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A Brindisi infermieri e operatori del Pronto soccorso presi a schiaffi


La presidente degli infermieri: «La rabbia e il disagio dei cittadini, però, non si riversano sul presidente della Regione, Antonio Decaro, o sulle altre rappresentanze politiche e istituzionali: si scaricano sul primo operatore sanitario che incontra»

Il Pronto soccorso dell'ospedale Antonio Perrino di Brindisi
Il Pronto soccorso dell'ospedale Antonio Perrino di Brindisi

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domenica 20 settembre 2026, 14:33 - Ultimo aggiornamento: 16:16

Ancora un’aggressione ai danni di operatori sanitari al Pronto Soccorso dell’ospedale Antonio Perrino di Brindisi. L’episodio, avvenuto questa mattina 20 settembre 2026, ha coinvolto due infermieri e altri operatori. fra i quali una guardia giurata, impegnati nell’assistenza ai pazienti: sino stati presi a schiaffi. L’Ordine delle professioni infermieristiche (Opi) di Brindisi esprime solidarietà e vicinanza ai colleghi coinvolti e rinnova la propria disponibilità a garantire agli iscritti vittime di aggressioni supporto, tutela e assistenza, anche sul piano legale.

L'Ordine delle professioni infermieristiche: «Intervento concreto sulla sicurezza»

Quello del Pronto Soccorso è, secondo l’Opi, il quinto episodio registrato nelle ultime settimane, dopo quelli avvenuti nei reparti di Psichiatria, Ortopedia, Pneumologia e Centro Ustioni. Una sequenza che, sottolinea l’Ordine, impone un intervento concreto sulla sicurezza degli operatori sanitari. L’Opi Brindisi chiede alla Direzione strategica dell’Asl di adottare con urgenza misure efficaci e verificabili per ridurre il rischio di nuove aggressioni, a partire dal rafforzamento della vigilanza nelle aree maggiormente esposte, da procedure tempestive di intervento e da un sistema strutturato di prevenzione e tutela del personale.: «Non è più possibile considerare insulti, minacce e aggressioni fisiche come una componente della professione sanitaria – sottolinea la presidente dell’Opi Brindisi, Paola De Biasi –.

Chi lavora in ospedale deve poter assistere i pazienti in condizioni di sicurezza e senza il timore di essere aggredito. Non vogliamo limitarci a contare le aggressioni dopo che sono avvenute: servono misure per prevenirle». L’Opi Brindisi ribadisce infine la vicinanza agli operatori coinvolti e sollecita l’Asl a intervenire in tempi rapidi per rafforzare la sicurezza negli ospedali e nei servizi sanitari della provincia.

La presidente: «Rabbia e disagio si scaricano su noi operatori»

«Noi operatori sanitari, e in particolare gli infermieri, stiamo pagando quotidianamente il prezzo delle gravi criticità che attraversano il sistema sanitario. Da un lato si continua a chiedere al personale disponibilità, sacrifici e continui rientri in servizio; dall’altro, troppo spesso, straordinari e prestazioni aggiuntive non vengono riconosciuti e remunerati con la necessaria tempestività», spiega la presidente dell’Opi Brindisi, Paola De Biasi.  «La rabbia e il disagio dei cittadini, però, non si riversano sul presidente della Regione, Antonio Decaro, o sulle altre rappresentanze politiche e istituzionali: si scaricano sul primo operatore sanitario che incontra. E sempre più spesso - aggiunge - sono infermieri e professionisti in prima linea a subire le conseguenze di situazioni diventate difficili e, purtroppo, anche pericolose. A tutto questo si aggiungono le carenze dei servizi territoriali: strutture e percorsi che dovrebbero intercettare i bisogni assistenziali prima dell’accesso in ospedale non riescono ancora a garantire risposte sufficienti. Il risultato è che sempre più cittadini confluiscono sul Perrino aumentando la pressione sul Pronto Soccorso e sull’intero ospedale. E a pagarne direttamente le conseguenze - conclude De Biasi - sono, ancora una volta, coloro che ogni giorno sono in prima linea per garantire assistenza e cure».

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