PORDENONE - «Volevo andare all’inaugurazione di Pordenonelegge ma non sono potuta uscire di casa, sotto al mio balcone stazionavano i soliti dieci sbandati che utilizzano i portici come fossero casa loro. Bevono, bivaccano, stanno seduti a terra a piedi scalzi. Usano le aiuole davanti al nostro portone come fosse un wc. Noi residenti siamo stremati, sembra anche che ci sia un giro di spaccio. Un viavai di persone che viene a “prendere qualcosa” e se ne va in bicicletta. Sabato scorso ero affacciata al balcone mentre avveniva tutto questo e mi hanno urlato “non ci guardare”. Io da sola non esco più, ho paura».
È lo sfogo di una residente 70enne di piazzetta Costantini, area nella “zona calda” di piazza Risorgimento. Dopo la denuncia sul Gazzettino di un inquilino di viale Trento, che aveva deciso di vendere casa per il degrado del quartiere, gli abitanti della zona tornano a chiedere sicurezza.
«Il concittadino di viale Trento - continua la residente - almeno è riuscito a vendere, qui c’è gente che se ne sta andando perché fortunatamente è in affitto e può non rinnovare il contratto. Ma chi ha casa di proprietà è in difficoltà perché non riesce a darla via. Appena i possibili acquirenti sanno del viavai notturno, scappano. Gli immobili si stanno svalutando. Un inquilino, che non fa altro che raccogliere le bottiglie vuote lasciate dagli sbandati, ha provato a vendere l’appartamento e non è riuscito».
«Giovedì scorso - continua la residente - non sono scesa neanche a buttare la plastica. La raccolta inizia alle 19.30 e non puoi smaltire i rifiuti prima altrimenti prendi la multa. Ma a quell’ora era già pieno di sbandati e non esco più da sola. Mi sento prigioniera a casa mia. La situazione è peggiorata con l’apertura di diversi negozi di alimentari da parte di cittadini stranieri. Restano aperti fino a mezzanotte e oltre e vendono alcolici. Da regolamento condominiale, possono esporre certamente la verdura. Ma non possono permettere ad altri dieci connazionali di bivaccare di fronte alle loro vetrine. Abbiamo chiamato più volte polizia locale e carabinieri, ma ci dicono da un lato che se non sono armati non possono intervenire e dall’altro che, essendo i portici privati, non è loro competenza».
La residente ha anche raccolto più volte le firme e scritto al Comune. «L’amarezza - prosegue - è quella di sentirsi cittadini di serie B. Perché in Corso Vittorio non ci si può sedere sotto ai portici e qui nessuno fa niente? Perché a pochi metri da noi c’è una bella manifestazione e io non posso andare perché è pieno di sbandati? Ho beccato più volte persone a usare le aiuole come wc, anche italiani. Per non parlare degli odori che salgono dalle finestre, basta. Non sono solo io, siamo tanti ad essere stufi».
La cittadina, dunque, chiede più decoro e sicurezza: «Decida il Comune se con un presidio fisso o con maggiori controlli. Ma qui non si vive più».