Sentirsi sempre stanchi, avere difficoltà a concentrarsi e arrivare a fine giornata senza energie. Nei periodi di forte stress è sempre più frequente cercare un aiuto negli integratori. Tra le combinazioni più richieste del momento c'è quella a base di ashwagandha e magnesio, due sostanze note per il loro possibile ruolo nel sostenere il benessere psicofisico e aiutare l'organismo ad affrontare i periodi di maggiore affaticamento. Ma ashwagandha e magnesio si possono assumere insieme? Funzionano davvero contro la stanchezza e lo stress? Quando è meglio prenderli e ci sono controindicazioni? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Simona Grossi, biologa nutrizionista e naturopata.
«L’Ashwagandha (Withania somnifera) è una pianta utilizzata da secoli nella medicina ayurvedica» spiega la nutrizionista Simona Grossi. «Appartiene alla famiglia delle Solanaceae ed è considerata una pianta adattogena, cioè una sostanza naturale che può aiutare l’organismo ad adattarsi meglio alle situazioni di stress e a mantenere l’equilibrio interno, chiamato omeostasi» dice l’esperta. «Questa pianta viene studiata soprattutto per il suo possibile ruolo nel migliorare la risposta allo stress, favorire il rilassamento e sostenere il benessere generale. È conosciuta anche come “ginseng indiano”, anche se botanicamente non appartiene alla stessa famiglia del vero ginseng. Contiene composti bioattivi, tra cui i withanolidi, ai quali vengono attribuite proprietà antinfiammatorie e antiossidanti» dice la dottoressa Simona Grossi. «Il magnesio è invece un minerale essenziale coinvolto in moltissimi processi biologici. È un cofattore per oltre 300 reazioni enzimatiche e partecipa alla produzione di energia cellulare attraverso il metabolismo dell’ATP. Nell’organismo contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso, alla contrazione e al rilassamento muscolare, all’equilibrio del metabolismo di carboidrati, grassi e proteine e al mantenimento della salute di ossa e denti, favorendo anche il corretto utilizzo di calcio e fosforo».
«Sì, in linea generale l’ashwagandha e il magnesio possono essere assunti insieme. Queste due sostanze agiscono attraverso meccanismi differenti e potenzialmente complementari. L’ashwagandha in particolare viene studiata soprattutto per la gestione dello stress e della risposta dell’organismo al cortisolo, mentre il magnesio contribuisce al normale funzionamento del sistema nervoso e muscolare» dice l’esperta. «Non esistono però, al momento, studi clinici solidi che abbiano valutato nello specifico la combinazione ashwagandha-magnesio come unico trattamento contro stress e stanchezza. Le evidenze disponibili riguardano soprattutto i due ingredienti presi in considerazione separatamente. Diversi studi hanno osservato che l’ashwagandha può contribuire a ridurre la percezione dello stress e i livelli di cortisolo in persone sottoposte a periodi di forte stress. Il magnesio, invece, è stato studiato per il suo ruolo nella regolazione del sistema nervoso e nella qualità del sonno, soprattutto nei soggetti con apporto insufficiente».
«La combinazione di ashwagandha e magnesio può essere interessante nei periodi di maggiore stress psicofisico, quando ci si sente affaticati, sotto pressione o si dorme poco. L’ashwagandha può aiutare l’organismo a gestire meglio la risposta allo stress, mentre il magnesio contribuisce alla normale funzione del sistema nervoso e muscolare, favorendo rilassamento e recupero. È importante però ricordare che non sono sostanze “energizzanti” immediate. Il loro potenziale beneficio si inserisce all’interno di uno stile di vita equilibrato, che comprende alimentazione adeguata, movimento regolare e un buon riposo».
«L’orario di assunzione dell’ashwagandha può variare in base alla risposta individuale. Alcune persone preferiscono prenderla al mattino perché riferiscono una maggiore capacità di gestire lo stress quotidiano, mentre altre la assumono alla sera per favorire il rilassamento. Il magnesio viene spesso assunto la sera, soprattutto quando l’obiettivo è favorire il rilassamento muscolare e preparare l’organismo al riposo notturno. Tuttavia, non esiste una regola valida per tutti».
«I tempi di risposta sono soggettivi e dipendono dalla situazione di partenza, dal dosaggio e dalla regolarità di assunzione. Per l’ashwagandha gli studi generalmente osservano benefici dopo alcune settimane di utilizzo continuativo, spesso tra 4 e 8 settimane. Per il magnesio, se la stanchezza è legata a una carenza o a un apporto insufficiente, alcuni effetti possono comparire anche prima. Non bisogna aspettarsi un effetto immediato come quello di uno stimolante. Il possibile beneficio deriva da un riequilibrio progressivo dei meccanismi coinvolti nello stress, nel sonno e nel recupero».
«L’ashwagandha è generalmente sconsigliata in gravidanza e durante l’allattamento per mancanza di dati sufficienti sulla sicurezza. Deve essere utilizzata con cautela in caso di patologie autoimmuni, perché può influenzare alcune funzioni del sistema immunitario, e va valutata con il medico in presenza di disturbi della tiroide o se si assumono farmaci specifici. Il magnesio è generalmente ben tollerato, ma è necessario chiedere consiglio al proprio medico in caso di insufficienza renale, perché i reni sono coinvolti nella regolazione dei livelli di questo minerale nell’organismo».