Politiche migratorie
Madrid: controlli alle frontiere con l'Italia fino al 7 settembre. Tajani: finito il pericolo ripristiniamo Schengen. L'Ue cerca una mediazione. La Germania espellerà i migranti verso l'Italia. Sale a 83 bilancio dei morti a Ceuta il 30 luglio
Tra il 30 e il 31 luglio 2026, circa 60.000 - 70.000 persone sono entrate improvvisamente a Ceuta, nell'exclave spagnola in Nordafrica, superando i confini terrestri e marittimi con il Marocco. Lo scontro diplomatico tra Italia e Spagna è scoppiato a causa della decisione del governo italiano di sospendere l'accordo di Schengen verso la Spagna, reintroducendo i controlli temporanei alle frontiere aeree e marittime come misura preventiva di sicurezza.
Leggi qui: La crisi di Ceuta e lo scontro Italia-Spagna
La guardia civil spagnola ha recuperato il corpo di un uomo nelle acque di Ceuta. Sale cosi' a 83 il numero totale delle vittime legate al massiccio afflusso di migranti del 30 luglio. Il corpo, in avanzato stato di decomposizione, e' stato localizzato da membri del servizio marittimo e del gruppo attivita' subacquee della guardia civil, a circa 800 metri dalla zona di Juan XXIII. Dopo il recupero, il corpo e' stato trasportato al porto peschereccio di Ceuta e l'unita' organica della polizia giudiziaria e' stata informata per avviare le indagini al fine di determinare l'identita' dell'uomo e le circostanze della sua morte. Questo ultimo ritrovamento giunge due giorni dopo il recupero di altri due corpi nelle acque costiere di Ceuta. Uno era quello di un giovane sub-sahariano morto in mare dopo essere caduto mentre tentava di raggiungere Ceuta in parapendio dal Marocco, l'altro era quello di un uomo nordafricano trovato in costume da bagno nella zona di Almadraba. Tutte le vittime, ad eccezione di una donna, sono uomini, secondo i dati raccolti durante le operazioni di identificazione e riconoscimento dei corpi. L'istituto di medicina legale ha comunicato che, ad oggi, sei dei deceduti sono stati identificati: tre tramite impronte digitali e tre tramite analisi biologiche. Si tratta di uomini maggiorenni di nazionalita' marocchina. Inoltre, altri tre corpi sono in attesa di conferma tramite analisi biologiche e si sta effettuando un confronto diretto del Dna con campioni prelevati dai familiari. Le squadre forensi hanno raccolto campioni biologici e impronte digitali da tutti i corpi recuperati dal mare. Una volta eseguite le autopsie, le impronte digitali vengono digitalizzate e inviate dal servizio di criminalistica della guardia civil per stabilire l'identità delle vittime. Qualora ciò non sia possibile, si ricorre al confronto genetico con i familiari o all'invio dei dati delle impronte digitali in Marocco. Il processo di identificazione e' stato rafforzato dalla collaborazione di professionisti provenienti da diverse regioni della Spagna.
Tra gli abitanti, ci sono anche iniziative che cercano di rendere la convivenza piu' sopportabile. Un gruppo di circa 150 sudanesi si e' assunto volontariamente parte del lavoro di raccolta dei rifiuti e collabora alla pulizia della spiaggia, indipendentemente dalla squadra di volontari ambientali che opera nella zona. Coloro che partecipano a questa attivita' ritengono che, sebbene si tratti di una situazione temporanea, il luogo sia diventato la loro casa e desiderano mantenerlo nelle migliori condizioni possibili. La popolazione di El Trampoli'n e' eterogenea. Oltre agli africani subsahariani, che costituiscono la maggioranza, sono presenti immigrati di nazionalita' marocchina, algerina, yemenita e tunisina. Tutti condividono uno spazio su una spiaggia che, nel giro di pochi giorni, ha dovuto assumere funzioni molto diverse da quelle che aveva prima della crisi migratoria. Sul lungomare adiacente sono stati installati dieci servizi igienici e una trentina di docce, insieme a punti di approvvigionamento idrico, e sono stati effettuati lavori di illuminazione e allacciamento elettrico. E' stata inoltre allestita una tenda per fornire ombra. La Croce Rossa si occupa quotidianamente della distribuzione di cibo e dell'assistenza medica, con il supporto della polizia. All'origine di questa situazione la pressione migratoria registrata dopo l'arrivo di massa del 30 luglio e l'impossibilita' di ospitare tutte le persone rimaste in citta' nel Ceti. Data la mancanza di spazio, la spiaggia e' diventata una soluzione di emergenza che, con il passare dei giorni, sta iniziando ad assumere un aspetto piu' stabile. Le baracche sulla sabbia sono l'immagine piu' visibile di questa trasformazione. Non si tratta di strutture permanenti, bensi' di rifugi che i loro occupanti stanno migliorando e adattando in attesa di poter lasciare la spiaggia. In questa situazione precaria, la decisione di alcuni di raccogliere rifiuti e prendersi cura dell'ambiente riflette il tentativo di rendere abitabile un luogo in cui, per ora, sono costretti a vivere.
Negli ultimi giorni, la spiaggia di Trampoli'n a Ceuta è diventata una dimora improvvisata di circa 1.500 migranti che, non avendo spazio nel sovraffollato Centro di detenzione temporanea per immigrati (Ceti), soggiornano in questa enclave in attesa di una soluzione alla loro situazione. L'ottanta per cento proviene dall'Africa subsahariana e tra loro c'è un gruppo di circa 150 sudanesi che ha iniziato a organizzarsi per mantenere pulita l'area in cui si sono accampati. Lo scenario attuale sulla spiaggia e' ben diverso da quello di una spiaggia utilizzata semplicemente come punto di transito. Una ventina di capanne improvvisate, costruite a mano dai migranti, sorgono sulla sabbia. I migranti hanno trovato il materiale necessario tra canne, rami e altri materiali nella zona circostante per proteggersi dal sole e creare un proprio spazio. Le strutture consistono generalmente in telai di canne ricoperti di rami, teli di plastica, tessuto e altri materiali. Non tutte le capanne hanno le stesse dimensioni: alcune ospitano a malapena poche persone, mentre altre sono state preparate per accogliere gruppi di dieci o quindici persone. Sono strutture fragili e anche un segno che la loro permanenza si sta prolungando piu' del previsto. All'interno e intorno alle capanne si accumulano gli effetti personali di chi le occupa: borse, vestiti, contenitori e altri oggetti che trasformano questi piccoli spazi in qualcosa di piu' di un semplice riparo per la notte. Sono luoghi dove dormire, riposare, riporre le proprie cose e proteggersi dal mondo esterno in attesa di una soluzione.
Il ministero dell'Interno spagnolo ha reso noto che nel primo giorno dei controlli alle frontiere, reintrodotti dopo la crisi con l'Italia legata a Ceuta, sono state effettuate verifiche su 199 passeggeri di Paesi terzi provenienti dall'Italia, in possesso di biglietti su 12 voli. Lo riportano i media spagnoli.
Nello specifico, all'aeroporto Adolfo Suárez Madrid-Barajas è stato controllato un volo proveniente da Roma, con 83 passeggeri, tra cui cittadini di Paesi terzi, esaminati da 4 funzionari. All'aeroporto El Prat de Llobregat di Barcellona - riporta 20 Minutos - sono stati effettuati controlli su due voli provenienti da Milano e Roma, con 67 passeggeri controllati da 8 agenti. Questi sono stati gli aeroporti con il maggior numero di controlli nella giornata di sabato, fa sapere Madrid.
Altri controlli hanno riguardato lo scalo di Siviglia su due voli provenienti da Bologna e Firenze, con 11 passeggeri esaminati da 4 funzionari, mentre a Bilbao è stato controllato un volo proveniente da Roma, con 5 passeggeri e 3 agenti impiegati. A Valencia, infine, sono stati controllati tre voli provenienti da Cagliari, Napoli e Bari, con 33 persone sottoposte a screening da 8 funzionari. All'aeroporto di Alicante , invece, nonostante l'arrivo di tre voli dall'Italia, non è stato effettuato alcun controllo durante la giornata.
Tahar Ben Jelloun, 81 anni, il più celebre scrittore marocchino, ha criticato il "modo isterico" con cui Giorgia Meloni e i leader di altri Paesi come Finlandia e Danimarca hanno cercato di punire la Spagna in merito alla crisi dei migranti a Ceuta. "L'Europa ha bisogno di coprire molti posti di lavoro vacanti. Anche l'Italia ha regolarizzato i migranti in modo discreto. Ma quando la Spagna ha fatto lo stesso, si è parlato di un fattore di attrazione. C'è molta ipocrisia", sostiene in una conversazione telefonica con El Pais da Tangeri dove trascorre tutte le estati pur vivendo in Francia dal 1987.
"Ceuta e Melilla non sono territori Schengen con libera circolazione illimitata, e non si può viaggiare direttamente in Europa da Ceuta senza visto", sottolinea. "Non c'è stata alcuna minaccia contro l'Europa e nessuna possibilità di invasione. Si è trattato di una resa dei conti ingiusta e ingannevole con la Spagna, intesa a punire Pedro Sanchez per aver disobbedito a Trump e Netanyahu sulla questione di Gaza e per aver avuto il coraggio di sostenere il popolo palestinese", sostiene.
Secondo lo scrittore, il Mediterraneo non è più il mare bianco, come viene chiamato in arabo, ma un mare macchiato del sangue di immigrati clandestini. Ciò che lo ha colpito di più è "la coincidenza della Festa del Trono con l'esodo migratorio di decine di migliaia di giovani incitati dai social a marciare verso Ceuta". Ma ciò che lo ha scioccato maggiormente è che la polizia marocchina non li abbia fermati: "Per strada, ho visto agenti che li lasciavano andare verso Ceuta", racconta. "Non capisco perché non li abbiano bloccati a Tetouan. Abbiamo la forza di polizia più potente del Maghreb. Sarebbe bastato rimandarli a casa e dire loro che non avevano niente a che fare con Ceuta. È mancata la lungimiranza politica".
"Il presidente del Consiglio italiano torna sull'immigrazione per riconquistare l'iniziativa politica". Lo scrive El Pais in un lungo articolo sottolineando che "dopo aver goduto di una stabilità raramente vista nella politica italiana per gran parte del suo mandato, negli ultimi mesi hanno iniziato ad emergere delle crepe nella sua posizione, che minacciano di complicare la fase finale del suo mandato, che si concluderà nel 2027. Al momento, Meloni mantiene un comodo vantaggio nei sondaggi. Tuttavia, le recenti battute d'arresto e le crescenti tensioni all'interno della coalizione fanno presagire un autunno più complicato del solito" e "per contrastare questa erosione di consensi, si è nuovamente rivolta alla politica migratoria, sfruttando la crisi di Ceuta".
"Ad aggravare queste difficoltà si aggiunge l'ascesa del generale in pensione Roberto Vannacci, il cui nuovo partito, Futuro Nazionale, minaccia di sottrarre consensi al Primo Ministro a destra e sta cercando di conquistare gli elettori più radicali. Sebbene Meloni mantenga una posizione dominante e i sondaggi diano il suo partito come il più votato, pur senza alcuna possibilità di governare da sola, non gode più dello stesso margine di manovra di cui disponeva all'inizio del suo mandato".
In questo contesto, "la crisi migratoria di Ceuta ha assunto una dimensione che trascende la politica spagnola". Meloni "ha colto l'occasione per promuovere il suo approccio in Europa: non è la prima volta che trasforma un'emergenza migratoria in un'opportunità politica".
"Ora, ha cercato di presentare il massiccio afflusso di migranti dal Marocco a Ceuta come un monito su ciò che potrebbe accadere in altri paesi europei se le politiche contro l'ingresso irregolare di stranieri non verranno inasprite, come lei stessa chiede da anni", prosegue El Pais. "Meloni è riuscita a riportare l'immigrazione al centro del dibattito politico italiano. È uno dei suoi temi prediletti e solitamente gode di un ampio consenso tra i suoi elettori. Rinforzare la sua retorica sull'immigrazione le permette anche di stringere i ranghi a destra. Perché Vannacci ha iniziato ad attaccarla proprio su questi fronti, sfidandola su alcuni dei temi più noti della destra italiana, come l'immigrazione, la sicurezza e l'identità nazionale, sostenendo che chi è salito al potere promettendo una linea dura ha finito per ammorbidire significativamente le proprie posizioni".
migranti a Ceuta, 05082026 (Ansa)
"Noi non abbiamo fatto nessun putiferio. Abbiamo sospeso Schengen, come prevedono i Trattati, perché a Ceuta è successo qualcosa di straordinario. Ancora oggi il sindaco Vivas dice che lì sono rimasti tra 8mila e 11mila migranti. E migliaia sono sub-sahariani che non possono essere rimpatriati. Piuttosto, ciò che è incomprensibile e del tutto inaccettabile è la reazione spagnola".
Così il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani intervistato da La Stampa.
A chi considera quella dell'Italia una misura solo simbolica il ministrio risponde: "Nient’affatto. Ceuta non è uno spazio Schengen ma è un’exclave spagnola, la Spagna lo è - aggiunge -. E il rischio, come dice anche la stampa spagnola, sono i movimenti secondari dei non marocchini. Dove vanno dopo che sono arrivati in Spagna? L’Italia, come destinazione, è il Paese più esposto. Non siamo la Germania o la Norvegia".
"Già una quindicina di irregolari sono stati fermati in Italia - aggiunge -. Senza contare che tra i migranti ce n’erano che erano stati espulsi in precedenza per jihadismo".
"Non sono marocchini, ma questo non sposta i termini del problema - prosegue -. Va messo un po’ di ordine: noi non siamo contro la Spagna, ma abbiamo il dovere di proteggere i nostri confini. E non c’è dubbio che gli arrivi dall’Africa sub-sahariana rappresentino una minaccia jihadista. La stessa polizia spagnola ha fermato persone sospette".
"Brunner ha appena richiamato la Spagna alle sue responsabilità, perché il modo in cui affrontano questa crisi deve tener conto dell’esigenza che non arrivino migranti non controllati nell’Unione europea - prosegue il titolare della Farnesina -. Abbiamo preso la decisione per porti e aeroporti, e riguarda cittadini di Paesi terzi. Secondo l’intelligence spagnola c’è il rischio di una nuova ondata entro Ferragosto: non revocare la misura è una precauzione. Ci auguriamo di poter revocare la sospensione presto, appena non ci sarà più rischio. È Sanchez che ha drammatizzato".
migranti Ceuta, 07082026 (AFP)
Il rischio terrorismo islamista a Ceuta sarebbe concreto e dietro la mobilitazione social per una nuova ondata migratoria ci sarebbe quindi una vera e propria regia. È quanto scrive il Corriere della Sera, riferendo di un dossier dei servizi di intelligence che sarebbe arrivato sul tavolo di Palazzo Chigi, frutto anche delle informazioni condivise dagli 007 spagnoli. I servizi italiani starebbero monitorando il passaparola in vista del nuovo esodo, che potrebbe esserci entro il 15 agosto. Nelle chat private di WhatsApp condivise dai gruppi Facebook monitorati si legge: "Colpiamoli il giorno 10 e non l'11. Ci sono manifestazioni per il giorno 9".
Secondo il rapporto, la mobilitazione sarebbe alimentata da utenti TikTok che inviano link WhatsApp a gruppi Facebook, con numeri telefonici provenienti anche da Usa, Egitto, Algeria, Tunisia, Libia e Senegal. Per l'intelligence sarebbe in corso "una regia per la campagna" che non è attribuibile per il momento a un attore specifico.
I gruppi sarebbero inoltre utilizzati da "trafficanti di esseri umani". Il dossier segnala il rischio che Ceuta possa diventare un centro di "radicalizzazione e reclutamento jihadista". Nella vicina Fnideq, in Marocco, l'area è stata spesso interessata da operazioni antiterrorismo congiunte tra Spagna e Marocco per smantellare reti jihadiste transfrontaliere.
Madrid ha intanto rafforzato il dispositivo di sicurezza con una barriera galleggiante di circa 500 metri, due fregate, circa duemila militari e un maggiore impiego di Guardia Civil e Policía Nacional.
"Secondo l'intelligence spagnola c'è il rischio di una nuova ondata entro Ferragosto: non revocare la misura è una precauzione. Ci auguriamo di poter revocare la sospensione presto, appena non ci sarà più rischio". Lo sostiene il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, in un'intervista alla Stampa.
"Oggi il governo di estrema sinistra spagnolo sfiora il ridicolo: chiaro che se regolarizzi di colpo500.000 clandestini, non puoi stupirti se migliaia cercano la stessa sorte". Lo sostiene il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e Trasporti Matteo Salvini, in un'intervista al Corriere della Sera. "Quando proteggiamo i nostri confini, difendiamo quelli di tutto il continente. L'Italia lo sta facendo, la Spagna no".
Il rischio a Ceuta, spiega Salvini, "purtroppo è reale: e se tra quei 50mila si fossero nascosti jihadisti o terroristi pronti a colpire? Il governo Sánchez rischia di andare a casa non per questo, ma per le inchieste per corruzione che riguardano parenti ed ex ministri della sinistra al potere".
La reazione spagnola alla sospensione degli accordi di Schengen decisa dall'Italia è "incomprensibile" e "inaccettabile" e il primo ministro di Madrid, Pedro Sanchez, ha "drammatizzato" la vicenda. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un'intervista a La Stampa.
"Abbiamo sospeso Schengen, come prevedono i Trattati, perché a Ceuta è successo qualcosa di straordinario", ha affermato il vicepremier, "ancora oggi il sindaco Vivas dice che lì sono rimasti tra gli 8 mila e 11 mila migranti. E migliaia sono sub-sahariani che non possono essere rimpatriati". "Ceuta non è uno spazio Schengen ma la Spagna lo è, il rischio sono i movimenti secondari dei non marocchini. Dove vanno dopo che sono arrivati in Spagna? L'Italia, come destinazione, è il Paese più esposto", ha proseguito Tajani, "abbiamo preso la decisione per porti e aeroporti, e riguarda cittadini di Paesi terzi. Secondo l'intelligence spagnola c'e' il rischio di una nuova ondata entro Ferragosto". "Ci auguriamo di poter revocare la sospensione presto, appena non ci sarà più rischio", ha concluso Tajani, "è Sanchez che ha drammatizzato".
Berlino riapre il fronte migranti: "Verranno espulsi verso l'Italia". Lo scrive la Repubblica sul suo sito. Secondo il quotidiano il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in affanno per i sondaggi che danno in ascesa Afd, avrebbe deciso la linea dura sui migranti, in particolare nei confronti dell'Italia.
Il 19 agosto la prima richiedente asilo sarà respinta nel nostro paesi. E' una somala di 22 anni, di nome Abdirisaq Warsame, arrivata in Germania a marzo. In base alle regole di Dublino, è spiegato, essendo la giovane donna approdata in Ue in Italia avrebbe dovuto chiedere asilo nel nostro paese.
Dal 2022 il governo Meloni si era rifiutato di riprendersi i cosiddetti 'dublinanti'. Nel dicembre 2025 era stato firmato da Roma e Berlino un 'colpo di spugna' sul pregresso, ma un portavoce del ministero dell'Interno tedesco ha spiegato a Repubblica che per i 'dublinanti' arrivati quest'anno, la Germania ha intenzione di applicare rigorosamente le regole europee e dunque intende respingerli in Italia.