L’aeroporto internazionale di Miami è stato colpito ieri da una pesante interruzione operativa dopo l’incidente di un Boeing 767 cargo di 21 Air operato per Amazon Prime Air. L’aereo, arrivato da San Juan, Puerto Rico, è uscito di pista durante l’atterraggio, ha attraversato la recinzione dell’aeroporto e ha colpito diversi veicoli. Il bilancio provvisorio è di almeno cinque morti e cinque feriti, tre dei quali in condizioni critiche.
L’incidente è avvenuto domenica 6 settembre, intorno alle 14 locali. Il volo coinvolto è il Prime Air 7598, operato dalla compagnia 21 Air con un Boeing 767-300 cargo. Secondo la Federal Aviation Administration, l’aereo ha oltrepassato la pista dopo l’atterraggio. Sulla dinamica e sulle cause sono in corso le indagini della FAA e del National Transportation Safety Board, che ha inviato sul posto una squadra guidata dalla presidente Jennifer Homendy. I soccorritori hanno impiegato oltre 60 mezzi e circa 200 persone per gestire l’emergenza.
L’incidente ha provocato inizialmente la chiusura di tutte le piste e delle vie di rullaggio del Miami International Airport. La FAA ha imposto un ground stop, bloccando temporaneamente il traffico aereo in arrivo e in partenza mentre i soccorritori intervenivano sull’aereo e sull’area circostante. La situazione ha iniziato a sbloccarsi già nel pomeriggio. Una delle quattro piste è stata riaperta intorno alle 16.15 locali e una seconda circa mezz’ora dopo. La ripresa delle attività è stata quindi progressiva, ma con una capacità fortemente ridotta rispetto alla normale operatività dello scalo.
Su questo punto non esiste ancora una risposta definitiva. La FAA ha confermato soltanto che il Boeing 767-300 ha oltrepassato la pista dopo l’atterraggio. Sarà l’inchiesta del NTSB a stabilire perché l’aereo non sia riuscito a fermarsi entro lo spazio disponibile. Tra gli elementi che gli investigatori stanno valutando ci sono la posizione del velivolo al momento del contatto con la pista, la velocità, le condizioni meteorologiche e l’eventuale presenza di vento favorevole alla direzione di marcia dell’aereo.
Le prime analisi meteorologiche indicano che nell’area di Miami erano presenti temporali e raffiche di vento. Intorno all’ora dell’incidente i venti provenivano da sud con una velocità prossima ai 20 miglia orarie, con raffiche vicine alle 30 miglia orarie. Non risultava invece pioggia sulla pista al momento dell’atterraggio: le prime precipitazioni all’aeroporto sono state registrate circa un’ora e mezza dopo l’incidente. Per questo motivo non è possibile, allo stato attuale, attribuire un ruolo al maltempo nella dinamica dell’incidente.
L’impatto sull’operatività di Miami è stato immediato. Secondo i dati riportati da Associated Press, l’incidente ha provocato oltre 160 cancellazioni e circa 325 ritardi. Altri conteggi pubblicati nelle ore successive hanno indicato circa 250 voli in ritardo durante la fase più critica dell’emergenza.
La riapertura di due delle quattro piste ha consentito di far ripartire progressivamente il traffico, ma con effetti a catena destinati a protrarsi. La FAA segnalava nella tarda serata di domenica ritardi medi superiori alle sei ore per il traffico diretto a Miami e prevede ulteriori rischi di ritardo e partenze limitate nella giornata odierna.
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