
Saverio Grimaldi, Pinuccio Carbone e Michele Leone: i tre compagni d’avventura sono arrivati da Potenza, guidando tutta la notte

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Hanno guidato tutta la notte, senza fermarsi. "Siamo distrutti, ma siamo qui. Dovevamo essere qui oggi". Saverio Grimaldi, Michele Leone e Pinuccio Carbone sono cresciuti a pane e Guccini. E non si sarebbero mai perdonati l’assenza a Pavana (Pistoia) nel giorno più importante, il più doloroso: quello dell’addio al Cantautore con la C maiuscola. "La nostra esistenza poteva essere diversa senza di lui", concordano, gli occhi rossi, seduti su un muretto a due passi dalla casa toscana del Maestrone, con la stanchezza si fa sentire dopo un’intera notte in bianco trascorsa in viaggio da Oppido Lucano, provincia di Potenza.
"Siamo partiti alle 23 (la sera di venerdì) per arrivare in tempo. Da dove abitiamo noi, ci vuole un po’ – sorridono –. Ci siamo fermati solo per due caffè. Siamo stanchissimi, certo, ma per lui questo ed altro. Noi non siamo semplici fan: siamo innamorati". In quel paesino in provincia di Potenza, "c’è una persona che ha svezzato tutti – raccontano –, un grandissimo appassionato di Guccini che ci ha fatto conoscere la sua musica. Da sempre, si può dire".
"Avevo 8 o 9 anni quando ascoltai la musicassetta di via Paolo Fabbri – ricorda Michele – e da allora non ho più smesso". Poi il tempo è passato, siamo cresciuti, e "siamo venuti qui, a Pavana, diverse volte. Ci siamo presentati a casa sua (di Guccini, ndr), con i nostri figli in braccio e ci ha fatti entrare, invitandoci pure a cena. Abbiamo perso il conto di quante volte abbiamo deviato dalla strada principale per fermarci in questo paesino". Grimaldi si occupa di arredamento, Leone è avvocato e Carbone consulente del lavoro.
Vite diverse, stesso identico amore. "Non definiteci ’amici’, semmai ’compagni’ – precisano orgogliosi. Nel nostro percorso di vita – spiegano –, lui ci ha dato moltissimo, perché quello che ci ha trasmesso è tantissimo, da ogni punto di vista. E le sue canzoni hanno accarezzato ogni fase della nostra esistenza, da quando eravamo bambini all’età adulta passando per l’adolescenza. Impossibile spiegare cosa significhi. E cosa proviamo oggi".
Non solo la sua musica. Oggi si piange la persona, tutta, nella sua interezza: "Lui è incredibile, davvero. Una persona incredibile". Una canzone in particolare? "Impossibile scegliere – decretano –. Sono tutte meravigliose. Però, se proprio bisogna sbilanciarsi, viene da citare ’Canzone di Notte N. 2’. Guccini è quella canzone".
Poi, il funerale privato del loro Maestrone scorre sullo ’sfondo’: il cortile è inavvicinabile, riservato solo ai parenti e amici strettissimi. Ma i ’tre’ amici – pardon, compagni – aspettano sulla strada, partecipano comunque all’addio. Consapevoli di vivere un momento che resterà nella storia.
Chiara Gabrielli
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