Serata di paura al parco De Mita. Tre colpi di pistola esplosi a distanza ravvicinata hanno solo sfiorato un giovane, che è rimasto ferito alla mano sinistra. Anche colui che è sospettato di essere il “pistolero” èun giovane. Entrambi sono beneventani e già noti alle forze dell’ordine per i loro precedenti e per le condanne avute, nonostante la giovane età. Il tutto è avvenuto poco prima delle 23 di giovedì nel bar all’interno del parco De Mita, in piazzale Catullo. Il ferito è M.S., 27 anni, che è stato condotto e ricoverato presso il pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli, dove i sanitari gli hanno medicato la ferita d’arma da fuoco alla mano e lo hanno ricoverato per ulteriori accertamenti. Gli agenti della squadra mobile diretti da Flavio Tranquillo, hanno raccolto una serie di elementi che fanno ritenere che a sparare sia stato V.P., 22 anni, che al momento non è stato rintracciato.
Secondo una ricostruzione della polizia, intervenuta sul posto, con agenti delle volanti, della squadra mobile e della polizia scientifica, all’improvviso si sono uditi i tre colpi di pistola. Da qui il panico tra i presenti, un centinaio di persone. Quindi il tam tam su Whatsapp ha fatto il resto, generando preoccupazioni anche a chi era a casa, data la presenza di figli e amici in quel bar. Una sparatoria che poteva avere conseguenze tragiche, tenuto conto che la pistola adoperata, un calibro 22, utilizza proiettili piccoli ma che posseggono una velocità e una forza sufficiente per forare il corpo umano. Gli agenti della polizia scientifica hanno rinvenuto due bossoli da cui sono risaliti al calibro della pistola. Agli agenti che lo hanno interrogato, il 27enne non ha fornito elementi utili né per individuare lo sparatore né per risalire a un possibile movente. Ha sostenuto infatti che era giunto presso il bar e che un coetaneo lo ha colpito, ferendolo. Queste ultime dichiarazioni e le varie fasi delle indagini per giungere all’identificazione dello sparatore sono coordinate dalla Procura della Repubblica e in particolare dal sostituto procuratore di turno, Olimpia Anzalone.
Chiaramente gli inquirenti ritengono che tra i due, sparatore e vittima, vi fossero stati dei contrasti. Al punto che, pur in presenza di numerosi testimoni, alla vista del ventisettenne il giovane non avrebbe esitato a fare fuoco. Una sorta di chiarimento plateale.
Tra l’altro, il presunto pistolero solo ai primi di agosto aveva visto concludersi le limitazioni poste ai suoi movimenti come misura cautelare relativa ad altri reati. E pure la vittima del ferimento ha invece dei precedenti per reati contro il patrimonio commessi in particolare a Chieti. Il parco dove è avvenuta la sparatoria è stato inaugurato dal Comune nel giugno dello scorso anno e intitolato allo statista irpino. È ubicato tra il quartiere Triggio e il rione Libertà e si estende per circa ottantamila metri quadrati. Uno spazio verde polivalente, oggetto in passato di polemiche sulle modalità della gestione e sulle autorizzazioni concesse dal Comune, ma che finora non era stato al centro di episodi di cronaca nera.