15 agosto 2026 | 00:23

“Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle.” (Ap 12,1)
L’odierna Solennità dell’assunzione di Maria al Cielo è paragonata ad un SEGNO GRANDIOSO, quel SIGNUM MAGNUM che costituisce l’incipit dell’introito di una Celebrazione colma di richiami alle gioie celesti, quelle che non avranno mai fine! In questa Solennità la Parola di Dio ci invita a contemplare e lodare Maria, la Madre di Dio, quella donna che fu l’emblema della purezza e della semplicità, ma anche dell’adesione più radicale ad una volontà divina umanamente incomprensibile.
Oggi per la Beata Vergine Maria si avvera la profezia da lei cantata nel Magnificat: “Tutte le generazioni mi chiameranno beata”. Si tratta di un mistero legato alla sua particolarissima unione con Gesù, unione di corpo e di anima, iniziata con l’Annunciazione ed approfondita, nel corso degli anni, con una partecipazione sempre maggiore al mistero del Suo Figlio. Dietro a questo mistero, che illumina di speranza anche la nostra vita, si è snodata l’esistenza ordinaria di una donna vissuta in un contesto storico ben preciso.
La sua fu una vita di preghiera, di lavoro, di frequentazione della sinagoga; ciò che conferiva un valore immenso alla sua quotidianità, analoga a quella vissuta da molti di noi, era la comunione perfetta con Gesù, in ogni parola, azione o comportamento. Tale unione raggiunse il culmine nell’amore, nella compassione e nella condivisione della sofferenza del Figlio, al punto tale da poter essere definita corredentrice del genere umano. Per questo Dio ha voluto renderLa partecipe anche della pienezza della Resurrezione. L’assunzione in anima e corpo, intesa come preservazione dalla corruzione, fu riservata unicamente a Gesù e a Maria, Sua Madre, che ebbe il privilegio di generare il Signore della vita.
Quale messaggio ci è comunicato attraverso la Celebrazione di tale mistero? Innanzitutto ci è rivelata la volontà di un Dio che desidera la salvezza integrale dell’uomo, e l’assunzione di Maria non fa che offrircene conferma precedendoci, da creatura come noi, nella Gloria che ci è stata preparata.
Ancora, ci è ricordata l’unità dell’essere dell’uomo, chiamato a servire e glorificare Dio con tutto se stesso e con ogni sua facoltà; non a caso S. Ireneo di Lione, divinamente ispirato, giunse ad affermare che “Gloria di Dio è l’uomo vivente”. Se saremo stati capaci di perseverare nel servizio di Dio e del prossimo qui sulla terra, anche per noi potrà realizzarsi la promessa di Dio, vale a dire la possibilità, offerta a Sua Madre Maria come primizia, di glorificarLo eternamente in Cielo!
Madre Scolastica Perico o.s.b.
Madre Badessa del Monastero benedettino di Santa Grata