Lo hanno cercato in città il pistolero del parco De Mita, ma senza trovarlo. Dopo aver sparato tre colpi di pistola calibro ventidue e ferito un 27enne ad una mano, scatenando il panico all’esterno del bar frequentato da un centinaio di persone nella sera di giovedì, lo sparatore si è eclissato. Gli agenti della squadra mobile hanno pertanto esteso le ricerche ad altre località, anche fuori regione, convinti in ogni caso che il giovane ventiduenne V.P. beneventano, nelle prossime ore possa costituirsi. Infatti anche se già noto alle forze dell’ordine per i suoi precedenti e per le condanne ricevute, non appare un elemento in grado di sottrarsi alle ricerche delle forze dell’ordine per più giorni, non avendo quei rapporti nella mala che possono garantirgli un periodo di latitanza. Nel frattempo il ferito è tuttora ricoverato presso l’ospedale Fatebenefratelli. Le sue condizioni non destano preoccupazioni.
Gli agenti della squadra mobile sono convinti che le tensioni tra sparatore e ferito risalgono ai giorni precedenti, e che probabilmente i due avevano scelto un luogo affollato, appunto come il parco De Mita a via Catullo, dove vi erano oltre un centinaio di persone, per un chiarimento, che poteva passare così inosservato, come del resto è avvenuto. Qui poi la situazione è degenerata, con il più giovane che ha fatto fuoco. Un ferimento avvenuto nell’area adiacente al bancone del bar. Del resto, nonostante i tanti presenti nessuno ha notato i due discutere, fino al momento degli spari, quando è scattato l’allarme e c’è stato un fuggi fuggi generale. In questo contesto si è dileguato a piedi anche il 22enne che ha fatto fuoco, senza incontrare ostacoli nella fuga. Il ferito è stato soccorso dai presenti e poi condotto in ospedale. Mentre sul posto intervenivano agenti della volante e della squadra mobile per ricostruire l’accaduto e quelli della polizia scientifica che ha repertato due bossoli.
Intanto il bar dove è avvenuta la sparatoria ha visto la sospensione dell’attività con un provvedimento adottato dal questore Giovanni Leuci, ordinanza che è stata notificata al gestore Vincenzo Saccone, anche con l’affissione da parte degli agenti del provvedimento all’ingresso del locale. Nel provvedimento si afferma che c’è la compromissione dell’ordine e della sicurezza pubblica derivante da ciò che è accaduto. Da qui il blocco dell’attività e l’esigenza di una immediata sospensione dell’apertura del bar per un periodo di quindici giorni. Contro questo provvedimento il legale del gestore del bar, l’avvocato Vincenzo Sguera, non condividendone la motivazione, presenterà ricorso al Tar. Anche se difficilmente il verdetto del Tribunale amministrativo regionale, potrà giungere prima dei quindici giorni di chiusura che sono stati imposti dall’autorità di pubblica sicurezza.