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Amianto nei cantieri Tav: doppio sequestro dopo la dispersione di polveri durante le demolizioni. Esposto sulla tutela dei lavoratori


VICENZA - Amianto nei cantieri della Tav: due lotti interessati dai lavori sono sotto sequestro su disposizione della Procura dopo una serie di sopralluoghi in viale Verona e via dei Montecchi in zona Ferrovieri. E, in attesa degli accertamenti tecnici e giuridici, monta la polemica, cui si unisce un esposto presentato dal sindacato Cub per capire se la salute dei lavoratori sia stata adeguatamente tutelata (oltre a quella dei residenti).

La situazione

Tutto è nato dalla segnalazione di una possibile dispersione di materiale contenente amianto durante i lavori e in particolare la demolizione di una copertura, durante la quale si sono sollevate grandi nubi di polvere in tutte le zone circostanti. Ne è seguito un primo sopralluogo il 17 agosto da parte di Arpav e Spisal con la raccolta di campioni poi inviati in Procura e il contestuale sequestro. Un ulteriore sopralluogo è stato eseguito il giorno successivo da personale del Comune e polizia locale, cui sono seguite due ordinanze per mettere in sicurezza i materiali per contenere la possibile dispersioni delle polveri altamente tossiche.
La messa in sicurezza e il monitoraggio, come disposto dal Comune, sono in capo a Iricav 2 (general contractor della realizzazione della nuova linea ferroviaria Tav) e alla ditta incaricata delle demolizioni.

I sindacati

«A seguito delle sconcertanti notizie emerse riguardo alla presenza di materiale contenente amianto (cemento-amianto/eternit) nei cantieri Tav di viale Verona e della zona ferrovieri a Vicenza, la Cub di Vicenza ha depositato un formale e urgente esposto presso l'Ispettorato territoriale del lavoro di Vicenza e lo Spisal dell'Ulss 8 Berica, inviandolo per conoscenza anche alla Procura della Repubblica» rende noto lo stesso sindacato.
«Ci chiediamo - scrive Cub - se le maestranze impegnate negli abbattimenti fossero state preventivamente edotte della presenza di eternit, se fossero state fornite loro le maschere di protezione adeguate o se abbiano inalato inconsapevolmente polveri tossiche. È stato presentato il prescritto piano di lavoro allo Spisal prima di iniziare a demolire? O si è preferito tirare dritto con i demolitori per correre sui tempi delle grandi opere?».
Il sindacato richiede «con effetto immediato»: un controllo ispettivo su tutti i cantieri di demolizione Tav in viale Verona e zona Ferrovieri e l'acquisizione dei verbali aziendali che attestino l'avvenuta informazione preventiva dei lavoratori sul rischio specifico amianto. «La salute e la vita di chi lavora non sono variabili sacrificabili o merce di scambio sull'altare dei cronoprogrammi di cantiere» conclude la segretaria provinciale Cub, Maria Teresa Turetta. «Esigiamo la massima trasparenza, la pubblicazione degli esiti dei campionamenti delle polveri e l'accertamento di ogni eventuale responsabilità».
Una protesta ferma cui si uniscono anche Cgil e Fillea: «Quando la gestione delle grandi opere fallisce sul terreno della prevenzione e della sicurezza, a pagarne il prezzo sono la salute pubblica e quella dei lavoratori coinvolti».