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Assisi, torna il World Tourism Event: oltre 50 operatori per il turismo dei siti Unesco


Un momento della presentazione

Assisi torna al centro del turismo legato ai siti patrimonio mondiale con la 17esima edizione del World Tourism Event, in programma il 24 e 25 settembre al Palazzo del Monte Frumentario. Il salone internazionale, nato proprio ad Assisi, riunirà oltre 50 operatori italiani e internazionali e si inserisce nelle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Nel 2026 ricorre inoltre il 25esimo anniversario del riconoscimento Unesco di Assisi, ottenuto nel 2000.

Gli eventi Il programma, presentato martedì nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Donini, prevede giovedì 24 settembre un workshop tra operatori italiani e buyer internazionali provenienti, tra gli altri, da Francia, Spagna, Regno Unito, Germania, Paesi Bassi, Belgio, Paesi scandinavi, Austria, Svizzera e Stati Uniti. Per il pubblico saranno aperte gratuitamente, in entrambe le giornate, un’area espositiva dedicata alle destinazioni e ai siti Unesco e un’area per incontri, presentazioni, dimostrazioni ed esperienze. Sono previste anche iniziative rivolte alle scuole.

Turismo sostenibile Al centro della manifestazione ci saranno patrimonio culturale e turismo sostenibile. Giovedì si parlerà di mobilità sostenibile, cammini, ciclovie e collegamenti ferroviari come strumenti per distribuire i flussi turistici sul territorio; venerdì il confronto sarà dedicato agli itinerari culturali e al turismo religioso, con particolare attenzione ai Cammini Francescani. Tra gli interventi è prevista la partecipazione della presidente della Regione Stefania Proietti e dell’assessora regionale al Turismo Simona Meloni. Buyer e giornalisti di settore saranno inoltre coinvolti, a partire dal 22 settembre, in alcuni viaggi alla scoperta dell’Umbria, con l’obiettivo di promuovere non solo Assisi e i siti Unesco, ma anche borghi, aree interne, paesaggio, percorsi naturalistici ed enogastronomia.

Un ritorno a casa «Siamo particolarmente felici che, nell’anno dell’ottavo centenario francescano, il Wte torni ad Assisi – ha detto la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti – È un appuntamento che interpreta molto bene l’idea di Umbria che vogliamo promuovere, una regione da vivere attraverso i borghi, i cammini, il cicloturismo e i siti Unesco». Proietti ha sottolineato anche la necessità di affrontare la tutela dei siti di fronte agli effetti del cambiamento climatico e al rischio sismico. «Il Wte torna a casa, dove è nato ed è stato pensato – ha detto l’assessore al Turismo di Assisi, Fabrizio Leggio -. Una manifestazione di punta per la nostra città, al culmine di un anno di grandi eventi legati non solo all’ottavo centenario francescano, ma anche al 25esimo anniversario del riconoscimento Unesco».

Il programma Tra gli appuntamenti figurano giovedì la visita alla Basilica Superiore e il concerto-racconto dedicato alla tradizione liutaria di Cremona, con il violino Stradivari «The Angel – ex Madrileno» del 1720. In serata, in piazza del Comune, si esibiranno gli Sbandieratori di Assisi. Durante le due giornate sono previste inoltre degustazioni di prodotti umbri e iniziative dedicate alla cucina italiana, riconosciuta patrimonio Unesco nel dicembre scorso, e al jazz, inserito nella lista del patrimonio immateriale dal 2011. Il Wte ospiterà anche tre iniziative legate ai premi. Giovedì sarà assegnato il Premio Mario Bagnara per il Turismo Sostenibile; venerdì debutterà il Kid Pass Award – Destinazioni 2026, dedicato alle mete italiane più attente alle famiglie. Sempre venerdì sarà presentato il premio Symbiosis, dedicato al rapporto tra territori tartufigeni e qualità ambientale.

L’Umbria meno nota «Il Wte punta a mettere in relazione – ha sottolineato Marco Citerbo, amministratore di M&C Marketing Consulting e organizzatore del Wte – il valore universale del riconoscimento Unesco con la dimensione concreta dei territori: un turismo più sostenibile e responsabile. Grazie alla presenza di buyer internazionali avremo l’opportunità di far conoscere l’Umbria nel suo complesso, anche quella meno nota».