Bagnini pagati dai due ai cinque euro lordi all'ora, al di sotto delle soglie minime previste dai contratti collettivi nazionali. Ragazzi anche molto giovani, spesso alla prima esperienza di lavoro, costretti a restituire in contanti parte dei compensi ricevuti e attestati in busta paga. Soldi che sarebbero poi stati usati per pagare "in nero altri lavoratori" reclutati per appuntamenti musicali e feste.
È quanto accadeva in uno stabilimento balneare di Bari. A scoprirlo sono stati i finanzieri che hanno iscritto nel registro degli indagati quattro persone, di età compresa tra 30 e 50 anni, nessuna con precedenti, accusate di associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro. Si tratta di tre responsabili della società che gestiva il lido e di un consulente del lavoro che avrebbe "aggiustato le buste paga per far quadrare i conti", spiega una nota della Guardia di finanza. Il professionista è stato interdetto per sei mesi dall'esercizio della sua attività. Gli altri indagati sono due uomini e una donna, tra loro il proprietario e amministratore delegato della società a cui è stato notificato il divieto di esercitare per un anno l'attività imprenditoriale. L'intero compendio societario costituto da immobili, autovetture, rapporti finanziari e una concessione demaniale, è stato sequestrato e affidato a un amministratore giudiziario.
"Da una parte c'è chi si sta arricchendo sulla forte crescita del brand turistico della città dall'altra, quasi sempre i lavoratori, c'è chi paga un prezzo al sistema distorto di fare impresa". Lo afferma in una nota il segretario generale della Cgil Bari, Domenico Ficco, in riferimento all'operazione della guardia di finanza che, in un lido del capoluogo pugliese, ha scoperto la presenza di bagnini pagati da due a cinque euro l'ora. Quattro persone sono state iscritte nel registro degli indagati. "Non è purtroppo l'unico caso in un settore segnato da altissimi tassi di evasione contrattuale, previdenziale e fiscale - prosegue Ficco -. Questo accade quando si disinveste sugli organismi ispettivi, si tagliano risorse alle Asl e alle strutture preposte al controllo di prevenzione, quando nel discorso pubblico caro alle destre il lavoro è mero strumento al servizio del profitto e non mezzo per emanciparsi e costruire percorsi di vita dignitosi".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA