stato giudicato uno sforzo eccessivo rispetto ai vantaggi che ne deriverebbero. Glastonbury è uno dei siti monastici più celebri della Gran Bretagna, con origini che risalgono al VII secolo. Nel corso dei secoli ha attirato leggende di ogni tipo, dalla presenza di Giuseppe d'Arimatea alla scoperta, annunciata nel 1191, delle presunte tombe di re Artù e Ginevra. Dissolta nel 1539 per ordine di Enrico VIII (ecco 4 poco note curiosità sulla famiglia dei Tudor, da Enrico VII ad Elisabetta I) e ridotta in rovina, l'abbazia continua a regalare sorprese. Oggi la rotula anonima e il frammento di mattonella sono esposti nel museo del sito, dopo un viaggio di quasi settant'anni.
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