PADOVA - È entrato in terapia intensiva in condizioni critiche ed è uscito senza vita, accolto dalle lacrime straziate della sua famiglia. Un bambino di soli tre mesi è morto all'ospedale di Padova e il sospetto è che sia stato colpito da una forma fulminante di meningite. Per confermarlo bisognerà però attendere gli esiti degli esami effettuati. È successo martedì e nella stessa giornata è stato dato il via libera all'espianto e alla donazione di tutti gli organi. Continuerà a vivere nel corpo di altri bimbi.
Il piccolo era arrivato in condizioni disperate in ospedale e ha passato le sue ultime ore di vita attaccato alle macchine, in uno stato di incoscienza, in un letto della Terapia intensiva pediatrica diretta dalla dottoressa Angela Amigoni.
I medici del nuovissimo ospedale Salus Pueri le hanno provate tutte ma non è bastato: troppo gravi i danni riportati da quella patologia così aggressiva per un corpo piccolo e debole come quello di un bimbo di tre mesi. Quelle stesse macchine che avevano dato speranza sono state staccate quando si è capito che non c'era più niente da fare.
La meningite nei bambini molto piccoli si presenta come una grave infezione che interessa le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Nei casi più gravi può essere fatale anche in presenza di cure tempestive.
Impossibile però per adesso avere altre certezze cliniche. Dopo la morte la presenza di meningite viene accertata attraverso un esame autoptico e le successive analisi di laboratorio sui tessuti e sui fluidi corporei prelevati dal corpo senza vita. Bisogna attendere.
I segnali che si manifestano più frequentemente sono febbre alta, pianto continuo, irritabilità estrema, sonnolenza eccessiva o difficoltà a svegliarsi. E poi ancora: rifiuto del cibo, fontanella gonfia (la parte molle sulla testa del neonato), rigidità del corpo o flaccidità improvvisa.
La vaccinazione è lo strumento più efficace per prevenire le forme più pericolose e frequenti. Resta poi fondamentale una diagnosi precoce: in presenza di sintomi sospetti è fondamentale recarsi immediatamente al pronto soccorso. La causa dell’ultimo tremendo episodio va accertata, ma in ogni caso la corsa disperata in ospedale non è bastata.