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«Basta woke»: Conte punge Schlein  - L'Unione Sarda.it


Campo largo

23 agosto 2026 alle 01:22

Il leader M5S scarica il politicamente corretto. E il centrosinistra si divide 

Il mal di woke attraversa il centrosinistra. Pochi giorni prima che Giuseppe Conte aprisse il caso nel campo largo, il Financial Times si era posto la domanda che agita i progressisti anche oltreoceano: «Perché un socialista deve necessariamente essere anche woke?». Nell'estate italiana la risposta del leader M5S è arrivata secca: «Alla sinistra non serve», perché «il nemico da combattere è questa società di diseguali».

L’intervista

L’ex premier - già in pieno clima primarie - accelera nel duello sotterraneo con Elly Schlein, accreditandosi come leader di una sinistra più popolare, attenta ai diritti ma orientata al sociale. Italia Viva concorda, Avs insorge, Più Europa contesta la stessa premessa. La segretaria dem risponde spostando il terreno di gioco. Dalle colonne di Milano Finanza mette sul tavolo industria, crescita, salari, investimenti e bollette. L'Italia, attacca, dopo quattro anni di governo Meloni, è «più fragile» e per risollevarla servono energia meno cara, redditi più alti e nuovi investimenti.

Iv brinda, Avs no

Conte tocca però un nervo scoperto, mostrando come dietro al termine americano - nato per indicare l’attenzione alle discriminazioni e poi diventato un’etichetta per le battaglie progressiste su identità, genere e minoranze - si celi il nodo dell’elettorato da riconquistare per battere Giorgia Meloni. «La dignità delle persone non si divide in categorie», replica il responsabile diritti dem Alessandro Zan. «Adesso si svegliano tutti. A cominciare dai dem americani», osserva invece Matteo Renzi, intestandosi le prime battaglie contro «l’ubriacatura woke». La capogruppo di Iv al Senato, Raffaella Paita, è ancora più netta: «Le teorie woke fanno male alla sinistra». Una lettura che non trova il favore di Avs. «Chi ha chiesto di cancellare feste nazionali, abbattere statue, importare la cancel culture?», ribatte Elisabetta Piccolotti rovesciando la domanda e definendo «semplicemente una menzogna» l’accusa di aver sacrificato il sociale sull’altare dei diritti civili. In Italia la cultura woke è «un fantasma agitato dalla destra» per contrapporre diritti e giustizia sociale, rincara la collega eurodeputata Ilaria Salis. A chiudere il cerchio è Riccardo Magi di +Eu: in un Paese senza una legge sul fine vita, dove le coppie gay non possono adottare e l’accesso alla procreazione assistita resta limitato - l’aut aut sia un errore.

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