«Possiamo avere la Ferrari, ma senza benzina la macchina non cammina». Riassume così l’amministratore unico di Amtab, Luca D’Amore, il fabbisogno da circa 9 milioni di euro annui in più che servono all’azienda del trasporto pubblico locale barese per funzionare a regime. La stima è emersa ieri mattina, durante la seduta della Commissione consiliare sulla Qualità dei servizi. Assieme a domande sul cronoprogramma e il piano di sosta, la voce dei costi di bilancio è stato uno dei punti, forse il più delicato, che il presidente della Commissione, Carlo Patruno, ha presentato all’audizione.
«Abbiamo un problema serio di organico», è stata la risposta di D’Amore, prima di iniziare a esporre i dati che dipingono una situazione preoccupante. La carenza di personale non riguarda soltanto l’entrata in funzione del Brt: allo stato attuale l’Amtab è sotto di 42 operatori di esercizio (cioè autisti) per gli autobus del regolare trasporto pubblico, a questi si aggiungono 103 dipendenti necessari per la gestione delle infrastrutture del Brt (senza contare i conducenti dei bus) oltre a ulteriori 80 se Amtab dovesse coordinare anche i parcheggi connessi al Brt.
«La pianta organica dell’Amtab risale al 2003 e venne costruita all’interno di una città e di una cornice normativa che ora sono completamente cambiate – ha spiegato D’Amore –. Nel frattempo, sono stati ampliati gli istituti a tutela dei lavoratori o ne sono stati introdotti di nuovi». «A cospetto di questo ampliamento delle tutele– osserva –, non c’è stata una corrispondente modifica della pianta organica». La mancanza di personale per far circolare i mezzi del trasporto pubblico locale è un problema annoso: «Questa conformazione non è aderente al contesto fattuale e normativo da almeno dieci anni», riferisce l’amministratore.
Da qui, «la necessità di ampliare l’organico di 42 unità». L’incremento, che deve avere il via libera del Comune, peserebbe sui bilanci dell’azienda (e, quindi, dell’amministrazione): «Abbiamo calcolato una base di 1,7 milioni di euro in più annui», riporta D’Amore.
Il Brt, il nuovo sistema rapido di trasporto pubblico che dovrebbe entrare in funzione nei primi mesi del 2027, merita un discorso a parte, affermano i vertici Amtab. A illustrare la situazione è Ruggiero Delvecchio, ingegnere responsabile del dipartimento dedicato al Bus Rapid Transit. «Per dare esecuzione, non relativamente alle persone che guidano, ma a tutte le infrastrutture collegate al Brt, abbiamo la necessità di implementare un ulteriore aumento di organico: la programmazione e le previsioni sono state già fatte e formalizzate e si tratta di 103 nuove risorse», ha spiegato Delvecchio. Tradotto, servono altre assunzioni per personale «tecnico, di presidio e di movimentazione dei mezzi» e il Comune è già stato informato. L’impatto sui costi dell’Amtab, secondo la stima, sarebbe di oltre 5 milioni di euro annui. «Gli interventi in caso di avaria devono essere immediati ed efficienti, perché il Brt va inteso come una ferrovia: se si ferma un treno su un binario, si blocca tutta l’Italia», esemplifica il responsabile. Devono quindi essere presenti operatori competenti nelle quattro aree di sosta Brt (via Mitolo, via Di Vittorio, largo Pascia, via Caldarola) per raggiungere nel minor tempo possibile le vetture in caso di guasto. A questo scopo la formazione che permette di intervenire sui veicoli elettrici e ibridi è stata estesa a tutto il personale tecnico, circa 40 dipendenti, fa sapere Delvecchio: «Tutti ora hanno la certificazione per “mettere le mani” ». La stima, finora, non considera i conducenti dei mezzi Brt: «È impossibile oggi qualificare questo fabbisogno», affermano i vertici Amtab. Sarebbe un calcolo per cui mancano i dati preliminari, spiegano, a causa di un intoppo a livello regionale. Se ai dipendenti si aggiunge anche la gestione, ancora incerta, di aree di sosta per auto connesse al Brt (che affronterebbero il nodo parcheggi), la stima del fabbisogno si aggira sui 9 milioni di euro annui: servirebbero, infatti, 80 nuove assunzioni per 2 milioni di euro.