Home > Cronaca > Attentato Ranucci, la ex di Lavitola davanti al pm per 10 ore: “Della bomba non sapevo nulla”
Natalia Potenza ha negato di essere in possesso di informazioni sui fatti dell’ottobre 2025
“Della bomba contro Sigfrido Ranucci non ho mai saputo nulla. L’ho scoperto soltanto il giorno dopo l’esplosione”. Con queste parole Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola, ha aperto la lunga audizione davanti al pubblico ministero antimafia di Roma Edoardo De Santis, spiegando ai magistrati di essere rimasta estranea alla pianificazione dell’attentato e di averne appreso l’esistenza soltanto all’indomani del fatto.
Nel corso dell’interrogatorio, durato oltre dieci ore, gli investigatori della Direzione distrettuale antimafia hanno ricostruito soprattutto i rapporti economici tra Lavitola e gli altri personaggi coinvolti nell’inchiesta, oltre alla nascita del ristorante ‘Bistrò Cefalù’ di Monteverde. Proprio l’attività commerciale potrebbe ora finire al centro dell’attenzione del Tribunale per le misure di prevenzione, che su richiesta dei pm antimafia potrebbe valutare un provvedimento finalizzato alla confisca del patrimonio ritenuto riconducibile a Valter Lavitola.
Potenza è stata ascoltata come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta che vede Lavitola, detenuto nel carcere di Rebibbia, accusato di essere il presunto mandante dell’attentato contro l’ex conduttore di “Report”. La donna, assistita dalla propria avvocata e accompagnata dalla sorella, ha risposto a tutte le domande dei magistrati, fornendo chiarimenti sulla gestione delle società e sulle disponibilità economiche riconducibili all’ex compagno. Una parte rilevante dell’audizione ha riguardato i rapporti finanziari con Clelio Tavares e il business dei carbon credit sviluppato in Camerun. I pm hanno cercato di ricostruire flussi di denaro, partecipazioni societarie e l’origine delle risorse impiegate nelle diverse iniziative economiche, verificando la provenienza dei beni e l’eventuale esistenza di intestazioni fittizie.
Agli investigatori sono stati inoltre mostrati documenti contabili relativi sia al ‘Bistrò Cefalù’ sia ad alcune società riconducibili all’universo imprenditoriale di Lavitola. Il materiale sarà ora analizzato dalla Guardia di finanza e dagli uffici della Dda per verificare la corrispondenza tra movimentazioni bancarie, proprietà e investimenti. L’attenzione degli inquirenti resta concentrata proprio sul ristorante aperto circa dieci anni fa nel quartiere Monteverde Vecchio.
Al termine dell’audizione, conclusa in serata, Natalia Potenza ha lasciato piazzale Clodio a bordo di un taxi. Per evitare fotografi e troupe televisive in attesa davanti all’ingresso principale, la donna è uscita da un varco secondario del Palazzo di giustizia, senza rilasciare dichiarazioni ai cronisti. Gli esiti degli accertamenti patrimoniali saranno valutati nelle prossime settimane dai magistrati della Dda.