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Uno stadio moderno, all’altezza dei grandi impianti europei. Dentro e pure fuori, visto che, come direbbe Carlo Verdone in Viaggi di Nozze, individuare lo stadio è sempre importante. Ma pure tutto quello che c’è intorno. Lo stadio della Roma non è mai stato così vicino. Questo è chiaro. Ma le domande intorno al nuovo impianto sono tante e allora, in un’ora abbondante di camminata dalla stazione Termini a Pietralata, abbiamo cercato di rispondere a tutte. Come abbiamo fatto? Semplice. Abbiamo chiesto all’AI di dirci quali fossero le domande più frequenti dei tifosi della Roma. E abbiamo risposto passo dopo passo. Da Termini a Pietralata, passando per Via Livorno e Monti Tiburtini, siamo arrivati laddove nascerà il nuovo stadio. Dove ci sarà la Sud, la Curva più grande d’Europa con 23mila posti, oggi ci sono solo zanzare (tante), piante, un’altalena abbandonata proprio accanto agli scavi archeologici. Ci piace immaginare che sia una sorta di passaggio di testimone: i bambini di oggi saranno i ragazzi di domani che potranno godere di un’area riqualificata, con circa 15 ettari di spazi pubblici scoperti, inclusi due grandi parchi.
E allora eccole, le domande più frequenti secondo l’algoritmo. Quando inizieranno i lavori? Primavera 2027. Il sogno è il 21 aprile. Natale di Roma, un regalo che il club e l’amministrazione Gualtieri vogliono fare alla città. Un lascito che va ben oltre il tifo, il calcio, lo sport. Quando sarà pronto e si giocherà la prima partita? L’obiettivo è la stagione 2030-2031. Quanti posti avrà lo stadio? 60.605 posti e costerà oltre un miliardo e 400milioni di euro, iva inclusa. Il caro vecchio Olimpico che fine farà? Resterà al suo posto e sarà sempre uno dei fiori all’occhiello della città. I parcheggi ci saranno? Sì, sono previsti oltre 91.000 metri quadrati e sette varchi per i parcheggi sotterranei.
Sarà possibile arrivare allo stadio con i mezzi? Questo è un punto chiave. Basta fare una passeggiata nel quadrante in cui sorgerà lo stadio per capire che sì, ci si potrà arrivare da quattro fermate metro (Bologna, Quintiliani, Tiburtina e Monti Tiburtini), volendo anche cinque o sei (Termini e Castro Pretorio) per chi ha voglia di camminare. Per essere chiari: dalla principale stazione di Roma all’ingresso della Curva Sud, tra metro e ponte, ci vorranno circa quindici-venti minuti. Per chi invece scendesse alla metro Monti Tiburtini o Quintiliani, dalla stazione allo stadio serviranno cinque minuti di camminata. Dalla stazione Tiburtina qualche minuto in più ma camminando totalmente attraverso il verde. Dalla fermata di Sant’Agnese invece una ventina di minuti a piedi, passando per via Lanciani e poi il ponte pedonale di Monti Tiburtini. Ci saranno autobus e treni, tutte le linee saranno implementate all’interno di strutture già esistenti. E l’Ospedale Pertini? Avrà, come logico, corsie preferenziali dedicate: in nessun caso l’ospedale sarà danneggiato dallo stadio e nessuna via in entrata e in uscita ostruita dalla viabilità. Per chi arriverà a piedi ci saranno tre ponti ciclopedonali e strutture per un impianto aperto 7 giorni su 7, 365 giorni l’anno. In un normale pomeriggio di settembre il traffico è importante, immaginiamo che il 14 ottobre Roma - Real si giochi a Pietralata e non all’Olimpico. Andranno, come normale, studiati percorsi separati per i tifosi di casa e i tifosi ospiti ma, con la viabilità privata che, nelle intenzioni, lascerà sempre più spazio a quella pubblica, è stato studiato come il quadrante dovrebbe assorbire senza particolari problemi la rivoluzione. E forse è proprio questo il senso più profondo di Pietralata: non soltanto costruire uno stadio, ma creare un nuovo pezzo di Roma. Un luogo grazie al lavoro della Roma e dell’amministrazione Gualtieri, destinato a vivere oltre le partite, a cambiare il volto del quartiere e a entrare, giorno dopo giorno, nella quotidianità della città. Perché quando arriverà la prima partita, non nascerà soltanto una nuova casa per la Roma: nascerà un nuovo capitolo della storia di Roma.