okayduckyachtclub.xyz

Annamaria Sammartino truffata dal finto carabiniere, l'anziana muore di crepacuore 9 giorni dopo. «Era troppo scossa»


MESTRE (VENEZIA) - Era riuscita a riavere tutti i suoi gioielli; aveva riconosciuto i preziosi che le erano stati portati via con l’inganno e persino l’uomo che, fingendosi un carabiniere, si era presentato alla sua porta. Ma quella truffa, secondo i familiari, le aveva lasciato dentro una ferita troppo profonda. Annamaria Sammartino, 88 anni, è morta nove giorni dopo essere finita nella trappola del falso militare che le aveva fatto consegnare tutti i gioielli custoditi in casa. «È morta di crepacuore per quella truffa», sostengono oggi parenti, conoscenti e vicini di casa dell’anziana, convinti che quanto accaduto lo scorso 3 agosto abbia avuto un peso enorme sugli ultimi giorni della donna.


Il trauma

Un legame diretto tra l’episodio e la morte non può naturalmente essere stabilito. Ma che Annamaria fosse rimasta profondamente scossa da quanto le era successo lo conferma chiunque avesse avuto modo di incontrarla nei giorni successivi. La donna continuava a pensare a quell’inganno e, nonostante il lieto fine delle indagini, non sarebbe riuscita a lasciarsi alle spalle quanto accaduto. A tormentarla, raccontano le persone che le erano vicine, potrebbe essere stato anche, molto banalmente, il senso di colpa per essere caduta nella trappola.
Eppure la polizia locale di Venezia era riuscita in pochissimo tempo a recuperare il bottino. Annamaria era stata chiamata a riconoscere i dieci gioielli che aveva consegnato al falso carabiniere e aveva confermato che erano proprio i suoi. Poi le era stato mostrato anche il sospettato fermato a Bologna: l’88enne lo aveva indicato come l’uomo entrato nella sua abitazione e al quale, convinta di avere davanti un vero appartenente all’Arma, aveva affidato i propri averi.


L’inganno

La truffa era scattata con un piano studiato per separare i due anziani coniugi. Il marito di Annamaria aveva ricevuto una telefonata sul fisso di casa. Un uomo, presentandosi come carabiniere, gli aveva raccontato che la sua carta d’identità era stata clonata e utilizzata durante una rapina in una gioielleria di Treviso. Per chiarire la propria posizione avrebbe dovuto raggiungere immediatamente una fantomatica caserma dei carabinieri di via Palazzo, a Mestre. Spaventato, l’anziano era uscito lasciando la moglie sola. Alle 16.25, in piazza Ferretto, aveva incontrato una pattuglia della polizia locale e aveva chiesto agli agenti indicazioni per raggiungere la caserma. I vigili avevano capito immediatamente che qualcosa non tornava: quella caserma non esisteva. Intuito il raggiro, avevano fatto salire l’uomo sull’auto di servizio ed erano corsi verso la sua abitazione. Quando erano arrivati, però, il colpo era già stato messo a segno. Poco dopo l’uscita del marito, alla porta di Annamaria si era presentato il falso carabiniere. L’uomo le aveva raccontato di dover controllare i gioielli presenti in casa per verificare che non provenissero dalla rapina. Lei gli aveva creduto e gli aveva consegnato tutto. 


La fuga

Subito dopo, il truffatore e la sua complice erano saliti su un treno diretto verso Sud senza però avere un biglietto valido. Proprio quella leggerezza aveva fatto saltare il piano: a Bologna erano stati segnalati dai controllori e fermati dalla Polfer. Nello zaino dell’uomo erano stati trovati numerosi gioielli, per un valore di migliaia di euro, tra cui quelli sottratti ad Annamaria.
Per l’anziana era arrivata così almeno la consolazione di poter riavere ciò che le apparteneva. Ma lo choc, raccontano oggi i suoi cari, sarebbe rimasto. Martedì 18 agosto, alle 11, familiari e amici daranno l’ultimo saluto ad Annamaria Sammartino nella chiesa dei Santi Gervasio e Protasio di Carpenedo. A celebrare il funerale sarà il parroco don Gianni Antoniazzi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA