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Assicurazione viaggio Bali e Indonesia: guida 2026


Bali è il posto dove tutti si sentono immortali. Costa poco, sorride sempre, e in due giorni ti ritrovi in sella a uno scooter da cinquanta euro a settimana a scavalcare le risaie in infradito, senza casco, con una patente che a casa vale per la macchina e qui, a rigore, non vale niente. È lì, in quel momento di felicità a due ruote, che si nasconde il vero rischio dell’Indonesia. Non è il ladro, non è la brutta gente: è l’asfalto, è un ospedale che non ti mette una flebo finché non hai pagato o non c’è la tua assicurazione a garantire, ed è un’evacuazione a Singapore che può costare quanto un’automobile. Bali è un paradiso, ma è un paradiso dove la sanità pubblica per te straniero semplicemente non esiste.

In Indonesia io non ci sono ancora stato, e ve lo dico subito così mettiamo le cose in chiaro: questa non è la cronaca di un mio viaggio. Ma da tre anni l’assicurazione la stipulo per ogni viaggio che conta, e Bali è il caso da manuale di come un posto rilassato e a buon mercato ti faccia abbassare la guardia proprio dove non dovresti. In questo articolo vi spiego se l’assicurazione serve davvero, cosa deve coprire una polizza sanitaria e di viaggio per l’Indonesia, e quanto costa mettersi al riparo, a partire dalla cosa che a Bali manda più italiani in ospedale di ogni altra: lo scooter.

In breve

L’assicurazione di viaggio NON è obbligatoria per entrare in Indonesia da turista italiano: si entra con il visto all’arrivo (e-VOA) per 30 giorni, serve il passaporto con almeno 6 mesi di validità e il biglietto di ritorno, più la tassa turistica di Bali. La Farnesina però la raccomanda con forza, e per ottime ragioni: in Indonesia gli stranieri non hanno alcuna assistenza pubblica, gli ospedali non curano senza pagamento anticipato o garanzia dell’assicurazione, i costi possono superare i 100.000 euro e l’evacuazione a Singapore costa decine di migliaia di euro. Il rischio numero uno a Bali è lo scooter: serve la patente giusta (categoria A più permesso internazionale) e il casco, altrimenti la polizza non paga. Serve una copertura con massimale sanitario alto o illimitato, evacuazione e rimpatrio senza tetto, assistenza in italiano e attività a rischio incluse. Heymondo, sul livello Premium, copre le spese mediche in modo illimitato in tutto il mondo, Indonesia compresa. Il preventivo con lo sconto del 10% si fa in due minuti.

Indice dell’Articolo

L’assicurazione di viaggio è obbligatoria per Bali e l’Indonesia?

Rispondo subito, perché è la domanda che porta più confusione: no. Per entrare in Indonesia da turista italiano l’assicurazione di viaggio non è obbligatoria. Il visto turistico si prende all’arrivo, il cosiddetto Visa on Arrival (o e-VOA se lo richiedete online prima di partire): vale 30 giorni, si può rinnovare per altri 30, e costa 500.000 rupie indonesiane, da pagare direttamente in aeroporto. Serve il passaporto con almeno sei mesi di validità residua e due pagine bianche, un requisito che la Farnesina definisce tassativo, più un biglietto di ritorno o di proseguimento. Nessuno vi chiederà una polizza alla dogana.

Attenzione a non fare confusione con i pagamenti, perché sono tre cose diverse. Il VOA è il visto. Da febbraio 2024 chi arriva a Bali paga anche una tassa turistica di 150.000 rupie, una sola volta all’ingresso sull’isola, meglio se saldata prima sul portale ufficiale Love Bali. E poi c’è l’assicurazione, che è una cosa a parte e, ripeto, non è obbligatoria. Chi ricorda l’obbligo assicurativo dei tempi del Covid può stare tranquillo: quel requisito è decaduto, e nella scheda attuale della Farnesina non compare più.

assicurazione viaggio indonesia
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Non obbligatoria non vuol dire inutile, però, e in Indonesia questa distinzione pesa più che in quasi ogni altro posto. La Farnesina la raccomanda in modo esplicito e insistente, e quando avrete letto le prossime righe capirete perché qui una raccomandazione va presa sul serio quanto un obbligo.

Lo scooter a Bali: il rischio numero uno

Comincio da qui perché è la cosa che a Bali fa più danni, e quella su cui più gente si scopre non coperta. A Bali lo scooter è il modo naturale di muoversi, lo noleggiano quasi tutti, e quasi tutti lo fanno con leggerezza. Il problema è doppio. Primo: per guidarlo legalmente serve la patente internazionale abilitata alle due ruote, cioè la categoria A più il permesso internazionale. La sola patente B, quella dell’auto, non basta, e la Farnesina lo mette nero su bianco. Secondo: il casco è obbligatorio, per il conducente e per il passeggero.

Attenzione, questo è il punto che frega più italiani: se guidate lo scooter senza la patente giusta o senza casco e vi fate male, la vostra assicurazione può rifiutarsi di pagare. È una regola di mercato praticamente universale: le polizze coprono gli incidenti alla guida solo se eravate in regola per condurre quel mezzo. Significa che il ragazzo che noleggia il motorino con la sola patente B, come fanno in tanti a Bali, in caso di incidente serio rischia di ritrovarsi con un conto d’ospedale da decine di migliaia di euro e nessuna copertura. Non è cattiveria della compagnia: è che assicurano chi guida in regola, non chi guida come non dovrebbe. Se contate di andare in scooter, mettetevi in regola con la patente A e il permesso internazionale prima di partire, e tenete sempre il casco.

Detto questo, lo scooter a Bali è un’esperienza bellissima, e non sto dicendo di rinunciarci. Sto dicendo di farlo con la patente giusta, il casco in testa e una polizza che, a quel punto, vi copre davvero. È la differenza tra una vacanza e un disastro.

Quanto costa curarsi (e farsi evacuare) in Indonesia

Qui la faccenda diventa seria, ed è il vero motivo di tutto l’articolo. In Indonesia, testuale dalla Farnesina, “gli stranieri non godono di alcuna forma di assistenza sanitaria pubblica”. Il Paese è fuori dall’Unione Europea, la Tessera Sanitaria Europea non vale nulla, e non c’è nessun accordo che vi copra. Pagate tutto voi, e c’è di più: le strutture pubbliche, sempre secondo la Farnesina, non sono paragonabili agli standard occidentali, quindi per un problema serio finirete in una clinica privata internazionale, di quelle di Bali o di Giacarta, che sono buone ma care.

E qui c’è la frase che dovreste rileggere due volte, perché è la Farnesina a scriverla: “indipendentemente dalla gravità delle condizioni del paziente, l’assistenza non viene erogata in assenza di previo pagamento o di relativa garanzia da parte della Compagnia di Assicurazione”. Tradotto: in Indonesia, se non paghi prima o non c’è una compagnia che garantisce per te, non ti curano, per quanto grave sia la situazione. È esattamente il motivo per cui una polizza con una centrale che dà quella garanzia, in Indonesia, non è un comfort, è la chiave che apre la porta dell’ospedale.

Sui costi non devo inventarmi niente, perché li scrive la fonte ufficiale. La Farnesina dice che i prezzi delle cure sono “estremamente elevati e non dissimili da quelli dei Paesi avanzati”, e aggiunge che “il costo di alcuni interventi può superare i 100.000 euro”. E c’è la voce che a Bali fa davvero paura: l’evacuazione medica. Le zone più belle sono spesso remote, i casi gravi si trasferiscono nella vicina Singapore, e la Farnesina avverte che l’evacuazione “può arrivare a costare decine di migliaia di euro”, raccomandando di avere un’assicurazione adeguata e fondi accessibili in tempi rapidi. Contro numeri così, la polizza è la cosa più economica che metterete in valigia.

Bali belly, dengue e rabbia: la salute ai tropici

Oltre allo scooter e all’ospedale, l’Indonesia ha i rischi sanitari dei tropici, che a casa nostra non abbiamo. Vale la pena conoscerli, perché sono la ragione per cui anche un viaggio “tranquillo” può finire dal medico.

Nessun vaccino è obbligatorio per entrare arrivando dall’Italia, ma diversi sono raccomandati: la Farnesina cita tifo, paratifo, epatite A e B e l’antitetanica, mentre la rabbia si valuta in base all’itinerario. La regola vale sempre: le vaccinazioni si decidono con un medico o un centro di medicina del viaggiatore qualche settimana prima di partire.

Vulcani e terremoti: quando salta il volo

C’è un rischio che in Indonesia colpisce il viaggio più che la persona, e rende utile una copertura a cui si pensa poco. L’arcipelago si trova sull’Anello di Fuoco del Pacifico: la Farnesina conta oltre 120 vulcani attivi e circa 4.000 terremoti l’anno, un centinaio dei quali sopra magnitudo 5,5. Il più famoso, per chi va a Bali, è il Monte Agung: nel 2018 ha eruttato emettendo cenere che ha causato la chiusura dell’aeroporto di Denpasar e di scali vicini, lasciando a terra migliaia di passeggeri, e la stessa Farnesina avverte che resta la possibilità di future eruzioni. Più di recente, tra il 2024 e il 2025, le eruzioni di altri vulcani come il Lewotobi hanno di nuovo creato disagi ai voli da e per Bali.

Per un viaggiatore tutto questo ha un nome preciso: voli cancellati. Le nubi di cenere fermano gli aerei, e un’eruzione può bloccarvi in partenza o al ritorno per giorni. Aggiungete i terremoti, come quello che ha colpito duramente Lombok e le Gili nel 2018, e capite perché in Indonesia una copertura per annullamento e interruzione del viaggio non è un accessorio da ricchi: è ciò che vi ripaga i giorni e i soldi persi quando la terra o un vulcano decidono di rimettere in fila i vostri piani.

Immersioni e avventura: le attività da assicurare

L’Indonesia è una delle mete di immersione più belle del mondo, dalle Gili a Nusa Penida fino a Komodo, ed è anche terra di trekking sui vulcani e di surf. Sono proprio le esperienze per cui si parte, ed è qui che scatta la solita trappola delle polizze base, che considerano diving, immersioni e sport d’avventura “attività a rischio” e li lasciano fuori, o li coprono solo con un’estensione dedicata.

C’è poi un dettaglio che i subacquei devono conoscere: la Farnesina ricorda che le camere iperbariche, quelle che servono per trattare un incidente da decompressione, in Indonesia si trovano solo a Giava e a Bali. Se vi immergete alle Gili o a Komodo e qualcosa va storto, potrebbe servire un trasferimento urgente verso l’isola giusta, ed è un altro pezzo del perché qui evacuazione e assistenza contano tanto. Se il vostro viaggio è costruito sotto il pelo dell’acqua o sui vulcani, verificate che quelle attività siano comprese nel livello di polizza che scegliete.

Cosa deve coprire una polizza per l’Indonesia

Messi in fila i rischi, la lista della spesa viene da sé. Non tutte le assicurazioni di viaggio vanno bene per l’Indonesia, e prendere la più economica tanto per averla è un errore. Ecco a cosa guardare, in ordine di importanza.

Perché scelgo Heymondo per l’Indonesia

Arrivo alla polizza che uso io da tre anni, e ve la dico da persona onesta, non da venditore. Per l’Indonesia Heymondo ha le caratteristiche che in quella lista contano davvero: sul livello Premium le spese mediche sono illimitate in tutto il mondo, e “tutto il mondo” comprende l’Indonesia, senza i tetti ridotti che alcune polizze applicano fuori dall’Europa. C’è il rimpatrio sanitario illimitato, fondamentale per un arcipelago fatto di evacuazioni, non ci sono limiti d’età, e c’è l’assistenza in italiano di una centrale operativa vera, che davanti a un ospedale che non ti cura senza garanzia è ciò che ti fa curare.

Sono onesto anche sui limiti e sulle condizioni, perché è un tema serio. Vale anche per Heymondo la regola dello scooter: se guidate il motorino, dovete essere in regola con la patente e il casco, altrimenti nessuna compagnia copre un incidente alla guida, e le attività d’avventura come il diving vanno verificate sul livello che scegliete. Sul bagaglio Heymondo è debole e l’annullamento non è compreso di serie, va aggiunto a parte: e per l’Indonesia, con i vulcani, l’annullamento vale la pena valutarlo davvero. Se volete il quadro completo, con pregi e difetti, l’ho messo nero su bianco nella recensione dedicata a Heymondo. Ma per la copertura che in Indonesia conta di più, quella sanitaria illimitata con evacuazione e assistenza in italiano, se scegliete il livello Premium di Heymondo con le spese mediche illimitate partite con la parte più pesante messa in sicurezza.

Quanto costa un’assicurazione di viaggio per l’Indonesia

Il prezzo dipende da quanti giorni state via, dalla vostra età e dal livello che scegliete, quindi qualsiasi cifra secca sarebbe una bugia. L’ordine di grandezza però è chiaro: per due settimane in Indonesia parliamo di qualche decina di euro, contro un rischio sanitario che, come avete visto, la Farnesina stessa misura in decine di migliaia di euro per la sola evacuazione. Rispetto al costo di un viaggio a Bali, tra volo intercontinentale, alloggi e giri, la polizza è una delle righe più piccole del preventivo, e l’unica che vi copre le spalle sulla voce più cara di tutte.

Per sapere la cifra vera basta mettere le vostre date: come lettori di Dovevado avete lo sconto del 10% già dentro il link, senza codici da copiare. Potete calcolare il preventivo per l’Indonesia con lo sconto del 10% in un paio di minuti, e il prezzo si vede senza doversi registrare.

Quando andare a Bali (e quando comprare la polizza)

Una nota pratica, perché si lega al momento in cui si compra l’assicurazione. In Indonesia ci sono due stagioni: quella secca, da aprile a ottobre, che è il periodo migliore per Bali e per le isole, con clima caldo e più stabile; e quella delle piogge, da ottobre ad aprile, più umida, con possibili fenomeni ciclonici e, non a caso, il picco della dengue. Se potete scegliere, la stagione secca è la più comoda per il mare, il diving e i vulcani.

Sul quando comprare la polizza la regola è semplice e vale sempre: si stipula quando prenotate il volo, non il giorno della partenza. Se scegliete anche l’opzione annullamento, siete protetti già da prima di muovervi, e la copertura decorre dalla data in cui la acquistate, non da quella di partenza. In un Paese dove un vulcano può cancellarvi il volo, comprarla all’ultimo significa rinunciare proprio alla parte che potrebbe servirvi.

Prima di partire: le cose da sistemare

Al di là della polizza, ci sono alcune accortezze che in Indonesia fanno la differenza.

Domande frequenti sull’assicurazione di viaggio per l’Indonesia

L’assicurazione di viaggio è obbligatoria per Bali e l’Indonesia?

No, per il turista italiano non è obbligatoria. Per entrare servono il passaporto con almeno sei mesi di validità, il visto all’arrivo (VOA) e il biglietto di ritorno, più la tassa turistica di Bali: sono cose diverse dall’assicurazione, che non è un requisito d’ingresso. L’obbligo assicurativo dei tempi del Covid è decaduto. La Farnesina raccomanda però vivamente una polizza per motivi sanitari.

Perché a Bali lo scooter è un problema per l’assicurazione?

Perché per guidarlo legalmente serve la patente internazionale abilitata alle due ruote, cioè la categoria A più il permesso internazionale, e il casco è obbligatorio. Se guidate lo scooter senza la patente giusta o senza casco e vi fate male, la maggior parte delle assicurazioni non paga: coprono gli incidenti solo se eravate in regola per condurre il mezzo. È l’errore più comune di chi va a Bali con la sola patente B.

Quanto costa curarsi in Indonesia senza assicurazione?

Molto. La Farnesina scrive che gli stranieri non hanno alcuna assistenza pubblica, che i costi delle cure private sono elevatissimi e che alcuni interventi possono superare i 100.000 euro. In più gli ospedali non erogano le cure senza pagamento anticipato o la garanzia dell’assicurazione, e l’evacuazione medica verso Singapore può costare decine di migliaia di euro, a carico del viaggiatore.

L’assicurazione copre le immersioni e i vulcani in Indonesia?

Non sempre. Molte polizze base considerano diving, trekking sui vulcani e sport d’avventura attività a rischio e le escludono o le coprono solo con un’estensione dedicata. In Indonesia conta anche perché le camere iperbariche, per gli incidenti da decompressione, si trovano solo a Giava e Bali. Se il vostro viaggio è costruito su queste esperienze, verificate il set informativo prima di acquistare.

Heymondo copre l’Indonesia e Bali?

Sì. Sul livello Premium le spese mediche di Heymondo sono illimitate in tutto il mondo, Indonesia compresa, con rimpatrio illimitato e assistenza in italiano, importante dove l’ospedale non cura senza garanzia della compagnia. Come per qualsiasi assicurazione, per essere coperti in scooter dovete guidare in regola con patente A e casco, e le attività come il diving vanno verificate sul livello scelto.

Qual è il periodo migliore per andare a Bali?

La stagione secca, da aprile a ottobre, con clima più stabile: è il periodo migliore per il mare, il diving e i vulcani. La stagione delle piogge, da ottobre ad aprile, è più umida, con possibili fenomeni ciclonici e il picco della dengue. In ogni caso l’assicurazione si stipula alla prenotazione, per attivare subito la copertura annullamento.

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