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«Abbiamo giocato d’anticipo»  - L'Unione Sarda.it


Il procuratore.

26 luglio 2026 alle 01:01

«L’obiettivo era evitare che ci fossero rischi per l’incolumità dei cittadini, delle guardie giurate, degli agenti di polizia e degli stessi indagati». Il procuratore della Repubblica di Cagliari, Rodolfo Sabelli, ha evidenziato l’importanza di essere riusciti ad agire prima che il gruppo organizzato entrasse in azione. «Il nostro scopo è quello di prevenire situazioni di pericolo, per questo abbiamo deciso di richiedere la misura cautelare. Abbiamo ritenuto che ormai il piano fosse in una fase talmente avanzata che potesse esserci a breve la sua esecuzione».

La banda, secondo quanto emerso dalle indagini, era pronta a colpire dopo diversi sopralluoghi: «Ci sarebbero stati incontri in varie località, in particolare a Fonni», ha dichiarato il procuratore, «ma sono stati tutti monitorati dalla polizia». Secondo gli investigatori, gli indagati si riunivano in alcune aree prestabilite. A San Gavino, la base più vicina all’obiettivo sarebbe stata un ovile. Nel corso dell’operazione “Golden Mole” non si è fatto alcun riferimento ad eventuali collegamenti con altri assalti ai portavalori: «Non possiamo dirlo perché riguarda altre situazioni e altri processi», ha spiegato Sabelli.

«Eravamo pronti a intervenire anche nel caso in cui l’assalto fosse stato anticipato», ha affermato invece il questore di Cagliari, Rosanna Lavezzaro, «per fortuna siamo riusciti a lavorare in anticipo e in sicurezza, evitando così uno scenario più pericoloso o drammatico». È stato dello stesso avviso Davide Carboni, il dirigente della Squadra Mobile di Cagliari che ha condotto l’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia: «L’attività è durata circa un anno», ha precisato, «e siamo arrivati a un punto in cui non abbiamo tralasciato nessun dettaglio. La particolarità di questo caso è che nel mirino della banda sia finito un furgone portavalori che effettua trasporti settimanali, quindi l’attenzione doveva essere massima. È stata anche la prima volta, almeno in Sardegna, che si è parlato di trasporti di oro con valori così consistenti. Dietro questa operazione c’è stato un grande impegno su tutto il territorio dell’Isola».

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