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Alunni con disabilità, solo l’estrema destra europea propone scuole speciali - Tuttoscuola


Le elezioni di domenica 6 settembre in Sassonia-Anhalt, dove l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) ha concrete possibilità di governare il Land, potrebbero segnare la fine delle sperimentazioni inclusive in corso da anni e il ritorno in Germania alle scuole speciali per i disabili: quelle Förderschulen (letteralmente scuole di sostegno) che faticosamente stavano cedendo il passo a percorsi di inclusione nelle scuole ordinarie (Regelschulen), ma che comunque in Germania riguardano tuttora circa 340.000 alunni (il 55% dei 600.000 studenti con diagnosi certificata di bisogni educativi speciali). 

In Germania, Stato federale, l’istruzione è di competenza dei 16 Länder, ciascuno dei quali fissa in totale autonomia programmi scolastici, durata dell’obbligo, nomi delle scuole e gestione del personale. Quindi il land Sassonia-Anhalt, almeno sulla carta, non farebbe che ripristinare un tipo di scuola già vigente, ma la novità è che lo renderebbe obbligatorio per tutti i disabili, che dovrebbero perciò lasciare la scuola ordinaria frequentata e iscriversi a una delle numerose tipologie di Förderschulen, differenziate secondo il tipo di disabilità.

Secondo l’AfD gli alunni con disabilità inclusi nelle classi normali non riceverebbero la didattica di cui hanno bisogno, ostacolando e rallentando il regolare andamento delle lezioni, mentre nelle Förderschulen troverebbero classi meno numerose (da 5 a 12 alunni) e professori specializzati in pedagogia speciale. Un modello, si noti, ampiamente applicato in Russia.

Da notare che in Italia una proposta del genere è stata avanzata solo dal nuovo partito di estrema destra Futuro Nazionale, il cui leader, l’ex generale Roberto Vannacci, a sostegno della sua idea “separatista”, ha fatto un esempio sportivo, affermando che “un disabile non lo metteresti di certo a correre con uno che fa il record dei cento metri”.

L’idea delle scuole speciali per disabili, insomma, che istituzionalizza la disuguaglianza tra gli individui, non si può definire genericamente “di destra”, ma solo della destra estrema.

Il governo e il ministro dell’istruzione in carica, per quanto politicamente collocati nell’area del centro-destra (o destra-centro, data la prevalenza di Fratelli d’Italia), si sono mantenuti ben lontani da posizioni simili e anzi, con il ministro Valditara, si sono mossi caso mai in direzione opposta, puntando (anche se, al momento, più in teoria che in pratica) sulla personalizzazione della didattica e la valorizzazione di tutti i talenti. Anche di quello di giovani come Gianleo, lo studente disabile di Bari per il quale, anche dietro sollecitazione di Tuttoscuola, è stato trovato dal MIM un “ragionevole accomodamento” della normativa per consentirgli di sostenere la maturità con l’insegnante di sostegno che attualmente lo segue, ma avrebbe dovuto abbandonarlo avendo vinto un concorso ordinario per un posto comune. La famiglia di Gianleo ci ha anche ringraziato per il nostro interessamento, ma anche noi esprimiamo gratitudine per l’opportunità che ci è stata data di sollevare e porre con forza il tema della indispensabile continuità del sostegno scolastico, per la quale serve un cambio di paradigma.

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