Bologna
20 luglio 2026 alle 01:47
Poco prima aveva dato in escandescenze. Proteste nel quartiereBologna. Lo hanno fermato usando lo spray al peperoncino, poi lo hanno bloccato a faccia in giù legandogli polsi e caviglie. È morto così Abderrahim Fakir, 42enne di origine marocchina, regolare, fermato ieri mattina dalla polizia dopo essere andato in escandescenze in via Svevo, nel cuore del Pilastro, quartiere popolare e multietnico di Bologna. Lo stesso che, durante la campagna elettorale del 2020, finì agli onori delle cronache per la “incursione” di Matteo Salvini in un condominio in cerca di presunti spacciatori. E proprio lì, tra quelle strade, è scoppiato il caos, con i residenti e i parenti della vittima che hanno chiesto a gran voce «giustizia» intonando cori contro la polizia.
Le bodycam
In un drammatico video sono impressi gli ultimi attimi di vita dell’uomo mentre urla “basta, aiuto” fino a perdere i sensi, sotto gli occhi degli agenti e di alcuni soccorritori giunti sul posto. La questura di Bologna ha fatto sapere che le «bodycam dei poliziotti verranno subito messe a disposizione del pm». È la tarda mattinata quando alcuni residenti del Pilastro segnalano alle forze dell’ordine un uomo che dava in escandescenze in un garage di via Svevo. È Abderrahim Fakir, titolare di un’impresa di facchinaggio, al Pilastro per fare visita a parenti. Sul posto arrivano una volante e un’ambulanza. Gli agenti provano a calmare l’uomo che però si scaglia contro di loro dando anche alcuni calci all’auto. A quel punto i poliziotti avrebbero utilizzato lo spray urticante e poi bloccato a terra l’uomo, tenendogli i polsi dietro la schiena con le ginocchia nel tentativo di ammanettarlo. Momenti concitati impressi in un video registrato da un residente, che ha assistito al fermo dalla finestra di casa. «Basta, aiuto», si sente urlare. L’uomo continua a dimenarsi mentre una terza persona, probabilmente un residente, aiuta gli agenti bloccandogli le caviglie. Il 42enne, poco dopo, sembra perdere i sensi. Un agenti prova a sincerarsi delle sue condizioni ma senza risposta.
«Assassinio di Stato»
Minuti drammatici ai quali hanno assistito almeno due dei soccorritori giunti sul posto, che però nel video non si vedono mai intervenire, se non dopo che l’uomo ormai privo di sensi viene legato a polsi e caviglie. L’Ausl di Bologna ha disposto un’indagine interna. «Io non mi darò pace finché mio fratello non sarà vendicato. Non mi darò pace - dice la sorella di Abderrahim - Non sappiamo cosa è successo, lo sanno loro, la polizia. A noi è arrivata la chiamata che è morto. Lo hanno ammanettato ed è morto. Lo hanno aggredito loro. Lo hanno ammazzato e picchiato, ci sono testimoni». Tanti i residenti che si sono riversati in strada e hanno intonato cori contro la polizia. Solo l’intervento del fratello della vittima, che viveva con lui, è riuscito a calmare gli animi. «Lui sempre chiedeva aiuto. Non ha fatto niente, chiedeva solo aiuto. Era un po’ agitato, chiedeva aiuto, aiuto, aiuto», riferisce uno dei testimoni che vive proprio nel condominio di via Svevo. E in serata i residenti del Pilastro hanno lanciato un presidio per protestare contro quello che i parenti di Abderrahim Fakir definiscono «un assassinio di Stato».
RIPRODUZIONE RISERVATA
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

