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Assunzioni, soldi e ospedali: 24 ore decisive, Decaro a Roma


L'obiettivo dell'assessorato alla Sanità della Regione Puglia guidato da Donato Pentassuglia è quello di arrivare entro novembre ad avere finalmente il nuovo Piano operativo che riorganizzi, per il prossimo triennio, servizi e attività del sistema sanitario regionale. Il dettaglio è emerso ieri a margine della terza commissione Sanità in Consiglio regionale, dove l'assessore è stato ascoltato su diverse questioni inerenti la riorganizzazione della sanità ionica e l’hospice di Mesagne.

Sulle prospettive del nuovo piano operativo, c'è un orizzonte temporale ben definito, dunque, con un traguardo chiaro: «Si tratta di un procedimento - spiega Pentassuglia - e un'organizzazione che guardi molto di più al territorio, integrando case di comunità e ospedali di comunità entro il 31 dicembre, come abbiamo condiviso con l'unità di missione a Roma, avendo salvaguardato il numero target». Tecnicalità che sono allo studio della Giunta e che per l'assessore devono puntare al merito delle questioni «che tengano insieme territorio e ospedale, la qualificazione dei servizi che qualifica anche la spesa, ma soprattutto che dà risposte certe ai cittadini su dove fare cosa e in un rapporto che si fortifica sempre più tra medici e medicina generale, Regione e specialisti, perché è il medico che dà la sua indicazione e svolge il suo lavoro che è importante per la vita di ogni cittadino e per il benessere della nostra regione».

Una partita che per più di un aspetto si gioca a Roma, e riguarda le risorse del Fondo sanitario nazionale che il governo mette a disposizione delle Regioni. «Su piani assunzionali e delibere in Giunta si stanno facendo tutti gli approfondimenti - ha sottolineato o ancora Pentassuglia - come è giusto che sia, rispetto all'impatto economico finanziario, perché il presidente sapete ci tiene particolarmente, non vuole ritoccare nulla perché arrivando è stato costretto a toccare già l'Irpef. La situazione è quella che conosciamo ma discutiamo ad oggi di un fatto certo: non avere ancora contezza di quant'è il riparto del fondo sanitario nazionale». Oggi intanto a Roma si riunirà la Conferenza dei presidenti di Regione a cui parteciperà il governatore Antonio Decaro. «Il presidente sarà a Roma con tutti i presidenti di Regione per provare a chiudere questo riparto che riguarda il 2026, ma siamo già a fine settembre, e parlare anche del 2027 perché tutte le aziende e le attività serie devono organizzarsi e per organizzarsi c'è bisogno di sapere anche la certezza delle risorse disponibili».

Nel frattempo dopo i primi provvedimenti arrivati sulla riorganizzazione del 118 (Con uno stanziamento di 24 milioni di euro per riconoscere il lavoro svolto dai medici e incentivare nuovi ingressi nel servizio di emergenza urgenza per il 2026, un impegno economico che aggiunge risorse alla cifra stabilita in sede di accordo nazionale per mitigare la storica carenza di medici, e mettere a disposizione dei professionisti che già prestano servizio un budget che consenta di remunerare le ore aggiuntive), si è al lavoro anche sui pronto soccorso, come sottolinea l'assessore: «Sui pronto soccorso stiamo all'interno della riorganizzazione della rete dei servizi, ma sia il pronto soccorso che il 118 diventano da un certo punto di vista un tutt'uno, tutta la rete dell'emergenza urgenza è integrata, sia per le malattie tempo dipendenti, sia perché le persone vanno portate nell'ospedale che può prenderli in cura e questo lo si lo si deve fare rispettando i tempi di percorrenza e di arrivo rispetto ai dati che l'Organizzazione mondiale di sanità e le regole ci mettono a disposizione. Nei prossimi giorni spero di chiudere la delibera per una riorganizzazione dei pronto soccorso inteso che e sto lavorando affinché chi arriva al pronto soccorso e poi fa una consulenza, quel reparto lo possa dimettere e possa, diciamo, sburocratizzare e far diventare minori i tempi di attesa anche in uscita. Questo però garantendo la presa in carico del paziente e anche la responsabilità clinica del procedimento. Quindi ci sono aspetti medico-legali molto particolari e qui, nessuno scaricabarile, ma dobbiamo lavorare tutti insieme per aiutare il cittadino».

In ogni caso, per l’assessore Pentassuglia, la definizione del futuro assetto dei servizi non può avvenire in Commissione, ma deve nascere da una proposta condivisa tra il management delle Asl, le strutture, le organizzazioni sindacali e il territorio, per poi essere portata alla Giunta regionale. La questione riguarda la funzione che il territorio deve assumere nella rete regionale, il rapporto tra pubblico e privato, le condizioni contrattuali e l’eventuale internalizzazione dei servizi.