
Per Luca Attanasio la carriera diplomatica era soprattutto una missione di umanità

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Limbiate (Monza e Brianza), 6 settembre 2026 – Il rischio di non sapere mai chi abbia ucciso l’ambasciatore d’Italia in Congo e il carabiniere che lo scortava, e perché questo sia avvenuto, diventa sempre più concreto. La Procura della Repubblica di Roma ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta aperta sull’agguato mortale del 22 febbraio 2021 nel quale persero la vita l’ambasciatore Luca Attanasio, il militare Vittorio Iacovacci e il loro autista, che lavorava per il World food programme dell’Onu, Mustapha Milambo. Quello che si può annoverare, a tutti gli effetti, come un attacco diretto allo Stato Italiano, che ha colpito il suo massimo rappresentante in un Paese straniero e un membro delle nostre forze armate, rischia di entrare nel lungo elenco dei tanti misteri che costellano la storia recente del nostro Paese, arricchito in questo caso da trame ordite, con buona probabilità, fuori dai confini nazionali.

Luca Attanasio è stato vittima di un agguato nella Repubblica democratica del Congo il 22 febbraio 2021
Più di 5 anni di indagini, testimoni che hanno svelato verità nascoste e coinvolgimento di militari congolesi corrotti, non sono bastati a fare chiarezza sul triplice omicidio. Un’inchiesta ostacolata da un susseguirsi di omissioni e azioni di depistaggio. Eppure, testimoni che erano sul posto nel giorno dell’imboscata la perizia balistica di parte hanno dimosrtato che quella fu un’esecuzione mirata che aveva come obiettivo proprio il nostro diplomatico, smentendo la teoria iniziale del tentativo di rapina finito tragicamente nel sangue. Gli avvocati dei genitori dell’ambasciatore e del fratello di Iacovacci faranno opposizione, come ha annunciato Salvatore Attanasio, limitandosi ad aggiungere: "Penso che i legali che hanno acceso a tutto il fascicolo possano studiare le carte per fare opposizione”.

Il saluto del presidente Sergio Mattarella ai genitori di Luca Attanasio
Già in passato il padre dell’ambasciatore di Limbiate aveva espresso tutte le sue perplessità soprattutto sull’atteggiamento sostanzialmente passivo del Governo Italiano di fronte a questo atto ostile che ha colpito un suo alto rappresentante. “Luca non era un rappresentante politico di parte, era un uomo delle istituzioni che rappresentava l’Italia”, ha rimarcato anche recentemente, auspicando anche per questo un maggiore impegno istituzionale nella ricerca della verità. La scelta dell’opposizione all’archiviazione è una decisione che allarga la frattura, almeno su questo aspetto, con Zakia Seddiki, vedova di Luca Attanasio, che al contrario ha annunciato la decisione di rinunciare.

Luca Attanasio (1977) era ambasciatore in Congo dal 2017
"Le diverse ipotesi che sono state prospettate, anche a livello giornalistico, circa possibili scenari alternativi alla ricostruzione dei fatti emersa dalle indagini, doverosamente verificate dagli inquirenti italiani, non hanno trovato alcun riscontro negli approfondimenti investigativi compiuti”, ha detto Zakia Seddiki, spiegando che “per tale ragione ho deciso, insieme al legale che è stato sempre al mio fianco in questi anni, di non presentare opposizione alla richiesta di archiviazione della Procura e di non chiedere lo svolgimento di ulteriori indagini”. “Lo strazio per la perdita di Luca è irrimediabile e mi accompagnerà tutta la vita ed è costante il dolore per il fatto che le mie adorate figlie stiano crescendo senza il loro straordinario papà. Sono però certa, alla luce degli accertamenti investigativi che sono stati compiuti, che un’ulteriore prosecuzione delle indagini sarebbe del tutto inutile e non varrebbe in alcun modo a lenire tale sofferenza”.
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