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ASAP Rocky ha finalmente fatto ballare Milano


C'era il rischio che il suo concerto saltasse causa diluvio e invece alla fine il cielo si è aperto e ASAP Rocky ha finalmente fatto ballare Milano. L'artista ha così chiuso gli I-Days Milano Coca-Cola 2026, trasformando l’Ippodromo SNAI San Siro nell’ultima tappa dell’edizione del festival e nella sua prima esibizione dal vivo in Italia.

Il rapper newyorchese, compagno di Rihanna e icona odierna di stile maschile, è atterrato sul palco dell'Ippodromo a volto coperto, con un megafono in mano, a bordo dell'elicottero che, simbolo del Don’t Be Dumb World Tour, ha mandato in delirio il pubblico – assurdo quanto ai ragazzi possa piacere un elicottero, mentre sotto di lui un gruppo di performer vestiti da SWAT si scontrava con figure mascherate.

È un'immagine che sembra arrivare da un film di guerra o da una fuga metropolitana e che, nell'interazione con ciò che accade in questi mesi nel mondo lascia allo spettatore un certo senso di sbigottimento e, tuttavia, non è un’eccezione dello show milanese: questa scenografia è uno dei dispositivi narrativi con cui Rocky ha costruito le date europee precedenti.

La presenza della polizia è altrettanto significativa. Rocky non la presenta come semplice elemento realistico, ma come una forza scenica, quasi cinematografica: divise, SWAT, scontri, inseguimenti e un’atmosfera da città sotto assedio. È un immaginario che appartiene da tempo alla sua grammatica visiva – basti pensare a “Babushka Boi”, dove la polizia era rappresentata attraverso figure grottesche – ma che oggi viene portato a una dimensione molto più monumentale. La differenza è che, nella fase Don’t Be Dumb, elicottero e polizia finiscono per diventare parte dello stesso racconto: il primo come simbolo di sorveglianza, fuga e potere, la seconda come presenza antagonista. Non è un caso che uno dei brani centrali del nuovo album si chiami proprio “Helicopter$”: il videoclip, pubblicato nel gennaio 2026, mette in scena rivolte, polizia ed elicotteri e utilizza persino l’elicottero impiegato da Rocky durante il suo set al Lollapalooza 2025.

È qui che lo spettacolo milanese acquista il suo senso più interessante: l’elicottero che cala Rocky sul pubblico non è soltanto una trovata spettacolare, ma il simbolo di una nuova identità artistica costruita sul confine tra musica, cinema e moda. Dopo otto anni senza un album, Rocky è tornato con un progetto che sembra voler allargare continuamente il proprio campo, soprattutto a valle del processo per cui il rapper si trovava sotto accusa per due reati di aggressione con un’arma da fuoco e da cui è stato assolto a febbraio 2025.

La scaletta della performance, durata circa un'ora e mezza, era pensata per tenere insieme presente e passato dell'artista, il nuovo corso discografico e la grammatica estetica che, da oltre un decennio, ha reso Rocky una delle figure più riconoscibili dell’hip hop contemporaneo, da “A$AP Forever” a “Praise the Lord”, passando per “Sundress”, “Fashion Killa”, “Goldie”, “L$D” e “Fuckin’ Problems”.

Fra i momenti più inaspettati – e soprendenti – della serata c'è stata la cover di "Smells Like Teen Spirit” dei Nirvana, arrivata nella parte finale dello show e non a caso: nel 2026 ricorrono infatti i 35 anni dall’uscita di Nevermind, l'album che avrebbe cambiato per sempre la storia del rock. Rocky ha così inserito nel proprio set uno dei simboli assoluti della cultura alternativa anni Novanta, trasformando per qualche minuto il prato dell'Ippodromo in un territorio comune fra generazioni, generi e immaginari per scoprire che, proprio come lui, i suoi fan amano Kurt Cobain.