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Andrea Stroppa, braccio destro di Musk, investì e uccise un diciottenne: «Andava oltre il limite»


Quando ha investito Mirco Garofano, uccidendolo, Andrea Stroppa, il braccio destro di Elon Musk in Italia, viaggiava a 94 chilometri orari in un tratto dove il limite è di 50. Ora il dato, anticipato dal dispositivo satellitare Unipol tech installato sulla Smart dell'uomo, è stato confermato anche dal consulente nominato dalla Procura di Roma, che ha indagato Stroppa per omicidio stradale. I fatti risalgono alle 21,43 del 31 gennaio scorso. La vittima, di soli 18 anni, era morta nell'impatto. Residente ad Artena, Garofano stava andando a trovare degli amici. Prima di raggiungere Roma era stato con la nonna. L'incidente è avvenuto in via Fiorentini, zona Casal Bruciato.

Il giovane era stato travolto mentre attraversava la strada nonostante il semaforo pedonale fosse rosso. Stroppa si era subito fermato per prestare soccorso. «Ho investito una persona, è grave», aveva detto nella chiamata registrata dall'Ares. Un testimone oculare aveva riferito che l'indagato stava guidando a velocità contenuta e che la vittima era sbucata dal nulla mentre il semaforo per le auto era verde. Aveva anche sostenuto di essere passato appena prima nello stesso tratto e di essere riuscito a evitare il giovane «per miracolo». Un'ipotesi che non aveva convinto il padre della vittima, che aveva dichiarato: «Mio figlio era prudente, avrà guardato prima di attraversare». Il dato relativo ai chilometri orari, invece, è in contrasto non solo con quanto rilevato dal dispositivo satellitare acquisito dai vigili urbani, ma anche con le lesioni riportate dal diciottenne e con la distanza a cui era stato trovato il corpo dopo l'impatto. Da qui la decisione del pubblico ministero Rita Ceraso, titolare del fascicolo, di disporre una perizia cinematica. I risultati sono arrivati nei giorni scorsi al magistrato, che a breve dovrebbe procedere con la definizione del fascicolo.

C'è un altro dato che potrebbe complicare la posizione dell'informatico romano, diventato il punto di riferimento del miliardario proprietario di Tesla e Space X: dai rilievi dei vigili è emerso che la Smart che guidava non era stata sottoposta all'ultima revisione. La polizia locale ha sottolineato anche che l'auto aveva i vetri delle portiere oscurati: una violazione del codice della strada.

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