Un airbag contraffatto e un’auto riparata dopo un incidente possono trasformarsi in una trappola mortale anche a distanza di anni. Lo dimostra l’ultimo aggiornamento della National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), l’agenzia federale statunitense per la sicurezza stradale: il 27 agosto scorso, a Dallas, in Texas, un incidente altrimenti sopravvivibile è costato la vita al conducente di una Chevrolet Equinox 2018, portando a 11 il numero delle vittime accertate negli Stati Uniti legate a un componente di ricambio contraffatto.
Il responsabile è un inflator, cioè il dispositivo che genera il gas per far esplodere l’airbag in una frazione di secondo, marcato con la sigla “DTN60DB”. Al posto di gonfiare correttamente il cuscinetto protettivo, l’inflator si rompe in modo violento, scagliando frammenti metallici appuntiti contro il torace, il collo, gli occhi e il volto del conducente. Su 14 incidenti monitorati dalla NHTSA, il bilancio è di 11 morti e altre 3 persone rimaste gravemente ferite: fino a questo caso, tutti gli episodi avevano riguardato Chevrolet Malibu e Hyundai Sonata; quello di agosto è il primo su una Chevrolet Equinox.

Non si tratta di un semplice richiamo. La NHTSA ha già emesso una decisione definitiva che vieta l’importazione e la vendita di questi inflator negli Stati Uniti: il primo divieto di questo tipo imposto dall’agenzia in oltre vent’anni. Un provvedimento drastico ma necessario, dato che i componenti sarebbero stati importati illegalmente e installati come ricambi dopo incidenti precedenti, furti o su veicoli dichiarati “a perdita totale” e poi rimessi in circolazione. La sigla “DTN” richiama il nome della Jilin Province Detiannuo Safety Technology Co. Ltd, produttore cinese di componenti per la sicurezza automobilistica, che nella sua risposta all’agenzia ha sostenuto di non aver mai venduto inflator destinati al mercato statunitense, ipotizzando che i pezzi in circolazione siano in realtà copie contraffatte dei propri prodotti. Per la NHTSA, comunque, la responsabilità del produttore originale non cambia la pericolosità del componente.
Tra le vittime identificate figura anche Alexa De La Rosa, 17 anni, dello Utah: secondo una causa legale intentata dallo studio Morgan & Morgan, la ragazza è morta dopo che un urto di modesta entità ha fatto esplodere l’airbag contraffatto installato sulla sua Hyundai Sonata, precedentemente dichiarata a perdita totale e rivenduta dal concessionario AutoSavvy dopo una riparazione con un pezzo non originale. Un caso che aiuta a capire come questi componenti riescano a insinuarsi nel mercato: dopo un sinistro con apertura dell’airbag, un veicolo può finire in un’asta pubblica o privata dove le informazioni sui danni riportati non sempre vengono trasmesse correttamente al National Motor Vehicle Title Information System (NMVTIS), il database che dovrebbe proprio tracciare la storia di incidenti e furti.
Il mercato di questi ricambi contraffatti prospera online: secondo un’inchiesta del Wall Street Journal, airbag falsi vengono venduti anche a partire da 100 dollari, circa un decimo del costo di un componente originale, spesso etichettati proprio come pezzi OEM per ingannare acquirenti e piccole carrozzerie. Proprio per questo eBay ha annunciato che dal 24 settembre 2026 non sarà più possibile vendere sulla propria piattaforma airbag, inflator o coperture del volante contenenti airbag, dopo una revisione interna dei rischi legati a questi prodotti.
La NHTSA raccomanda a chi possiede un’auto usata coinvolta in un incidente dal 2020 in avanti di farla controllare da un tecnico qualificato, verificando la storia del veicolo e assicurandosi che l’airbag installato sia un ricambio originale. L’agenzia sottolinea inoltre un punto cruciale: gli automobilisti non devono in alcun caso provare a ispezionare o smontare personalmente il volante o il modulo airbag, un’operazione che ha già causato ulteriori incidenti mortali durante tentativi di verifica fai-da-te. In caso di dubbi, la strada corretta resta sempre quella di un concessionario o di un’officina di fiducia in grado di riconoscere i segnali di un componente non originale.
È un dispositivo che genera il gas per gonfiare l’airbag, marcato con la sigla “DTN60DB”, installato come ricambio contraffatto e probabilmente importato illegalmente negli Stati Uniti. Invece di gonfiare correttamente il cuscinetto protettivo, l’inflator si rompe in modo violento, scagliando frammenti metallici contro il conducente.
Secondo la NHTSA, su 14 incidenti monitorati il bilancio è di 11 morti e altre 3 persone gravemente ferite. L’ultima vittima, il 27 agosto a Dallas, guidava una Chevrolet Equinox 2018: prima di questo caso, tutti gli episodi avevano riguardato Chevrolet Malibu e Hyundai Sonata.
Sì. La NHTSA ha emesso una decisione definitiva che vieta l’importazione e la vendita degli inflator DTN60DB negli Stati Uniti: il primo divieto di questo tipo imposto dall’agenzia in oltre vent’anni, non una misura ancora in fase di valutazione.
La sigla “DTN” richiama la Jilin Province Detiannuo Safety Technology Co. Ltd, produttore cinese di componenti per la sicurezza automobilistica, che ha dichiarato alla NHTSA di non aver mai venduto inflator per il mercato statunitense, ipotizzando che i pezzi in circolazione siano copie contraffatte dei propri prodotti.
Tipicamente su veicoli coinvolti in un incidente con apertura dell’airbag, dichiarati “a perdita totale” e poi rivenduti dopo una riparazione con un ricambio non originale. Le informazioni sui danni non sempre vengono trasmesse correttamente al National Motor Vehicle Title Information System (NMVTIS), il database pensato per tracciare la storia di incidenti e furti dei veicoli.
La NHTSA raccomanda di far controllare il veicolo da un tecnico qualificato, verificandone la storia e assicurandosi che l’airbag installato sia un ricambio originale. È importante non tentare mai di ispezionare o smontare personalmente il volante o il modulo airbag, un’operazione che ha già causato ulteriori incidenti mortali durante verifiche fai-da-te.
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