Domenico De Rosa, Cavaliere del Lavoro e CEO del gruppo SMET, torna a intervenire sul futuro dell’industria automobilistica globale con una riflessione netta: “L’automotive mondiale non sta più cambiando. È già cambiato”. Secondo De Rosa, i dati del primo semestre 2026 certificano una trasformazione che fino a pochi anni fa sembrava improbabile, con quattro gruppi automobilistici cinesi ormai stabilmente nella Top 10 mondiale per volumi di vendita.
Nella classifica dei principali costruttori automobilistici globali per volumi di vendita figurano già quattro gruppi cinesi: SAIC, BYD, Geely e Chery. Per De Rosa “non sono più nuovi protagonisti emergenti”, ma “una componente strutturale dell’industria automobilistica globale”. Un cambiamento che, sottolinea il manager, non è più una previsione ma un dato di fatto già consolidato nei numeri del primo semestre 2026.
Per De Rosa il dato più rilevante non è la classifica in sé, ma il punto in cui si è spostata la competizione mondiale. Oggi, spiega, il vantaggio competitivo nasce “dalla capacità di controllare l’intera filiera, dalle materie prime alle batterie, dai semiconduttori al software, fino all’intelligenza artificiale e ai veicoli definiti dal software”. È su questo terreno, sostiene il CEO di SMET, che si gioca la partita industriale dei prossimi anni.
Mentre la Cina costruiva “con metodo” questo ecosistema industriale, secondo De Rosa l’Europa ha scelto una strada diversa, affidando “gran parte della propria politica industriale a vincoli normativi, obiettivi regolatori e all’accelerazione verso un’unica tecnologia”, fissando il superamento del motore a combustione interna senza sviluppare “con la stessa determinazione un percorso fondato sulla neutralità tecnologica”. Una scelta che De Rosa definisce “una rovinosa scelta strategica”, capace di indebolire progressivamente quello che per oltre un secolo è stato uno dei pilastri della leadership industriale europea nel mondo: il motore termico.
Secondo l’analisi di De Rosa, la transizione avrebbe dovuto favorire lo sviluppo parallelo di tutte le soluzioni disponibili. Motori termici evoluti, ibridi, biocarburanti, carburanti sintetici, idrogeno ed elettrico avrebbero dovuto competere “attraverso innovazione, efficienza e consenso del mercato”, e non essere selezionati “principalmente attraverso scelte regolatorie”. Un principio di neutralità tecnologica che, nella lettura del manager, non è stato applicato con sufficiente coerenza nelle politiche industriali europee degli ultimi anni.
Nel frattempo, ricorda De Rosa, la Cina “investiva da decenni in batterie, semiconduttori, software, intelligenza artificiale, materie prime strategiche e controllo dell’intera supply chain”. Il risultato, scrive il CEO di SMET, “è sotto gli occhi di tutti”: la Cina non compete più sul costo del lavoro, ma “sulla tecnologia, sulla velocità di sviluppo, sulla capacità produttiva e sull’integrazione industriale”.
Nella sua riflessione, De Rosa riconosce che l’Europa “conserva ancora marchi straordinari, competenze ingegneristiche uniche e una storia industriale che ha segnato l’automobile moderna”. Ma, avverte, “questo patrimonio, da solo, non regge più”: il nuovo equilibrio competitivo si è già formato e sono oggi i costruttori cinesi “a dettare il ritmo dell’innovazione in una parte crescente del mercato mondiale”. Per questo, conclude il manager, se l’Europa non rivede “profondamente la propria politica industriale, recuperare il terreno perduto sarà impossibile”.
Domenico De Rosa è Cavaliere del Lavoro e CEO del gruppo SMET, realtà italiana attiva nel settore della logistica e dei trasporti, noto per i suoi interventi pubblici sulle politiche industriali europee legate alla mobilità.
Secondo i dati del primo semestre 2026 citati da De Rosa, i quattro gruppi cinesi presenti nella Top 10 mondiale per volumi di vendita sono SAIC, BYD, Geely e Chery.
De Rosa individua il vantaggio competitivo nella capacità di controllare l’intera filiera produttiva: dalle materie prime alle batterie, dai semiconduttori al software, fino all’intelligenza artificiale e ai veicoli definiti dal software.
Perché, a suo giudizio, l’Europa ha puntato su vincoli normativi e sul superamento del motore a combustione interna senza sviluppare con pari determinazione un percorso basato sulla neutralità tecnologica tra le diverse soluzioni disponibili.
Un approccio in cui motori termici evoluti, ibridi, biocarburanti, carburanti sintetici, idrogeno ed elettrico competono sul mercato attraverso innovazione ed efficienza, senza che la scelta tecnologica sia definita principalmente da vincoli regolatori.
Secondo De Rosa la Cina non compete più sul costo del lavoro, ma su tecnologia, velocità di sviluppo, capacità produttiva e integrazione industriale, grazie a decenni di investimenti in batterie, semiconduttori e intelligenza artificiale.
Rate this post
Motorionline.com è stato selezionato dal nuovo servizio di Google News, se vuoi essere sempre aggiornato sulle nostre notizie
Seguici qui