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Avvelenate con la ricina, Matteo Bassetti: «Mamma e figlia esposte a dosi elevate di veleno. Gli anticorpi possono scomparire»


Il giallo di Pietracatella resta aperto. La morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, uccise dalla ricina, continua a sollevare interrogativi scientifici e investigativi a mano a mano che emergono nuovi dettagli. A fare chiarezza sulla sostanza e sulle evidenze scientifiche emerse finora è stato il professore Matteo Bassetti, medico infettivologo, intervenuto come ospite di Manuela Moreno nella trasmissione La Vita in Diretta in onda su Rai 1.

«Esposte a grandi quantità di ricina»

L'esperto ha innanzitutto evidenziato i meccanismi di tossicità della sostanza e i riscontri di laboratorio: «La ricina è un veleno che va trattato con estrema cautela: l'intossicazione letale può avvenire non solo per ingestione, ma anche attraverso l'inalazione. Riguardo a questa vicenda, il Robert Koch Institute di Berlino ha rilevato tracce della sostanza all'interno del tessuto gastrico: un dato che indicherebbe per le due vittime un'esposizione a quantità molto elevate di veleno».

Il rebus degli anticorpi

Il focus dell'approfondimento si è poi spostato sugli altri componenti del nucleo familiare. In particolare, Moreno ha chiesto se il fatto che non siano risultati gli anticorpi alla ricina in Gianni Di Vita e nell'altra figlia possa escludere in modo totale un contatto con la sostanza.

Su questo punto cruciale, Bassetti ha spiegato la peculiarità biologica della risposta immunitaria: «Esclude un contatto con la ricina ma bisogna vedere quando sono stati fatti gli accertamenti, perché gli anticorpi della ricina, a differenza degli anticorpi per i virus che poi rimangono presenti per tutta la vita, possono scomparire.

Quindi se il prelievo di sangue fatto al marito e alla figlia è stato fatto molto vicino all'esposizione, potrebbero esserci gli anticorpi, se invece è stato fatto tanto tempo dopo potrebbero essersi persi gli anticorpi».
Ultimo aggiornamento: giovedì 3 settembre 2026, 20:44

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