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Addio smartphone per tutti, i telefoni economici spariranno


Gianluca Anoè
Smartphone (foto di repertorio)

Negli ultimi dieci anni ci si è abituati a una tecnologia sempre più inclusiva, per tutti. Ma non sarà così per molto, stando a quanto ritengono gli analisti di settore provenienti da ogni parte del mondo. Il mercato degli smartphone, in particolare, fungerà da spartiacque: da oggetto comune, accessibile ai più, diventerà un bene da custodire nel tempo e non più da sostituire a ogni cambio di stagione.

Smartphone economici, -40% nel 2030

A fornire un'analisi precisa è l'ultimo report di Counterpoint Research, che non si limita a preannunciare lo scenario futuro, ma fissa delle date precise: secondo la società di ricerca, entro il 2030 il mercato globale potrebbe perdere oltre 230 milioni di spedizioni annue di smartphone di fascia economica - al cambio Dollaro-Euro, vuoto per pieno, i dispositivi del valore commerciale di poco inferiore ai 200 euro. La previsione è di un calo del 40% del segmento ‘entry level’ da qui ai prossimi cinque anni.

A guidare la trasformazione - è sotto gli occhi di tutti - da una parte c'è l'aumento esponenziale dei costi di memorie, chipset e componenti avanzate, dall'altra la necessità dei giganti tech di garantire delle specifiche hardware che possano supportare algoritmi sempre più complessi e funzionalità futuristiche guidate dall'intelligenza artificiale. E quando c'è carenza di materia prima, il grosso produttore si guarda bene dal rinunciare ai prodotti di punta, più avanzati e costosi, che possono garantire ingressi finanziari maggiori. Agnello sacrificale sono i prodotti che offrono un margine minore, se non addirittura minimo. E quindi gli smartphone più economici.

Le future tendenze dei consumatori

Se è vero che molti consumatori acquistano smartphone (leggasi iPhone, principalmente), pur non potendoseli, almeno teoricamente, permettere, è altrettanto vero che quegli stessi consumatori non hanno un potere d'acquisto tale per poter cambiare dispositivo con grande frequenza, alternando telefoni molto costosi con dispositivi più abbordabili. Dispositivi che a medio termine potrebbero non esistere più, se il trend in campo chip non andrà incontro a una decisa inversione.

Ad ogni modo, con la ‘scomparsa’ degli ‘entry level’, una parte di consumatori abituata a risparmiare dovrà ad un certo punto, giocoforza, orientarsi verso fasce superiori. Altri potrebbero conservare più a lungo i propri dispositivi mobili, avendone maggiormente cura. E va da sé che il mercato dell'usato, il ricondizionato, potrebbe andare incontro a una vera e propria esplosione.

L'analista Yang Wang è netto nella sua riflessione: “Il mercato degli smartphone si riprenderà in termini di volumi, ma il segmento dei dispositivi economici non tornerà ai livelli precedenti”. Dopo una flessione delle vendite, dunque, il mercato si riprenderà e tornerà a essere competitivo, quanto a volumi di vendite, come a inizio 2025. Ma ci sarà una deviazione programmata verso smartphone di fascia media, flagship e pieghevoli. Wang lancia poi l'allarme per i mercati a basso reddito: "La mancanza di nuovi smartphone economici - rileva - potrebbe rendere più difficile l'accesso online per i nuovi utenti nei mercati a basso reddito".

Fascia media, nuovo campo di battaglia

Gli smartphone di fascia alta sono da sempre terreno di scontro tra le Big Tech, ma con la drastica riduzione di ‘entry level’, è lecito supporre che i dispositivi di fascia media possano aprire un nuovo campo di battaglia. E questo perché i telefoni di questo segmento offriranno sempre maggior memoria e capacità di archiviazione, fotocamere di qualità superiore e, soprattutto, funzionalità di intelligenza artificiale che permetteranno a qualsiasi utente di rimanere al passo con i tempi.