Il 23 agosto 1931 nasceva a Tucson Barbara Eden, che oggi compie 95 anni. Dalla gavetta tra canto e televisione a Stella di fuoco con Elvis Presley, da Viaggio in fondo al mare ai 139 episodi di Strega per amore, il ritratto dell’attrice che nei panni di Jeannie è diventata una delle icone più riconoscibili della cultura pop. Ma la sua carriera non si è fermata alla celebre bottiglia: cinema, musical, Harper Valley P.T.A., il ritorno accanto a Larry Hagman in Dallas, Sabrina, vita da strega, teatro e libri. E a 95 anni Barbara Eden guarda ancora avanti: vuole continuare a recitare e sogna persino un ruolo da cattiva
Seguici su:
Novantacinque anni e ancora qualche desiderio da esaudire.
Per Barbara Eden, del resto, la faccenda dovrebbe risultare piuttosto semplice. Basta incrociare le braccia, inclinare appena la testa e sbattere le palpebre. Almeno secondo la liturgia televisiva di Strega per amore.
Solo che stavolta il desiderio è suo.
Alla vigilia del novantacinquesimo compleanno, l'attrice ha raccontato di essere ancora interessata a recitare e di avere persino una piccola aspirazione professionale: interpretare una cattiva. Potrebbe essere davvero perfida, ha scherzato ricordando la maliziosa sorella bruna di Jeannie che interpretava nella serie. A una condizione: che il personaggio sia scritto bene.
Insomma, Barbara Eden non è ancora pronta a rientrare nella bottiglia.
E forse è questo il modo migliore per festeggiare un'attrice nata il 23 agosto 1931, capace di attraversare oltre settant'anni di spettacolo senza farsi imprigionare dal personaggio che l'ha resa immortale.
O quasi.
Barbara Eden in Strega per amore - ©Getty
Barbara Jean Morehead nasce a Tucson, in Arizona. Dopo il divorzio dei genitori, la madre si risposa e lei assume per alcuni anni il cognome Huffman. La famiglia passa dall'Arizona a El Paso e infine a San Francisco, città nella quale Barbara cresce.
Per decenni molte biografie indicarono erroneamente il 1934 come anno della sua nascita. Quello corretto è il 1931.
La Grande Depressione non è soltanto un'espressione da manuale di storia, ma qualcosa che attraversa materialmente la sua infanzia. In casa il denaro è poco e la madre intrattiene le figlie cantando.
Forse anche per questo Barbara scopre molto presto la musica.
Studia canto al San Francisco Conservatory of Music, frequenta corsi di recitazione e si esibisce con alcune band della Bay Area. Nel 1951 viene incoronata Miss San Francisco.
A questo punto il copione potrebbe già sembrare scritto: la bella ragazza bionda parte alla conquista di Hollywood.
Solo che Eden non possiede esclusivamente il physique du rôle. Sa cantare, sa ballare, possiede un notevole senso della commedia e soprattutto comprende presto uno dei segreti più difficili dello spettacolo: la leggerezza non è sinonimo di facilità.
Talvolta richiede un lavoro enorme per sembrare naturale.
pubblicità
Barbara Eden approda alla televisione nella seconda metà degli anni Cinquanta. Compare in serie diventate patrimonio dell'immaginario americano come Lucy ed io, Perry Mason, Gunsmoke, La pattuglia della strada, Papà ha ragione e più tardi Gli uomini della prateria, dove incrocia anche un giovane Clint Eastwood.
Il debutto cinematografico arriva invece con Ritorno dall'eternità di John Farrow, nel 1956.
Nel 1957 conquista il primo ruolo televisivo davvero importante con Loco Jones nella serie How to Marry a Millionaire, ispirata a Come sposare un milionario, la commedia di Jean Negulesco interpretata quattro anni prima da Lauren Bacall, Betty Grable e Marilyn Monroe.
Qui occorre fare un piccolo ma doveroso esercizio di filologia hollywoodiana: Loco Jones riprende soprattutto Loco Dempsey, il personaggio interpretato da Betty Grable, non quello di Marilyn Monroe.
Hollywood comincia ad accorgersi seriamente di Barbara.
La 20th Century Fox la mette sotto contratto. Nel 1959 Raoul Walsh la dirige ne La moglie sconosciuta. Nel 1960 compare in Dalla terrazza con Paul Newman, ma soprattutto recita accanto a Elvis Presley in Stella di fuoco, western diretto da Don Siegel.
Molti decenni dopo Eden avrebbe ricordato Elvis come un collega gentile, professionale e puntuale. Durante le riprese Presley le chiese persino qualche consiglio sentimentale: frequentava allora Priscilla Beaulieu e si interrogava sulla possibilità di conciliare una relazione stabile con una vita sotto i riflettori.
Persino il Re del rock, ogni tanto, aveva bisogno di un genio della lampada.
156481794
Gli anni immediatamente precedenti a Strega per amore sono tutt'altro che vuoti.
Nel 1961 Eden interpreta Cathy Connors in Viaggio in fondo al mare di Irwin Allen. Seguono Avventura nella fantasia, diretto da Henry Levin e George Pal, e Cinque settimane in pallone, ancora per la regia di Allen.
Nel 1964 arrivano Le 7 facce del Dr. Lao e soprattutto La più allegra avventura, con Tony Randall.
Il titolo originale di quest'ultimo è The Brass Bottle.
La bottiglia d'ottone.
Dentro c'è un genio.
A volte il destino, quando decide di anticipare il futuro, possiede la discrezione di un cartellone pubblicitario.
Proprio dopo aver visto Barbara Eden in quel film, Sidney Sheldon la sceglierà per il ruolo destinato a cambiarle la vita.
Viaggio in fondo al mare
pubblicità
Nel 1965 Sidney Sheldon sta preparando per NBC una sitcom fantastica.
Cerca una protagonista. Ha preso in considerazione numerose bellezze brune e reginette dei concorsi, finché incontra Barbara Eden.
La bionda vince.
Nasce I Dream of Jeannie, ribattezzata in Italia Strega per amore. Eden interpreta Jeannie, un genio millenario liberato dalla propria bottiglia dall'astronauta Anthony Nelson, interpretato da Larry Hagman, molti anni prima che l'attore diventasse il luciferino J.R. Ewing di Dallas.
La serie debutta nel 1965 e dura cinque stagioni, fino al 1970, per un totale di 139 episodi. I primi 30 sono girati in bianco e nero, i successivi a colori.
Per Jeannie, Barbara Eden riceve due candidature ai Golden Globe, nel 1967 e nel 1970.
A questo proposito urge anche un'altra precisazione filologica.
Il titolo italiano parla di una “strega”.
Ma Jeannie non è affatto una strega.
È un genio, la declinazione femminile del djinn delle tradizioni mediorientali. Insomma, se vogliamo fare i saputelli — e ogni tanto è salutare — la stregoneria non c'entra quasi nulla.
Però Strega per amore suonava benissimo.
E la televisione, si sa, può essere assai più potente della filologia.
Il gesto è elementare.
Braccia incrociate. Un piccolo movimento della testa. Un battito di ciglia.
Poof.
Il mondo cambia.
Quella gestualità è diventata uno dei segni più immediatamente riconoscibili della televisione americana del Novecento, al pari del sigaro del tenente Colombo o del divano dei Simpson.
Poi c'è il costume.
Pantaloni harem rosa, corpetto, veli, codino alto. Una fantasia orientale filtrata attraverso l'America televisiva degli anni Sessanta. Un outfit diventato così iconico da sopravvivere alla serie e trasformare Eden in una sorta di pin-up domestica: sexy ma rassicurante, trasgressiva quanto basta per far sognare e non abbastanza per turbare seriamente il tinello della middle class.
Oggi quel mondo materiale appartiene persino alla storia ufficiale della cultura americana: Barbara Eden ha donato al National Museum of American History dello Smithsonian la bottiglia di Jeannie e alcuni elementi del costume legati alla serie.
Il kitsch, quando resiste abbastanza a lungo, diventa archeologia.
pubblicità
Può sembrare surreale oggi, ma negli anni Sessanta l'ombelico di Barbara Eden diventò quasi una questione di Stato.
O almeno di network.
Gli standard televisivi della NBC erano rigidissimi: il costume di Jeannie doveva nascondere l'ombelico e perfino i pantaloni venivano controllati perché le gambe non risultassero troppo visibili attraverso il tessuto.
Eden stessa ha raccontato più volte quella curiosa battaglia combattuta intorno a pochi centimetri di epidermide.
La questione fa sorridere, ma fotografa perfettamente l'America dell'epoca.
La rivoluzione sessuale sta bussando alla porta, la minigonna invade le strade, Hollywood si prepara ad abbandonare definitivamente il Codice Hays, ma in prima serata un ombelico femminile può ancora costituire una minaccia all'ordine costituito.
Jeannie vive dunque in un curioso limbo erotico.
Ha il ventre scoperto ma l'ombelico censurato. Chiama Tony “Master”, padrone, ma nella maggior parte degli episodi è lei a possedere i poteri. Sembra incarnare una fantasia maschile di obbedienza, eppure dispone di strumenti infinitamente superiori a quelli dell'uomo a cui dovrebbe obbedire.
Un paradosso che probabilmente spiega parte della longevità del personaggio.
Jeannie sembra docile.
Ma potrebbe trasformare il salotto in un cammello con un battito di ciglia.
Conviene essere gentili.
C'è poi un'altra piccola magia, questa volta priva di effetti speciali.
Proprio il giorno in cui la serie ottiene il via libera, Barbara Eden scopre di essere incinta. Convinta di dover rinunciare al ruolo, avverte immediatamente Sidney Sheldon.
Il produttore decide invece di non sostituirla.
Eden gira tredici episodi mentre aspetta il figlio Matthew. Per nascondere la gravidanza vengono utilizzati veli, foulard e accorgimenti di regia. Lei stessa avrebbe poi scherzato sul risultato dicendo di sembrare, con il procedere dei mesi, una tenda ambulante.
Il dettaglio rende ancora più interessante l'immagine di Jeannie.
Una delle icone sexy per eccellenza della televisione americana nasce mentre l'attrice che la interpreta è incinta.
Hollywood è anche questo: l'arte sopraffina di nascondere la realtà per fabbricare un'immagine destinata a sembrare eterna.
pubblicità
La chimica tra Eden e Larry Hagman è uno dei segreti di Strega per amore.
Tony Nelson tenta disperatamente di mantenere un'esistenza normale. Jeannie lo ama e, proprio per questo, trasforma sistematicamente la normalità in una catastrofe variopinta.
La dinamica funziona perché Eden interpreta la magia con assoluta innocenza e Hagman reagisce con crescente esasperazione.
Nel corso degli anni il rapporto tra i personaggi cambia, fino al matrimonio.
Una scelta narrativa che Barbara Eden non ha mai amato.
Secondo l'attrice, sposare Jeannie e Tony finiva per infrangere proprio la logica fantastica alla base della serie: lei non era umana, lui lo sapeva e quella distanza costituiva uno degli ingredienti essenziali del gioco.
In fondo, aveva ragione.
Certe tensioni romantiche vivono meglio nell'attesa.
Romeo e Giulietta con mutuo, bollette e riunione di condominio probabilmente sarebbero durati meno di cinque atti.
Quando interpreti per 139 episodi un personaggio così popolare, il rischio è gigantesco.
Il pubblico finisce per confondere la persona con il costume.
Barbara Eden, invece, continua a lavorare e soprattutto non trascorre la vita tentando di assassinare simbolicamente Jeannie.
Non ha mai rinnegato il personaggio.
Una scelta assai più intelligente dell'abituale lamento dell'attore condannato dal proprio successo.
La riconoscenza, dopotutto, non è una malattia professionale.
Negli anni Settanta Eden cerca anche registri lontani dalla commedia. Recita nuovamente con Hagman nel thriller televisivo A Howling in the Woods. Ne Uno straniero con noi interpreta una donna misteriosamente incinta a causa di un'entità extraterrestre. In Stonestreet: Who Killed the Centerfold Model? è invece una ex poliziotta diventata investigatrice privata.
Nel 1978 arriva al cinema Harper Valley P.T.A., seguito qualche anno dopo dall'omonima serie televisiva, nella quale Eden interpreta Stella Johnson.
Jeannie è uscita dalla bottiglia.
E sa camminare benissimo con le proprie gambe.
pubblicità
Naturalmente Jeannie non scompare del tutto.
E sarebbe stato quasi impossibile.
Barbara Eden torna a interpretarla nel film televisivo Strega per amore - 15 anni dopo, trasmesso nel 1985. Nel 1991 indossa nuovamente i veli in Ancora strega per amore.
Non sono soltanto operazioni nostalgiche.
Dimostrano quanto il personaggio sia ormai diventato più grande della serie originaria: un'immagine autosufficiente, riconoscibile anche da chi magari non saprebbe indicare il nome di un singolo episodio.
Una bottiglia.
Un costume rosa.
Un battito di ciglia.
Tre elementi e il Novecento televisivo riappare.
Nel 1990 accade qualcosa che per gli spettatori cresciuti con Strega per amore possiede il sapore di una raffinata congiunzione astrale.
Barbara Eden arriva a Dallas.
Larry Hagman ha ormai abbandonato da tempo la divisa dell'astronauta Anthony Nelson ed è diventato J.R. Ewing, uno dei più memorabili bastardi della storia della televisione.
Eden interpreta LeeAnn de la Vega, miliardaria decisa a vendicarsi proprio di J.R.
Quasi trent'anni prima Tony Nelson ordinava a Jeannie di non usare la magia.
Adesso è troppo tardi.
La vendetta, d'altronde, è un piatto che si serve freddo.
Possibilmente dopo essere rimasto qualche decennio dentro una bottiglia.
pubblicità
Il destino, evidentemente, possiede anche un discreto senso dell'umorismo.
Tra il 2002 e il 2003 Barbara Eden compare in Sabrina, vita da strega, stavolta davvero una serie sulle streghe.
Interpreta la matriarca Irma, personaggio autoritario e decisamente poco accomodante.
Insomma, dopo essere stata per anni una “strega” soltanto nel titolo italiano di Strega per amore, finisce finalmente dentro un universo dove la magia appartiene davvero alla stregoneria.
E soprattutto può permettersi un lato più arcigno.
Forse il desiderio recentemente espresso da Eden di interpretare oggi una cattiva non nasce poi così dal nulla.
Il seme era già stato piantato.
La carriera di Barbara Eden non è fatta soltanto di cinema e televisione.
Prima ancora di diventare attrice sognava di cantare. Nel 1967 pubblica l'album Miss Barbara Eden. È ospite di numerosi show televisivi, lavora con Bob Hope, si esibisce a Las Vegas e affronta in teatro musical come The Sound of Music, Annie Get Your Gun, South Pacific e Gentlemen Prefer Blondes.
Il palcoscenico resterà una presenza costante.
Tra i testi più amati c'è Love Letters di A.R. Gurney, rappresentato nel corso degli anni accanto a Larry Hagman, Barry Bostwick e Hal Linden.
E non si tratta soltanto di un ricordo.
Il 22 novembre 2025, a 94 anni, Eden è tornata ancora una volta sul palco insieme a Linden all'El Portal Theatre di North Hollywood. La serata ha registrato il tutto esaurito e si è conclusa con una standing ovation.
Altro che pensione.
pubblicità
Nel 2011 Barbara Eden pubblica con Wendy Leigh l'autobiografia Jeannie Out of the Bottle.
Il titolo è quasi inevitabile.
Per una volta, però, dalla bottiglia non esce il personaggio.
Esce la donna.
Il libro racconta Hollywood, gli incontri con star come Elvis Presley e Clint Eastwood, il rapporto non sempre semplice con Larry Hagman, ma anche le zone più dolorose della vita privata. La prima edizione viene pubblicata da Crown nel 2011 e il volume entra nella lista dei bestseller.
Tra le ferite più profonde c'è la morte nel 2001 del figlio Matthew Ansara, avuto dal primo marito Michael Ansara e scomparso a 35 anni per un'overdose di eroina.
Una tragedia enorme che Eden ha raccontato negli anni senza indulgere nel melodramma.
Forse anche questo impedisce di considerare la sua eterna immagine sorridente soltanto zucchero filato televisivo.
Dietro lo chiffon rosa c'è una donna che conosce perfettamente la differenza tra magia e vita.
Ed eccoci al presente.
Barbara Eden compie 95 anni il 23 agosto 2026.
Ma non sembra minimamente interessata a trasformarsi in monumento.
Alla vigilia del compleanno ha ribadito di essere disponibile a nuovi progetti. E, come detto, sogna un ruolo da cattiva: una villain ben scritta nella quale poter mostrare un volto diverso da quello dell'eterna Jeannie.
E il calendario contiene già un nuovo appuntamento.
Il 5 settembre 2026 Barbara Eden sarà tra le protagoniste del Cinecon Classic Film Festival, dove riceverà un riconoscimento alla carriera e presenterà insieme a Pat Boone Tutti pazzi in coperta, commedia del 1961 diretta da Norman Taurog.
Sessantacinque anni dopo quel film, tornerà dunque davanti al pubblico per raccontarlo.
Il tempo passa.
Barbara Eden continua a fare apparizioni.
Forse la vera magia è questa.
Los Angeles, "Lead With Love 7" di Project Angel Food
pubblicità
Questa volta il bicchiere non può restare vuoto.
Barbara Eden sarebbe una Pink Lady.
Non soltanto per l'ovvio cromatismo del costume di Jeannie.
È un cocktail classico, elegante, dall'aspetto apparentemente innocente e dal colore pastello. Eppure dietro quella superficie rosa si nasconde una struttura assai meno fragile di quanto l'occhio suggerisca.
Un po' come Barbara Eden.
Hollywood l'ha vestita di chiffon, le ha nascosto persino l'ombelico e l'ha infilata dentro una bottiglia.
Lei ne è uscita.
Novantacinque anni dopo è ancora qui.
E adesso vuole fare la cattiva.
Prosit, Jeannie.
pubblicità