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Antonella Pagliarani a bordo dell'elicottero precipitato a Verbano: con lei anche il cognato. Figlia di un accademico del Bo, aveva 63 anni


PADOVA - Aveva 63 anni compiuti a maggio Antonella Pagliarani, figlia del decano di Ingegneria Gestionale Giorgio Pagliarani, mancato nell’ormai lontano 2008. Mercoledì scorso era a bordo di un elicottero ultraleggero insieme al cognato Alessandro Muscinelli, quando il velivolo è precipitato in valle Antrona, nella zona di Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte.

La dinamica

L’incidente è avvenuto intorno alle 11 di mattina, a pochi metri dalla diga di Campliccioli, a 1.360 metri di quota. Secondo una prima ricostruzione, ancora al vaglio degli investigatori, l’autogiro avrebbe urtato i cavi della funivia che conduce al lago di Camposecco, un impianto di proprietà di Enel e non aperto al pubblico. Dopo l’impatto il velivolo avrebbe preso fuoco, precipitando poi in un’area scoscesa sul versante a valle della diga. Per i due occupanti non c’è stato nulla da fare. A raccontare quei momenti è stato il sindaco di Antrona Schieranco, Franco Borsotti, che ha assistito alla scena dalla propria abitazione: a detta sua, secondo quanto riportato dall’Ansa, l’incidente ha diversi punti oscuri. L’aereo, ad esempio, ha urtato i cavi di una funivia che pure è presente da sessant’anni ed è quindi impossibile che non fosse segnalata sulle mappe. Inoltre, sempre secondo quanto riferito dal sindaco, la zona ricade nel parco naturale dell’Alta valle Antrona, dove «normalmente non si vola», e non sarebbero stati richiesti permessi. Sull’accaduto sta indagando la Guardia di Finanza. A terra, ad attendere Antonella, c’era il suo compagno in stato di shock. Con lei, invece, il cognato Alessandro: ingegnere con specializzazione automobilistica, aveva lavorato per anni nel settore della formazione tra Milano e il lago Maggiore. Era inoltre fondatore di Alldrive, società attiva, tra le altre cose, nell’ambito della guida sicura.

Il ritratto

Quanto ad Antonella Pagliarani era nata a Cesena, come i suoi due fratelli Alessandro e Silvia. La famiglia si era poi trasferita a Padova quando i tre erano ancora piccoli: qui era cresciuta, in via Nazareth, e qui aveva studiato fino all’università. Era partita con una formazione umanistica, poi un Master in Business Economics in Regno Unito e infine il percorso per diventare counselor e coach. Antonella Pagliarani aveva costruito la propria esperienza professionale attraversando ambiti diversi, dalla gestione delle risorse umane alla consulenza organizzativa per le aziende. Una curiosità che, come raccontava lei stessa, l’aveva portata a «esplorare» luoghi e situazioni professionali differenti. Il lavoro l’aveva portata, ormai da diversi anni, a trasferirsi a Milano, dove affiancava imprenditori e manager nei percorsi di cambiamento e coaching, a sostegno delle strategie aziendali. Un'attività nella quale confluivano creatività, pragmatismo e curiosità, qualità che lei stessa indicava come legate alle proprie origini romagnole. Fuori dal lavoro, aveva una grande passione per la vela. «Mi piace affrontare il mare», scriveva, raccontando così anche un tratto del proprio carattere: la voglia di esplorare e di misurarsi con nuove esperienze. E proprio così la ricorda, ora, Desiré, un’amica d’infanzia: «Era una donna positiva, solare, piena di passione e di entusiasmo. Era un piacere stare con lei, dava un senso di positività. Ricordo la sua passione per il mare e per la vela, che era una passione di famiglia. É un grande dolore – conclude l’amica – pensare di averla persa in questo modo improvviso, ingiusto».