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martedì 15 settembre 2026, 16:40 - Ultimo aggiornamento: 21:07
L'esibizione di Al Bano a Tel Aviv innesca una nuova e infuocata polemica mediatica. Il cantante pugliese si è esibito domenica 13 settembre all'Heichal HaTarbut (l'auditorium Charles Bronfman), la più grande sala da concerto della città e sede dell'Orchestra Filarmonica d'Israele. Un'unica tappa israeliana nel 2026, organizzata in occasione del Rosh Hashanah, il capodanno ebraico, che ha registrato il tutto esaurito.
Accompagnato dalla propria orchestra, l'artista di Cellino San Marco ha ripercorso quasi due ore di repertorio riproponendo i brani storici della sua carriera, compresa la celebre "Felicità". È stato lo stesso Al Bano a condividere sui social alcuni estratti della serata celebrando il sold out, ma la pubblicazione dei video ha scatenato un'ondata di reazioni contrastanti.
Se da un lato la sezione commenti su Instagram e Facebook si è riempita di duri attacchi – da «riceverà il compenso con i soldi sporchi di sangue» a «canta Felicità a due passi dal genocidio», fino all'accusa di essersi schierato «dalla parte sbagliata della storia» –, dall'altro non sono mancati gli utenti che sono intervenuti in sua difesa.
Diversi fan hanno rivendicato la natura apolitica della musica, sottolineando il valore dell'arte come ponte tra i popoli in grado di superare le barriere ideologiche.
Per l'artista si tratta di un copione che si ripete. Già lo scorso anno il leone di Cellino San Marco finì al centro delle polemiche per essersi esibito a San Pietroburgo in occasione del Forum Economico Internazionale cantando il medesimo brano, evento da cui prende le distanze anche l'ex moglie Romina Power. Con il live di Tel Aviv, le scelte dell'artista tornano nuovamente a far discutere il pubblico del web.
«Comprendo le preoccupazioni legate alla mia esibizione. La mia presenza vuole essere un gesto di vicinanza umana, ispirato dalla pace e dalla compassione. In un mondo diviso, la musica continua a essere un ponte. Il mio desiderio è mantenerlo aperto, usando la mia voce per ispirare comprensione, amicizia e speranza, oggi e per le generazioni che verranno». Sono le parole del cantante pugliese Al Bano Carrisi, in risposta alle polemiche social delle ultime ore dopo la sua esibizione a Tel Aviv, lo scorso 13 settembre, in occasione del capodanno ebraico. «Da orgoglioso italiano e cittadino del mondo, - spiega - credo che la musica non conosca confini. Parla un linguaggio universale, capace di unire persone di ogni nazionalità, cultura e credo. Per tutta la mia vita, la musica è stata il mio modo di condividere emozioni, costruire amicizie e creare legami con gli altri. Quando salgo su un palco, lo faccio con questo spirito: con rispetto per il mio pubblico e con fiducia nella nostra umanità".
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