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Allarme in via Amendola: "Vengono a drogarsi dentro il nostro palazzo"


Un residente: "Ho chiesto a un pusher di spostarsi e mi ha minacciato di morte. La gente consuma per strada, vediamo anche clienti in giacca e cravatta".

Via Amendola 11: si sono introdotti nel palazzo per drogarsi, l’ira dei residenti

Via Amendola 11: si sono introdotti nel palazzo per drogarsi, l’ira dei residenti

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Residenti minacciati di morte dagli spacciatori, ragazze e donne che si prostituiscono lungo la via tra i cassonetti e le auto parcheggiate, ragazzi che si fanno di crack alla luce del sole e spacciatori e consumatori di droga fissi sotto i portici, fino a persone che fanno tranquillamente i propri bisogni in strada in pieno giorno: è lo scenario di via Amendola e dintorni attraverso gli occhi di chi ci abita. I cittadini di quella zona del centro, vicina alla stazione ferroviaria, ora alzano la voce dopo un ennesimo episodio allarmante.

"Stavolta, ci sono entrati in casa. Alle 14 di ieri (venerdì, ndr) mentre rientravo mi sono trovato stagnola, resti di sostanza stupefacente e medicinali abbandonati sulle scale del palazzo. Noi abbiamo paura, non sappiamo più a chi rivolgerci – lo sfogo di un residente del civico 11 di via Amendola –, ho tolto dal dito la fede di mio padre per timore di essere aggredito e gli anziani hanno paura di entrare in casa o di uscire da soli".

L’altro giorno, il residente in questione stava rientrando nel palazzo: "C’era un pusher e non riuscivo a passare, gli ho chiesto di spostarsi. La sua risposta è stata: ’Tu chiama la polizia, io ti taglio la testa’. Questo per dare un’idea del clima che si respira. Ma non è tutto. In strada ci sono ragazze che si prostituiscono in cambio di una piccola dose di coca o di eroina, quotidianamente c’è chi fuma crack o altro e in più da quando ha aperto un minimarket qua vicino la situazione è ancora peggiorata. Gli spacciatori – incalza – sono sempre gli stessi, e anche il giro di clienti. Non solo stranieri tra gli acquirenti: arrivano anche italiani in giacca e cravatta che comprano qui, sotto le nostre finestre".

Nel corso del tempo, "in particolare negli ultimi due anni, noi residenti del quartiere ci siamo incontrati con il sindaco Matteo Lepore e l’assessora alla sicurezza Matilde Madrid: non abbiamo nulla contro di loro, anzi, ma non possiamo sentirci dire che dovremmo metterci nei panni di chi si droga e cercare di capire. Questo è inaccettabile". Nella via e nei dintorni "ci sono attività commerciali, vivono famiglie con bambini, non è possibile vivere nella paura. C’è da dire poi che di recente la polizia locale si è vista più spesso. Ma non basta, purtroppo. La situazione è degenerata. Che dispiacere vedere Bologna ridotta così. Vorrei che tornasse a essere quella di una volta, quando si poteva andare in giro senza avere timore di essere minacciati o di vedere certe scene".

"Nella zona di via Amendola la situazione è oggettivamente fuori controllo – il commento di Elena Foresti e Gabriele Giordani (FdI) –, oltre alle aggressioni ingiustificate e allo spaccio a qualsiasi ora del giorno adesso i cittadini devono subire anche intrusioni nei palazzi: si drogano e lasciano i resti delle famose e famigerate pipette del crack e le sostanze sulle scale. Questa situazione è figlia della politica permissivista e buonista di quest’amministrazione comunale che ha sempre fatto passare il concetto di una Bologna dove si può fare di tutto. E nella maggioranza c’è chi, come Coalizione Civica, mette addirittura in dubbio le zone rosse. È ora di un cambio di passo – incalzano i consiglieri – e che l’amministrazione faccia la sua parte con più presidi sui territori, più assunzioni della polizia locale e l’incremento dei sistemi di videosorveglianza".

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