
DA OLTRE 30 anni Comtel è attiva nell’integrazione di sistemi ICT in Italia, unendo persone, tecnologie e informazioni in un’unica...

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DA OLTRE 30 anni Comtel è attiva nell’integrazione di sistemi ICT in Italia, unendo persone, tecnologie e informazioni in un’unica infrastruttura. L’obiettivo è quello di rendere le aziende connesse, sicure e flessibili, pronte ad affrontare i cambiamenti tecnologici del futuro. La società crea soluzioni ad hoc che supportano realtà pubbliche e private, fornendo strumenti di comunicazione (quali messagistica, video e applicativi voce) che si adattano alle diverse esigenze ed ai differenti settori: dalla logistica alle infrastrutture, dall’hotellerie ai trasporti, passando per comparti strategici quali finanza e sanità.
La società, quotata in Borsa, opera in Italia e di recente ha avviato un forte processo di internazionalizzazione, coprendo oggi mercati quali Europa, Medio Oriente e Asia-Pacifico. Un’espansione geografica frutto anche di acquisizione strategiche, come quella della divisione Unified Communications di NEC in area EMEA. E sono proprio le soluzioni di comunicazione al centro della nuova ricerca condotta dal Centro Studi Comtel, “Unified Communications 2026 & AI – Prospettive, Innovazione, Opportunità”. L’insieme di applicativi voce, video e chat che gestisce le comunicazioni di aziende pubbliche e private rappresenta un asset in costante crescita: nel 2026 si stima che supererà i 220 miliardi di dollari, con proiezioni a inizio anni Trenta che oscillano tra i 700 ed i 900 miliardi in base alle diverse analisi.
E l’Italia come si poziona in questo quadro? Dallo studio Comtel emerge che se da un lato è vero che il nostro Paese arriva tardi, con un parco di classici centralini ancora largamente diffuso nelle piccole e medie imprese, questo ritardo può rappresentare un’opportunità: saltare direttamente all’ultima generazione di tecnologia, grazie anche al Pnrr. Ne è un esempio concreto la sanità, dove la unified communications abilita telemedicina e coordinamento clinico: qui il tasso di crescita atteso è il più alto tra tutti i settori, oltre il 28% l’anno. Stesso discorso vale per la pubblica amministrazione, chiamata a modernizzare sportelli e contact center.
"Grazie all’attività del nostro Centro Studi vogliamo fornire un quadro completo di come si stia evolvendo il mercato e di quali saranno le necessità per il futuro. Non ci limitiamo a descrivere quanto accade ma proponiamo soluzioni per anticipare le esigenze di business dei nostri clienti. Sviluppiamo prodotti che potranno adattarsi alle diverse esigenze degli utilizzatori, utili per piccole e grandi aziende, per realtà pubbliche e private" il commento del presidente Comtel, Carlo Nardello. "Stiamo vivendo una fase di evoluzione molto rapida ed è necessario non rimanere indietro. L’Italia sta recuperando terreno e crediamo che abbia tutte le potenzialità per non essere seconda a nessuno. Stiamo toccando con mano l’adattabilità di alcune soluzioni a settori che fino a poco tempo fa sembravano lontanissimi" afferma Pietro Parente, Responsabile del Centro Studi Comtel.
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