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America's Cup 2027, l'intervista a Mirco Babini: «Napoli è il luogo ideale: qui atmosfera magica»


Mirco Babini è un romagnolo con la Sardegna nel sangue e Napoli nel cuore. Nell’internazionalizzazione dei linguaggi, il suo incarico per l’America's Cup è quello di Head of technical operations & local event planning. Tradotto in parole semplici, è un po’ il «sindaco» della base di Nisida e un po’ il facilitatore chiamato a risolvere i problemi. Siamo all’ombra dell’isolotto più affascinante di Napoli, dove i quartieri sono diventati gli hangar.

E poi ci sono loro: i gabbiani.

«È vero, sono diventati nostri compagni di avventura e di sventura. Ogni team che arriva deve fare i conti con loro. Siamo nel loro territorio. Nisida è un luogo fantastico, ma i gabbiani si fanno sentire eccome e rendono anche più complessa la pulizia dell'area. È una presenza alla quale ci si abitua senza problemi. Sono nostri compagni di viaggio».

La “città” di Nisida si sta riempiendo?

«Direi proprio di sì. Tudor Team Alinghi è entrata la scorsa settimana, ora arriveranno uno dopo l'altro tutti gli altri team, a partire da lunedì con britannici e francesi. Venerdì 7 settembre la cittadella sarà pienamente operativa e si riempirà con tutti i team al lavoro».

Quali sono state le difficoltà incontrate finora?

«A parte i gabbiani - scherza - corriamo contro il tempo dal primo giorno in cui è stato deciso di operare a Nisida. La base non è enorme, ma i team sono stati messi nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro grazie al nostro impegno, a quello di Sport e Salute e di tutti i soggetti coinvolti».

Come si vive a Nisida?

«È un’atmosfera magica, fuori dal mondo».

La base è sufficientemente grande?

«Sicuramente. Metteremo tutti i team nelle condizioni di fare al meglio il loro lavoro».

E come immagina il futuro di Nisida dopo la Coppa America?

«Spero che questa esperienza possa servire a radicare qui stabilmente un'accademia della vela. Logisticamente è un posto fantastico e l’America’s Cup a Nisida sarà un momento bellissimo».

Conosceva già Nisida?

«Ho fatto il servizio militare in Marina a Napoli e quindi sono estremamente legato a questi luoghi. Non ero venuto espressamente a Nisida, ma conoscevo la città e tutto quello che aveva da offrire. Napoli è il posto ideale per la Coppa America».

Babini proviene dal mondo del windsurf e del foil. Difficile, quindi, trovare qualcuno che conosca meglio di lui le esigenze dei team di Coppa America. È alla sua terza campagna.

«Sì, sono alla mia terza campagna. Conosco bene le loro esigenze e so come cercare di accontentare tutti i team. Il nostro lavoro nasce proprio con l'obiettivo di permettere a ciascuno di loro di svolgere al meglio il proprio lavoro».

Cosa ha di diverso questa Coppa America rispetto alle due precedenti che ha vissuto?

«Da italiano è un onore ospitare questa manifestazione. È un grandissimo privilegio e faremo tutti del nostro meglio per assicurarle il successo che merita».

Come si pone Napoli rispetto alla Coppa America?

«È il teatro ideale. La nostra idea, per le regate di settembre, è anche quella di coinvolgere le organizzazioni che operano sul territorio, sia i corpi militari sia la Fondazione Toto Marino, alla quale è dedicata la piscina permanente di canoa polo. Ho conosciuto i genitori di Toto, sono persone bellissime».

Operate in una base militare. Nessun curioso si è avvicinato?

«Via mare sono arrivati in tanti. Hanno visto Tudor Team Alinghi allenarsi e sono venuti in barca per scattare qualche fotografia. Nulla di particolare, solo tanta curiosità, che è assolutamente giustificata. Le regate si avvicinano, il tempo stringe e vedere in acqua barche come gli AC40 è sempre una bella emozione».

Nisida sarà coinvolta in qualche modo nelle preregate di settembre?

«No. Ci saranno soltanto le basi, dalle quali le barche entreranno e usciranno. Il resto dell'evento sarà allestito interamente sul lungomare».

A proposito: come si affrontano i gabbiani?

«È difficile e, soprattutto, era un problema che non avevamo previsto. Sono tantissimi. Forse nidificheranno qui proprio perché si trovano in una zona per loro molto tranquilla. L'unica cosa che si può fare è installare quelle cordicelle con elementi riflettenti che possano disturbarli attraverso la luce».