Una scelta “sofferta” per il governo, una mancia elettorale per le opposizioni. L’abolizione del bollo auto per il 2027, annunciata da Giorgia Meloni dopo il consiglio dei ministri di oggi, accende subito lo scontro politico. Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, spiega che l’esecutivo ci è arrivato “valutando varie opzioni” e assicura che l’obiettivo è rendere la misura strutturale. Dal Movimento 5 Stelle, invece, Pasquale Tridico ricorda alla premier le critiche ricevute quando, da candidato alla presidenza della Calabria, aveva avanzato una proposta analoga: “Mi aveva definito Cetto La Qualunque. Mi chiedo se oggi continui a pensarla alla stessa maniera”.
“In politica vale tutto e il suo contrario – scrive in una nota il capodelegazione del M5S al Parlamento europeo -. Quando avevo proposto l’abolizione del bollo per le auto di media cilindrata, Meloni mi aveva denigrato definendomi Cetto La Qualunque. Mi chiedo dunque se la presidente del consiglio continui a pensarla così o se con coerenza definisca la sua proposta nello stesso modo”. “Fra la nostra proposta e la sua c’è però una differenza abissale – prosegue Tridico -. Noi l’avevamo concepita per sostenere il ceto medio con una prospettiva di lungo respiro, lei invece lo fa a fine legislatura, per un solo anno, e come mossa elettorale per cercare di coprire tutti i disastri e i fallimenti di quattro anni di governo. Gli italiani non sono stupidi e le chiederanno conto della pressione fiscale record, dei prezzi di energia e benzina alle stelle, di ospedali colabrodo, scuole fatiscenti, asili nido mancanti e trasporti lumaca e sempre in ritardo”, conclude. Anche Vittoria Baldino, vicepresidente M5s, ribadisce il concetto: “Quando una proposta arriva dal Movimento viene insultata e bollata come populismo, ora improvvisamente diventa una grande misura. La prossima volta prima di deridere le nostre proposte aspettino almeno di sapere se qualche mese dopo dovranno copiarle”, conclude Baldino.
Giorgetti parla invece di “un desiderata” a cui il governo è arrivato “in modo sofferto, valutando varie opzioni”. “Pensiamo – spiega il capo del Mef – che questa misura possa diventare strutturale, anche se nasce per un motivo emergenziale. Andiamo a toccare quelli che hanno auto e consumano benzina e gasolio mentre quelli che hanno l’auto elettrica e ibrida già non pagano bollo e non hanno alcun beneficio ma non hanno avuto nessun maleficio dal fatto che aumentassero benzina e gasolio”, commenta il ministro in conferenza stampa dopo il cdm.
Apprezzamento è stato espresso dai dodici presidenti di Regione e Provincia autonoma espressione del centrodestra. “Ho potuto affrontare il tema oggi stesso con Massimiliano Fedriga, che presiede la Conferenza delle Regioni, e direttamente con il ministro Giorgetti, che mi ha assicurato che la quota regionale verrà interamente coperta dal trasferimento statale, senza che l’abolizione del bollo comporti alcun onere per le Regioni”, ha commentato Alberto Cirio, vicesegretario nazionale di Forza Italia e presidente della Regione Piemonte, rispondendo sul fatto che il bollo è una tassa incassata dalle Regioni. “La macchina, proprio come la casa – sottolinea Cirio – è un bene primario delle famiglie che serve per vivere e per lavorare e, proprio come la casa, non deve essere tassata: questa è la nostra visione liberale, una delle battaglie storiche di Silvio Berlusconi”.