
La mobilitazione dei lavoratori della Bcs nei mesi scorsi

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Abbiategrasso (Milano), 24 settembre 2026 – L’ipotesi di accordo tra i Castoldi, proprietari della Bcs, e la famiglia di industriali friulani Fulchir, è naufragata prima ancora di nascere. Ufficialmente per i debiti pregressi accumulati nei confronti di fornitori strategici. Una situazione finanziaria critica che, evidentemente, i Castoldi avevano taciuto nelle prime fasi della trattativa. Una volta verificata tutta la situazione finanziaria, Fulchir ha preferito abbandonare la partita, disimpegnandosi dall’accordo di dover riattivare la produzione entro l’inizio di ottobre, rioccupando da subito poco più di 200 lavoratori. Non c’erano le condizioni per avventurarsi in una impresa ritenuta troppo rischiosa.

La Bcs nel Milanese ha due siti produttivi: a Cusago e Abbiategrasso
Una decisione, questa, che ha creato sconcerto anche tra i consulenti di Bcs, che hanno saputo del disimpegno solo pochi minuti prima della riunione che avrebbe dovuto sancire il passaggio dei dipendenti Bcs (circa 500, nei tre stabilimenti di Abbiategrasso, Cusago e Suzzara) alla Newco del gruppo Fulchir.
“Questa marcia indietro conferma quanto denunciano da tempo: l’unica strada seria e percorribile per tutelare la continuità produttiva e la forza lavoro è l’immediata attivazione dell’amministrazione straordinaria” commentano le organizzazioni sindacali presenti al tavolo, Fim e Fiom. “L’amministrazione straordinaria è lo strumento indispensabile per congelare la massa debitoria e mettere in sicurezza gli stabilimenti dalle azioni dei creditori. Garantisce inoltre una transizione trasparente sotto la guida di un commissario pubblico, offrendo agli investitori una cornice giuridica sicura per rilevare le attività senza rischi occulti”.

I dipendenti della Bcs erano tornati a sperare, ora la doccia fredda
E in questa fase Fulchir potrebbe riaffacciarsi. Ieri intanto ci sono state le assemblee nei tre stabilimenti del gruppo. “I lavoratori sono logicamente esasperati. Hanno delle spettanze arretrate che non sono state ancora pagate e non hanno garanzie per il futuro – commenta Antonio Del Duca, segretario della Fiom Ticino Olona –. L’azienda ieri ci ha assicurato che entro la prossima settimana presenterà la richiesta dell’amministrazione straordinaria. Si è comunque perso già molto tempo”.
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