
Una delle foto che ha documentato gli interventi estivi sull’acquedotto

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Pesaro, 10 settembre 2026 – L’ acque-rotto torna alla ribalta. Perché sulla scorta dell’esposto presentato da Pia Perricci e da alcuni dei suoi colonnelli di Futuro Nazionale, partito guidato dal generale Vannacci, alla Procura, ministeri e vari enti, qualcosa di sta muovendo. Perché da informazioni che arrivano da Roma il ministero dell’Ambiente si è messo in moto chiedendo informazioni per accertamenti tecnici “documentali, amministrativi e contabili al fine di verificare l’eventuale sussistenza di fattispecie di reato”.
La lettera con la richiesta della documentazione è stata recapitata al Comune, alla Provincia, alla Regione, all’Arpam e per conoscenza all’Ispra e cioè il centro per le crisi, emergenze ambientali e danno. Non tante righe quelle della direzione generale di ‘economia circolare e bonifiche’, ma la richiesta è chiara: fornire tutti i documenti su questa vicenda che ha messo in crisi non solo i cittadini, ma anche le strutture alberghiere, i bar e i ristoranti. “Ogni più opportuna informazione sull’eventuale sussistenza di profili di danno o minaccia di danno ambientale”.
Il tutto è partito, come prima ricordato, da un esposto presentato una ventina di giorni fa in Procura, all’interno del quale venivano ipotizzati tutta una serie di reati: si va dal disastro colposo all’interruzione di pubblico servizio fino ad arrivare al delitto colposo contro l’ ambiente. Se la Procura abbia aperto o no un fascicolo su questa vicenda che ha tenuto senza acqua circa 100mila abitanti per oltre due giorni, non si sa. Ma si sa per certo che il ministero dell’Ambiente ha chiesto a vari enti tutta la documentazione. Per la cronaca l’ esposto oltre alla firma di Pia Perricci, porta anche la firma di Michelfausto Degiorgio, Oscar Olmeda, Sebastiano Bonaccorso, Pietro Gainfrancesco , Maurizio Porzionato Siviero tutti della sezione locale di Futuro Nazionale.
Sugli sviluppi di questa vicenda Pia Perricci butta giù il telefono e non risponde. L’unica cosa che trapela è che starebbe cercando, senza non poche difficoltà una sala dove tenere nei prossimi giorni una conferenza stampa. Comunque che le acque siano un po’ ‘agitate’ anche il fatto che Marche Multiservizi ha inviato nei giorni scorsi una lunga relazione sullo stato delle condotte idriche proprio alla esponente politica.
Nell’esposto che ha messo in moto il ministero si parla anche della “riattivazione dei vecchi pozzi di approvvigionamento come faceva l’ ex Amga. Tale soluzione – si legge – è stata adottata anche durante l’ emergenza di Ferragosto 2026 nel territorio di Fano. Nel caso di Pesaro, tuttavia la possibilità di ricorrere a tali fonti alternative risulta oggi fortemente compromessa o impossibilitata , in quanto diversi pozzi risultano interessati da problematiche di contaminazione che ne hanno impedito o limitato l’ utilizzo per fini idropotabili”. La crisi idrica di Ferragosto ha sollevato un grande dibattito in città sulle responsabilità. Di certo, finora, si sa però che ci sarà, prima di tutto e presto, un robusto intervento – milionario – sulla condotta principale.
m. g.
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