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Alessandro Di Battista, l'ospedale a L'Avana dov'è ricoverato: eccellenza per trapianti di organi e tessuti


di A.R.

Prevale la riservatezza, come è giusto che sia, sulla salute di Alessandro Di Battista. Ma sono ore d'angoscia per l'ex parlamentare M5s. E le domande aumentano. Perché ha avuto un forte mal di testa? Come è finito in coma? Quale la causa? Domande a cui si risponderà a tempo debito. Quello che sappiamo è che venerdì sera viene ricoverato all'ospedale di Santa Clara.

La città del Che, nel cuore di Cuba

Siamo nel cuore di Cuba. «La città del Che», scrive il Granma, giornale ufficiale del Comitato centrale del Partito Comunista dello Stato insulare dell'America centrale. La figura di bronzo del rivoluzionario argentino spicca nel Complesso di Sculture che custodisce i suoi resti. Ed è nell’Università Centrale «Marta Abreu» di Las Villas che Guevara aveva stabilito il suo comando. Lì, quando cominciò a industrializzare il paese, Santa Clara "accolse le grandi fabbriche che ancora oggi sono locomotrici della provincia di Villa Clara". Ed è in questa città che trovò l'amore. Condivise la sua vita con una santaclaregna, Aleida March, e da questa relazione nacquero quattro figli: Aleida, Camilo, Celia ed Ernesto.

Il reportage

Ma perché Di Battista era lì? Come spiegato dal direttore del Fattoquotidiano.it Peter Gomez - si trovava sull'isola già da qualche giorno per realizzare una serie di reportage per il 'Fatto Quotidiano' e 'TvLoft' dal titolo 'La polvere del mondo'.

La tac a contrasto

Nell'ospedale dov'era ricoverato, però, le attrezzature si sono rivelate insufficienti. L'ex deputato necessitava di un esame più approfondito, ovvero una tac con contrasto. Ed è per questo che, una volta che ha ripreso conoscenza e parlato con i medici, è stato trasferito a L'Avana, che dista circa 300 chilometri dalla cittadina.

Il trasferimento in Italia

L'ambulanza ha trasportato Di Battista da Santa Clara all'Hospital Clínico Quirúrgico «Hermanos Ameijeiras» a L'Avana, struttura considerata una tra le migliori della capitale cubana. Ma al momento le condizioni dell'ex pentastellato non consentirebbero il rientro in Italia con il volo sanitario già messo a disposizione dal governo.

L'ospedale a L'Avana

Fondato nel 1982, l'ospedale de L'Avana si pone come obiettivo, come si legge sul sito, di «fornire un'assistenza medica di eccellenza e promuovere l'introduzione e l'integrazione delle tecnologie più avanzate». Tra i suoi risultati più significativi si annoverano: trapianti di organi e tessuti, endoscopia interventistica, microchirurgia, diagnostica per immagini all'avanguardia, litotrissia extracorporea a onde d'urto, ossigenoterapia iperbarica, tecniche avanzate di diagnosi istologica e citologica, interventi chirurgici altamente complessi e chirurgia mininvasiva.

La fondazione

Fu inaugurato da Fidel Castro il 3 dicembre 1982. Pensato come struttura d’eccellenza, avrebbe dovuto garantire assistenza medica di alto livello, sviluppare tecnologie sanitarie avanzate, formare specialisti e promuovere la ricerca. In 40 anni l’ospedale ha ricoverato oltre 652.000 pazienti, effettuato 643.000 interventi chirurgici, 3.100 trapianti, oltre 8 milioni di visite ambulatoriali, 44 milioni di analisi cliniche e milioni di esami diagnostici, come si legge su Granma.

La struttura ha sviluppato tecniche avanzate di diagnosi e chirurgia, dalla medicina nucleare alla genetica, dalla chirurgia cardiovascolare ai trapianti, dall’oncologia alla chirurgia mininvasiva e alla medicina rigenerativa.

La formazione

Sul fronte della formazione, si sono diplomati 2.974 specialisti, tra cubani e stranieri, e 1.729 infermieri. Oggi l’ospedale conta oltre 3.000 dipendenti, 464 docenti, 64 dottori in scienze e centinaia di ricercatori impegnati in 375 progetti di ricerca. L’attività internazionale ha inoltre portato 557 operatori sanitari dell’ospedale in missioni in circa 66 Paesi.

Il blocco economico statunitense

Il direttore ha però evidenziato le difficoltà provocate dal blocco economico statunitense, che, secondo la struttura, ha limitato l’accesso a nuove tecnologie e trattamenti all’avanguardia.

La tac a contrasto

Ma perché Di Battista ha bisogno di una tac con contrasto? Stiamo parlando di un esame che consente di vedere le arterie e le vene per scoprire problemi come aneurismi (dilatazioni anomale) oppure ostruzioni. Ma anche di trovare tumori o lesioni. Consente dunque di creare immagini dettagliate di vasi sanguigni, linfonodi e tessuti di organi: in questo caso il cervello.


Ultimo aggiornamento: domenica 30 agosto 2026, 00:10

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