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"Verso di noi solo chiusure", la replica di Fratelli d'Italia a Zorzo certifica la rottura nella maggioranza ad Albizzate


Il partito guidato da Massimiliano Del Pezzo risponde alla conferenza stampa del sindaco e apre il caso della rappresentanza femminile in giunta: "Regressione democratica". E annuncia: "Noi pronti a costruire nuove alleanze"

fratelli italia albizzate

La replica arriva a stretto giro. Dopo la conferenza stampa in cui il sindaco Mirko Zorzo aveva parlato di «provocazioni» e definito l’operato degli alleati con l’immagine della mosca cocchiera, Fratelli d’Italia diffonde una nota firmata dal segretario cittadino Massimiliano Del Pezzo che respinge le accuse punto per punto e, di fatto, certifica la rottura dentro la maggioranza a poco più di un anno dalle amministrative.

L’attacco iniziale è al metodo: secondo il partito il sindaco «come al solito mischia alleanze, problemi di maggioranza, programmi elettorali e tagli di nastro pre-elettorali», e liquidare le critiche come vittimismo sarebbe «la solita scorciatoia per evitare di entrare nel merito delle questioni».

Sugli accessi agli atti: “Non avevamo altro strumento”

Il primo chiarimento riguarda proprio uno dei rilievi mossi da Zorzo e dall’allora capogruppo Alessio Pozzi, che avevano parlato di un «continuo accesso agli atti» come segnale di un percorso non costruttivo. Fratelli d’Italia rovescia la lettura: «Nessun ostruzionismo. Se abbiamo protocollato le nostre richieste per ottenere risposte, è solo perché non siamo mai stati interpellati né coinvolti nelle decisioni». Protocollare gli atti, sostiene la nota, è stato «l’unico strumento a nostra disposizione» di fronte a quella che il partito definisce una totale assenza di dialogo.

Il secondo punto è la smentita di ambizioni di poltrone: «Non abbiamo mai chiesto posti di potere, ma semplicemente il diritto di esprimere la nostra opinione», negato – secondo la nota – «perfino in assemblea pubblica». I due dossier citati come esempio sono quelli che hanno segnato gli ultimi mesi di consiliatura albizzatese: Coinger e Corte Bassani.

È però sul terzo punto che la nota apre un fronte nuovo, non toccato finora nel confronto pubblico. Fratelli d’Italia contesta la definizione di «gruppo coeso» dopo «ben tre rimpasti di giunta» e rileva che, con l’ultimo riassetto, la rappresentanza femminile nell’esecutivo si è ridotta a una sola presenza, «pari al 20%», un caso che il partito definisce «pressoché unico non solo in provincia di Varese, ma nell’intero panorama nazionale». Il giudizio è netto: «una palese regressione democratica».

“Non accettiamo patenti di agibilità politica”

Sul merito politico, Del Pezzo respinge l’etichetta della mosca cocchiera: «sminuisce chi ha lavorato con serietà e dedizione», e replica con una battuta speculare: «Qualcuno deve pur indicare la strada a chi procede con i paraocchi».

La nota ringrazia Stefano Ramon, segretario della Lega per la circoscriaione locale, «per l’impegno e la costante disponibilità dimostrata nel tentare di trovare una sintesi concreta, che purtroppo non ha portato ai frutti sperati». Un riconoscimento che serve a isolare il bersaglio: l’atteggiamento costruttivo, sostiene il partito, è invece mancato «da parte del Sindaco (di espressione leghista)».

Nel mirino finisce anche il vicesindaco Eliana Brusa, di Forza Italia, alla quale vengono attribuite una «totale chiusura» e l’affermazione secondo cui «non c’è possibilità di dialogo»: parole che per Fratelli d’Italia «mettono la parola fine a qualsiasi futura collaborazione». «Fratelli d’Italia non accetta patenti di agibilità politica», scrive Del Pezzo.

La chiusura è già una dichiarazione di intenti: «Da oggi continuiamo a lavorare per Albizzate a testa alta, pronti a costruire nuove alleanze, senza alcun pregiudizio, con tutte le forze, civiche e non, che intenderanno spendersi con serietà per il bene del nostro paese».

Il quadro, a questo punto, è quello di una maggioranza che si presenterà all’ultimo anno di mandato senza uno dei suoi pezzi originari. Zorzo, dal canto suo, aveva già anticipato che alle prossime comunali ci sarà «un gruppo capitanato dal sottoscritto», con una formula ancora aperta e non necessariamente legata ai simboli di partito.

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