Redazione 26 agosto 2026 07:32
Dolly Parton è morta a 80 anni. La cantante, compositrice, attrice e imprenditrice americana si è spenta il 25 agosto a Nashville, in Tennessee. La notizia è stata annunciata sul suo sito ufficiale: il comunicato riferisce che è morta "serenamente", senza indicare la causa del decesso. Solo un anno prima, nel marzo del 2025, aveva perso Carl Dean, l'uomo con cui aveva condiviso quasi sessant'anni di matrimonio.
Con Dolly Parton scompare una delle figure più riconoscibili della cultura popolare americana. Una donna capace di partire da una casa poverissima degli Appalachi e diventare una star mondiale, vendere oltre 100 milioni di dischi, vincere 11 Grammy e costruire contemporaneamente una carriera nel cinema, un'attività imprenditoriale multimilionaria e uno dei più grandi programmi privati di promozione della lettura per bambini.
Dolly Rebecca Parton era nata il 19 gennaio 1946 a Locust Ridge, nel Tennessee, quarta di dodici figli. La famiglia viveva con pochissimo e la musica era parte della vita quotidiana: sua madre cantava, il nonno era un predicatore che suonava il violino. Quell'infanzia sarebbe diventata, anni dopo, materiale per alcune delle sue canzoni più famose. In Coat of Many Colors raccontò per esempio il cappotto cucito dalla madre con pezzi di stoffa e le prese in giro subite a scuola.
Parton iniziò a esibirsi da bambina e, appena terminata la scuola, si trasferì a Nashville. La svolta arrivò alla fine degli anni Sessanta con il Porter Wagoner Show. Per sette anni formò con Wagoner una delle coppie più popolari della musica country americana, prima di decidere di camminare da sola.
Da quella separazione professionale nacque una delle canzoni più celebri della storia della musica. Nel 1973 Dolly scrisse I Will Always Love You come addio a Wagoner. Quasi vent'anni dopo Whitney Houston avrebbe trasformato il brano in un successo planetario grazie al film The Bodyguard. Ma la canzone, e soprattutto i diritti d'autore, erano rimasti di Parton. Persino Elvis Presley aveva pensato di inciderla: Dolly rinunciò quando il manager del cantante le chiese di cedere metà dei diritti editoriali. Una decisione che negli anni si sarebbe rivelata straordinariamente lungimirante.
Poi arrivarono Jolene, 9 to 5, Here You Come Again e decine di altri successi. Parton riuscì in qualcosa che all'epoca non era affatto scontato: uscire dai confini della musica country senza abbandonarla.
La sua carriera conta oltre 100 milioni di dischi venduti nel mondo, 11 Grammy e migliaia di canzoni scritte. Jolene, Coat of Many Colors e I Will Always Love You sono entrate nel canone della musica americana. Parton è stata ammessa sia nella Country Music Hall of Fame sia nella Rock & Roll Hall of Fame.
Negli anni Ottanta era diventata anche una star di Hollywood. Il film 9 to 5, in Italia Dalle 9 alle 5... orario continuato, la trasformò in un volto conosciuto ben oltre il pubblico country. Seguirono, tra gli altri, The Best Little Whorehouse in Texas e Steel Magnolias.
Eppure Dolly Parton aveva costruito parte del suo successo proprio giocando con l'immagine che gli altri avevano di lei: capelli biondo platino, abiti pieni di strass, tacchi altissimi, trucco vistoso e un'autoironia che trasformava lo stereotipo della "bionda svampita" nel suo contrario. Dietro quell'immagine c'era una delle autrici e imprenditrici più attente ai propri diritti e alla gestione del proprio marchio dell'industria musicale americana.
Il suo nome è diventato anche un'impresa. Nel Tennessee nacque Dollywood, il parco divertimenti di Pigeon Forge che ha contribuito a trasformare la zona delle Great Smoky Mountains in una destinazione turistica internazionale.
Ma probabilmente l'eredità più sorprendente di Dolly Parton è lontana dai palchi. Nel 1995 fondò la Imagination Library, ispirata dal padre, che non aveva mai imparato a leggere e scrivere. Il progetto iniziò regalando ogni mese un libro ai bambini della sua contea natale. In seguito si è esteso negli Stati Uniti e poi in Canada, Regno Unito, Australia e Irlanda, arrivando a distribuire gratuitamente milioni di libri ogni mese ai bambini fino ai cinque anni.
Durante la pandemia Parton donò inoltre un milione di dollari alla Vanderbilt University per la ricerca sul coronavirus: quei finanziamenti contribuirono anche agli studi che portarono allo sviluppo del vaccino Moderna.
Dolly Parton non aveva mai mostrato particolare interesse per la pensione. Ancora nel 2026 lavorava a nuovi progetti. Pochi giorni prima della sua morte il suo sito celebrava 82 nuove certificazioni discografiche ottenute nel mondo. A luglio era stato inoltre annunciato l'arrivo a Broadway di Dolly: A True Original Musical, lo spettacolo autobiografico scritto insieme a Maria S. Schlatter e costruito sulle sue canzoni.
Il musical andrà avanti. Dopo la morte della cantante, i produttori hanno confermato che le anteprime cominceranno il 7 dicembre 2026 al St. James Theatre di New York e che la prima ufficiale sarà il 19 gennaio 2027: il giorno in cui Dolly Parton avrebbe compiuto 81 anni. Era, hanno spiegato, il suo desiderio.