Indossare un paio di jeans, sollevare
uno zaino, preparare un caffè. Azioni che la maggior parte delle
persone compie senza pensarci, ma che per chi convive con la
spasticità possono richiedere molto più tempo e fatica di quanto
immaginiamo. Da questa consapevolezza nasce Muoviti, la campagna
di sensibilizzazione a cura di Ipsen, azienda biofarmaceutica
impegnata da oltre trent'anni nelle neuroscienze, con il
patrocinio di A.L.I.Ce. Italia OdV - Associazione per la Lotta
all'Ictus Cerebrale - con l'obiettivo di accendere i riflettori
sulla spasticità, una conseguenza di una lesione del sistema
nervoso centrale, caratterizzata da un aumento involontario del
tono muscolare.
È una condizione che può essere fortemente invalidante.
L'aumento involontario del tono muscolare, che si associa spesso
anche a dolore, provoca rigidità, limitando la mobilità e
rendendo difficili anche i piccoli gesti della vita quotidiana.
"La spasticità nel mondo interessa oltre 12 milioni di
persone e può colpire fino all'80% dei pazienti con sclerosi
multipla e al 90% delle persone con paralisi cerebrale. Anche
dopo un ictus può interessare circa 4 persone su 10 - afferma
Carmelo Chisari, professore associato di Medicina fisica e
riabilitativa presso l'Università di Pisa -. Dietro questi
numeri si nasconde una realtà spesso sottovalutata: la
spasticità può rendere difficili anche i gesti più semplici". Al
centro della campagna ci sono oggetti di uso comune
reinterpretati secondo il vissuto di chi convive ogni giorno con
la spasticità, un paio di jeans… di piombo, uno zaino… di marmo
e una moka… completamente sigillata con del nastro adesivo.
Elementi che diventano metafore visive capaci di raccontare la
difficoltà, il peso e la resistenza che la spasticità può
imporre ai movimenti. Da oggi Muoviti prende il via con uno spot
nelle sale cinematografiche di tutta Italia e con una campagna
social, dando inizio a un percorso di sensibilizzazione che
proseguirà anche nei prossimi mesi attraverso nuovi contenuti.
La campagna è disponibile sui canali social di Ipsen e sul sito
web di A.L.I.Ce. Il video è su YouTube.
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