Redazione 25 luglio 2026 19:30
Prima la notifica consegnata dai carabinieri, poi l'accusa di "accanimento" lanciata da Gianni Alemanno. Infine, nel giro di poche ore, la retromarcia del ministero della Giustizia. Carlo Nordio ha disposto la revoca immediata del ricorso in Cassazione contro la riduzione di sei giorni della pena riconosciuta all'ex sindaco di Roma per le condizioni di detenzione a Rebibbia. Il Guardasigilli precisa di non essere stato informato dell'iniziativa e ordina un'indagine interna per ricostruire l'accaduto.
"Oggi i carabinieri della stazione di Monte Mario mi hanno notificato un incredibile provvedimento: il ricorso in Cassazione del ministero della Giustizia contro l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che ha ridotto di sei giorni la durata della mia pena per effetto delle condizioni inumane in cui sono stato detenuto", la denuncia di Alemanno. "Volevano rimandarmi in carcere per sei giorni", ha detto Alemanno. Secondo la sua ricostruzione di Alemanno, l'ordinanza era già stata contestata dal Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, ma l'impugnazione era stata però respinta dal Tribunale di sorveglianza il 10 giugno.
"Questa ordinanza di riduzione della pena era già stata impugnata dal Dap, caso rarissimo se non unico, ma questa impugnazione era stata già rigettata dal Tribunale di sorveglianza il 10 giugno scorso. Adesso è la volta del ministero di ricorrere addirittura in Cassazione per tentare ancora una volta di rimandarmi in carcere per scontare ulteriori sei giorni", afferma Alemanno.
“Di fronte all'evidente sproporzione di questi interventi, e dei relativi costi, rispetto all'oggetto concreto del contenzioso, ripeto sei giorni di detenzione, divengono inevitabili alcune domande. La prima è sulla mancata percezione del ministero della situazione di sovraffollamento delle carceri, che genera questi provvedimenti di taglio delle pene da parte dei Tribunali di sorveglianza. La seconda è sul significato personale di un tale accanimento. Dà fastidio la mia battaglia da destra per ottenere delle carceri meno folli e più funzionali alla riduzione della recidiva al crimine? Si vuole dare una punizione esemplare a chi, nella condizione di detenuto, ha denunciato questo problema? Al ministero della Giustizia non hanno niente di meglio da fare?”.
Alemanno ha quindi rinnovato la richiesta di un confronto diretto con il ministro. "Non posso non rinnovare la richiesta formale di un colloquio con il ministro Nordio per illustrargli la situazione reale delle carceri italiane, di cui evidentemente a lui non viene reso conto", dichiara. Sul piano giudiziario si diceva invece convinto che la Cassazione avrebbe respinto il ricorso, definito "assurdo e infondato".
La risposta di via Arenula arriva poco dopo: il ministero comunica che Nordio "non era al corrente della proposizione del ricorso in Cassazione" e riconduce quanto accaduto a un "disguido burocratico" maturato all'interno del Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria.
Il Guardasigilli ha disposto quindi "l'immediata revoca" del ricorso e l'avvio di accertamenti interni per individuare le responsabilità nell'iter che aveva portato alla presentazione dell'impugnazione. Nordio accoglie inoltre la richiesta avanzata dall'ex sindaco e lo invita a un colloquio al ministero "quando egli lo vorrà".
Nella nota, il dicastero fa sapere che il Gabinetto del ministro aveva già avviato un'istruttoria sul sistema utilizzato per calcolare gli spazi disponibili nelle celle. Si tratta di uno dei temi sollevati da Alemanno durante e dopo la sua permanenza a Rebibbia. Il ministero riconosce all'ex detenuto "un molto condivisibile interesse per la situazione del sistema penitenziario italiano".