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Azioni del lusso, è tempo di comprare? Dopo il -21,6% del settore gli analisti scelgono i titoli da puntare


Di PNA

Cosa fare con le azioni europee del settore del lusso: approfittare del calo sofferto dai titoli nel corso del 2026 o aspettare? E quali azioni comprare, in base alla strategia dello stock picking? Le domande continuano a tenere banco tra gli investitori che guardano al comparto, nello specifico ai suoi nomi più illustri: da Lvmh a Hermès, Ferrari, Kering, Moncler e Brunello Cucinelli, presenti nello Stoxx Europe Luxury 10 Index.

Lvmh ai minimi dal 2020: Hsbc invita ad aspettare

Il trend dell’indice conferma la fase di debolezza delle azioni: la performance è stata di un calo del 21,6% dall’inizio del 2026. I sell sono continuati agli inizi di settembre, come dimostrano le azioni Lvmh che, alla Borsa di Parigi, sono scivolate fino a testare il minimo dal 2020.

Le pressioni sul titolo sono proseguite nei giorni successivi, anche a causa della nota diffusa lo scorso 9 settembre dagli analisti di Hsbc, che hanno annunciato un downgrade sui rating assegnati alle azioni – così come a quelle della rivale Burberry – da “Buy” a “Hold”. Gli esperti hanno motivato la mossa con la visibilità a loro avviso limitata sul secondo semestre del 2026. La scure si è abbattuta anche sui target price: quello sulle azioni Lvmh è stato tagliato da 600 a 490 euro e quello su Burberry è stato abbassato da 1.350 a 1.200 pence.

“Riteniamo che sia il momento di prendere fiato su alcuni titoli finché il momentum non migliora in modo più visibile”, hanno scritto gli analisti di Hsbc, avvertendo che gli smobilizzi che hanno colpito i titoli del lusso non hanno creato ancora una opportunità di ingresso. Non solo: “Crediamo che il secondo semestre 2026 non sarà più roseo e potrebbe rivelarsi più difficile da gestire”, ha aggiunto il team, indicando la debolezza che sta caratterizzando la Cina continentale, il rallentamento della crescita delle vendite in Corea del Sud e nel Nord America e la reazione negativa sui social alla disputa tra Lvmh e Molly Tea, con la prima che ha intentato una causa per violazione del marchio contro la catena cinese di bubble tea.

Il caso Molly Tea

Il contenzioso ha scatenato sui social una furia tale da penalizzare le vendite in Cina di Luis Vitton, come ha fatto notare Junheng Li, ad di JL Warren Capital. Le vendite sono scese a doppia cifra anche “ad agosto, sebbene il calo si sia ridotto a un ribasso atteso a -20%-25% rispetto -30% di luglio”. Il quadro è deprimente anche per le vendite in Cina di Gucci e di Hermes. JL Warren stima infatti che le vendite di Gucci (marchio della galassia Kering) siano calate del 20% a luglio e del 10% ad agosto e che quelle di Hermes abbiano sofferto una flessione nei due mesi, pari rispettivamente a circa il 5% e a circa il 13%.

In questo contesto, il consiglio sul settore del lusso di Anne-Laure Bismuth, analista di Hsbc, è stato così chiaro: “Gli investitori non dovrebbero acquistare un titolo perché le sue valutazioni appaiono attraenti o perché i margini stanno salendo, ma perché sta migliorando la dinamica della crescita delle vendite”.

Molto cauti anche gli analisti di Bank of America, che hanno motivato la loro prudenza con i dati relativi al terzo trimestre – che stanno portando a presagire un calo della domanda per i beni di lusso di circa 3 punti percentuali rispetto al secondo trimestre – e con la debolezza presente negli Stati Uniti e nei principali mercati asiatici.

Serve ancora selettività

Equita ha evidenziato che, se da un lato le valutazioni più convenienti hanno migliorato il profilo rischio/rendimento del comparto del lusso, dall’altro l’incertezza sulla crescita suggerisce un approccio selettivo verso i singoli titoli. Vero che le buone notizie non sono mancate – la Sim ha menzionato “un newsflow rassicurante” -, come dimostra la “leggera accelerazione sequenziale della crescita organica nel secondo trimestre, rispetto al primo trimestre”. Tuttavia, “la visibilità sulla conferma di trend di crescita simili nel secondo semestre è ancora limitata, considerando la base di confronto più difficile e il contesto macro e geopolitico”.

Di conseguenza, pur a fronte di “valutazioni meno care”, puntare sull’intero settore sarebbe prematuro. Gli analisti hanno confermato comunque la loro preferenza per i titoli Cucinelli, Moncler e Prada. C’è poi un titolo del lusso che piace agli analisti di Berenberg, Bernstein e Deutsche Bank: è quello del gigante francese Hermès, le cui azioni sono considerate “Buy”, come si legge nell’articolo di This is Money.

Spicca anche Richemont, gruppo svizzero attivo nella gioielleria con marchi come Cartier e Van Cleef & Arpels anche perché, in un mercato in cui le borse sono diventate molto costose, bracciali e collane sembrano relativamente più accessibili e consentono inoltre agli acquirenti di detenere oro in un momento di forti tensioni geopolitiche. Anche Rolex e gli altri orologi di lusso sembrano essere considerati un investimento appetibile; fattore positivo per le azioni della britannica Watches of Switzerland, già balzate del 38% dall’inizio dell’anno. Gli investitori sembrano condividere il punto di vista del ceo David Hurley: “Il tuo iPhone ti dirà l’ora con maggiore precisione, ma un orologio è un simbolo di successo”.