Due italiani possono finalmente tornare a casa, altri tre mancano ancora all'appello. È questa l'angoscia che accompagna le ricerche dopo la devastante alluvione che ha colpito Nepal e Tibet, dove risultano oltre 2.400 dispersi. Giovanni Fassini e Marco Lombardi, i due turisti bresciani rimasti bloccati per giorni a causa del maltempo, hanno raggiunto Kathmandu e oggi, 29 agosto, rientrano in Italia. Per loro l'incubo è finito. Resta invece il silenzio su Marco Ratto, orafo di Rapallo, e su una coppia italo-svizzera che stava viaggiando dal Tibet verso il Nepal.
La Farnesina continua a seguire le ricerche. Una delegazione dell'Unità di crisi è arrivata a Kathmandu, mentre funzionari dell'ambasciata italiana a Nuova Delhi sono impegnati nelle verifiche.
La vacanza dei due bresciani, cominciata il 14 agosto, si era trasformata in una corsa contro il maltempo. Partiti da Pokhara, Fassini e Lombardi si erano ritrovati davanti a una strada spazzata via dalla piena. «È sparita davanti a noi», aveva raccontato Fassini, 42 anni, commercialista. Con lui c'era Lombardi, 26 anni, pasticcere. Il loro autobus era rimasto bloccato su un tratto di carreggiata isolato mentre acqua, fango e detriti travolgevano la zona, con ponti crollati e collegamenti diventati impraticabili. Dopo giorni di attesa i due sono riusciti a raggiungere Kathmandu, da dove oggi possono finalmente partire per l'Italia. «Stiamo bene.
Crediamo che ora l'attenzione debba essere rivolta alle popolazioni colpite e agli aiuti di cui hanno urgente bisogno», hanno spiegato. «Il nostro pensiero va alle vittime di questa tragedia e alle loro famiglie».Se per Fassini e Lombardi l'attesa è finita, cresce invece la preoccupazione per i tre italiani dei quali non si hanno ancora notizie. Tra loro c'è Marco Ratto, orafo di Rapallo. Nella cittadina ligure familiari e istituzioni aspettano qualsiasi aggiornamento. La sindaca Elisabetta Ricci ha spiegato di essere in contatto con la Farnesina e con la famiglia: «Non ho informazioni, nuove notizie non ne ho».
Ricci invita soprattutto a continuare a parlare dell'uomo al presente: «Anche se più passa il tempo e più le speranze si riducono, aggrappiamoci a queste speranze». Manca all'appello anche una coppia italo-svizzera che, secondo le informazioni disponibili, stava viaggiando dal Tibet in direzione del Nepal.
Nelle ultime ore sono arrivate anche notizie positive. Tra gli stranieri soccorsi nelle zone di Timure e Bhote Koshi, nel distretto di Rasuwa, ci sono infatti Valentina Piccinini e Stefano Lotumolo, i due italiani la cui presenza tra le persone tratte in salvo era stata confermata dalla Farnesina. L'attenzione resta però concentrata sui tre connazionali ancora dispersi. L'Unità di crisi e i funzionari diplomatici italiani continuano a lavorare per verificare ogni possibile segnalazione. «Seguiamo minuto per minuto la situazione», ha assicurato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Speriamo che possano essere trovati sani e salvi, anche se le circostanze sono particolarmente delicate e gravi».
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